Bersani candidato premier del centrosinistra stravince in Capitanata

Rizzi e Lonigro non tradiscono. Bersani prende 19079 mila voti. Renzi si ferma a 6576. A Foggia 2mila voti in meno rispetto al primo turno

La maggioranza bulgara, alla fine, è arrivata. Tutto come nelle previsioni in Capitanata per il leader Pd, Pierluigi Bersani. Vendola non tradisce: Pierluigi Bersani incassa il 74.4% dei voti, pari a 19.079 preferenze. L'enfant prodige democratico, Matteo Renzi, si ferma al 25.3%, 6576 preferenze: 5 punti in più rispetto al primo turno, un risultato lusinghiero per chi, come dichiara Giampiero Protano coordinatore provinciale di "AdessoCapitanata", "combatteva a mani nude contro tre partiti".

A differenza del sindaco di Firenze che, a caldo, in conferenza stampa, ha dichiarato con onestà "abbiamo perso", i renziani di Capitanata sono entusiasti: "è stato un successone - continua Protano - avevamo contro il Pd ortodosso che ha controllato, con i suoi apparati, la quasi totalità del voto portando le sue truppe a votare. Il Psi, che comunque in Capitanata ha il suo peso, e Sel di Nichi Vendola, marcatissima in una regione come la Puglia e con la quale Bersani ha stretto un accordo.

Siamo nella regione di D'Alema e Vendola: eravamo noi Davide contro Golia.  E' evidente che non è stato un test per i partiti locali, non è stato un esame per la città; la gente ha capito che la partita era tutta giocata sul livello nazionale ed ha scelto, evidentemente, l'usato sicuro rappresentato da Bersani. Ma noi, sia chiaro, da domani, continueremo a lavorare per il rinnovamento della classe dirigente e faremo sentire il nostro peso all'interno del partito democratico". 

Di diverso avviso Michele Bordo, coordinatore provinciale dei comitati bersaniani in Capitanata che in queste ore brinda alla "vittoria straordinaria di Bersani al quale la provincia di Foggia ha offerto uno straordinario contributo": "Renzi – dice - ha potuto contare sull'impressionamente aiuto dei mezzi di informazione ma evidentemente ha cavalcato troppo l'onda dell'antipolitica basando buona parte della sua campagna elettorale sulla demagogia e i facili populismi. La gente lo ha capito ed ha premiato Bersani: è lì la vera strada del cambiamento e del rinnovamento.

Da domani cominceremo a lavorare ad un'alleanza, forte, tra progressisti e moderati e con quella prepararci a governare l'Italia". Opa Vendola? "Con Vendola, continua Bordo, abbiamo sottoscritto una carta d'intenti. La nostra esperienza sarà certamente basata sul cambiamento ma dobbiamo offrire all'Italia una stabilità di governo per affrontare un periodo che non sarà facile: ciò significa che, a differenza delle precedenti esperienze, sarà l'assemblea dei gruppi parlamentari a decidere a maggioranza e quella decisione sarà vincolante per tutti". 25.692 gli elettori del secondo turno, oltre 5mila in meno rispetto al primo turno quando alle urne si recarono in 31.194. 

Non meraviglia Cerignola, roccaforte rossa per eccellenza: dopo il magro bottino del primo turno quando ai seggi si recarono in poco più di 1400, i democratici, al secondo, raccolgono 1200 votanti. Qui Bersani supera il risultato medio, sfondando quota 77%. Si ferma al 65.8% invece a Manfredonia, terra di Bordo e del segretario provinciale Paolo Campo, ma sfonda comunque, come prevedibile, il quorum: Bersani 65.8%, Renzi 34.2. Manfredonia sconta il calo forse più vistoso, con 4139 i votanti al secondo turno, 1600 in meno circa rispetto al primo quando ai seggi si recarono in 5744. Calo più vistoso assieme a Foggia, che invece conta quasi 2mila votanti in meno rispetto al primo turno: 3100 votanti nei tre seggi, 5200 lo scorso 25 novembre. Tutti i comuni, in ogni caso, sono in linea con il calo fisiologico registrato a livello nazionale. Renzi perde anche i comuni in cui si era imposto al primo turno, come Apricena e Zapponeta, mantenendo solo Peschici.  

L'alleanza con Vendola, è evidente, in Capitanata ha funzionato. D'Altronde l'endorsement del segretario provinciale dei vendoliani, Domenico Rizzi, sin dal 26 novembre, era stato chiaro. Di apporto decisivo di Vendola parla anche Pino Lonigro, leader di Socialismo Dauno, che ha lavorato "pancia a terra" nei giorni scorsi a favore del governatore, sempre più lanciato ora verso Roma, a maggior ragione oggi, con la vittoria di Bersani. Il che farà aprire a breve un'altra partita, quella per la Regione Puglia, alla quale in molti hanno lavorato sfruttando proprio le primarie. Ma questa, per ora, è un'altra storia. 

 

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