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Landella sul palco di Salvini

Landella sul palco di Salvini

Quando dal palco di Salvini il sindaco Landella disse al centrodestra: "Uniti noi possiamo vincere"

Da Genova e L’Aquila, il centrodestra stravince i ballottaggi. Solo quattro i grandi comuni conquistati dal centrosinistra e dal PD, tra cui Lecce e Padova.

Lo schema Toti funziona: il centrodestra unito - da Alfano a Salvini, da Meloni a Berlusconi – ha espugnato la ‘rossa’ Genova. E non solo. Astensionismo a parte (vincitore indiscusso dei ballottaggi del 25 giugno), nell’economia della seconda manche della tornata elettorale appena conclusasi, hanno pesato e non poco i mal di pancia e le spaccature all’interno del centrosinistra; oltre che l’assenza di Matteo Renzi al fianco dei candidati e una squadra, quella del PD, malandata e quindi da rivedere.

Numeri alla mano, sembrerebbe che l’elettorato di destra dei cinquestelle stia virando sempre più verso la Lega di Matteo Salvini, preferito al movimento di Grillo per le sue posizioni, nette, in tema immigrazione e sicurezza.

IL VIDEO DISCORSO DI LANDELLA

A voler forzare un po’ la mano e riportare su Foggia il dato nazionale fuoriuscito dalle urne, la vittoria schiacciante del centrodestra, che agli avversari lascia le briciole (Lecce, Taranto, Padova e Lucca), si fa per dire, è anche la vittoria di Franco Landella, che pure era stato richiamato al suo posto quando, con la fascia tricolore, nel novembre scorso era salito sul palco di Salvini a Firenze. Troppo precipitoso per alcuni, ingenuo per altri.

Al netto dei toni coloriti di quel discorso "trumpista" (cit. De Pellegrinp) pronunciato “da sindaco del Sud e di Forza Italia”, che molti esponenti del partito e dell’area moderata non condivisero, Landella aveva brindato all'unità del centrodestra, tirando fuori l’orgoglio di chi ne rivendicava l’appartenenza e voleva a tutti i costi mandare a casa Renzi e “l’arroganza del centrosinistra”. Erano le settimane che anticipavano il voto sul referendum costituzionale, del sì e no alla riforma proposta dal governo Boschi-Renzi.

In quella occasione il primo cittadino del capoluogo dauno, le diede dal palco e le prese appena sceso giù, soprattutto dai suoi e da quei foggiani che non gli perdonarono l’utilizzo fuori luogo della fascia da sindaco. "Uniti possiamo vincere". Quel richiamo all’unità oggi trova riscontro nell’affermazione elettorale che sembra voler affidare le chiavi del Belpaese al centrodestra, purché compatto.

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