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In zona arancione ma per ora senza ristori. E piovono disdette nei ristoranti della zona gialla

Il presidente della Provincia di Foggia suggerisce di estendere, con proporzionalità, la misura anche ai titolari delle attività che non hanno subito la chiusura, penalizzati dal divieto di spostamento tra comuni

La misura dei ristori per i titolari di bar, ristoranti e pizzerie "doveva essere varata contestualmente all'ordinanza" che ha istituto fino al 14 dicembre la zona arancione per 20 comuni della Puglia gialla. Lo sostiene il presidente della Provincia di Foggia Nicola Gatta. La Regione Puglia, nelle parole del capogruppo Pd in Consiglio regionale, Filippo Caracciolo, si è detta pronta ad intervenire in sostegno dei ristoratori penalizzati prevedendo ristori pari a 20 milioni di euro, oltre ad altri fondi aggiuntivi da chiedere al Governo in caso di necessità, che saranno gestiti dall’Agenzia delle Entrate o dalla Camera di Commercio.

Gatta è certo che se fosse stata ratificata contestualmente alla riclassificazione "si sarebbero evitate tante incomprensioni e proteste".

Suggerisce, inoltre, di estendere i ristori anche agli operatori del settore dei comuni rimasti in zona gialla. "Occorre riflettere sul fatto che locali e ristoranti, in molti casi, non lavorano esclusivamente con la clientela proveniente dal proprio comune, ma soprattutto di quella proveniente da tutta la provincia. Nei comuni della nostra provincia individuati nella zona arancione, vivono oltre quattrocentomila persone: un bacino di utenza considerevole di cui i ristoratori in zona gialla dovranno fare a meno, visto il divieto di spostarsi da un Comune all’altro. Non dimentichiamo che alla notizia del passaggio in zona gialla tantissime attività hanno provveduto a riaprire i locali richiamando a lavoro il personale, trovandosi, però, da un giorno all’altro con numerose disdette alla luce della nuova ordinanza. Il mio auspicio - conclude il numero uno di Palazzo Dogana - è che la Regione tenga conto di questa valutazione ed estenda magari con un criterio di proporzionalità i ristori, anche alle attività dei comuni di Capitanata passati in zona gialla, in considerazione della grave crisi economica che sta attanagliando il nostro territorio".

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