'Ombre' sulla rissa leghista a San Severo, il commissario attacca (ma non spiega): "Vogliono ledere la nostra immagine"

Al durissimo j'accuse di ieri di Primiano Calvo replica il neonominato reggente Marcello De Filippis. "Lite non grave per questioni personali". "Ora linea dura, lavorerò ad una lista pulita"

Dopo la rissa di sabato scorso, la Lega di San Severo prova a  raccogliere i cocci lasciati per terra e a ripulire la sua immagine dal misero incidente di percorso. Il primo provvedimento è stata l’espulsione immediata dei protagonisti, dirigenti di partito tra l’altro, Matteo Fontanello e Primiano Calvo, su decisione del regionale Andrea Caroppo. Quindi la nomina di un commissario, Marcello de Filippis. Neanche tanto a sorpresa, per qualcuno, se è vero che De Filippis- dicono- è uomo vicino a Fontanello (“cambiare tutto per non cambiare niente” sostengono). De Filippis si smarca: “Con me partito pulito e trasparente”. 

Il neocommissario chiede di dire la sua su queste colonne, a maggior ragione dopo le rivelazioni shock di Calvo che, in una durissima nota stampa, non ha risparmiato nessuno, da Bari a San Severo, passando per Apricena (e per Antonio Potenza), parlando, più che di un partito, di un “comitato d’affari”, e puntando il dito contro il direttivo leghista, retto da “personaggi che gestiscono servizi in appalto presso l’Ente Comune, accomunati da intrecci societari e familiari”. E’ questa la bomba che Calvo lancia prima di farsi da parte, a mo’ di pietra tombale su un partito di nuovo conio da queste parti (seppur solo nel simbolo, non nei nomi, che afferiscono a gente dalla lunga carriera politica).

Calvo parla e butta fuori tanta roba: il direttivo, gli appalti, le cooperative, la gestione familistica, i condizionamenti ambientali. Accuse da far tremare i polsi alla vigilia della campagna elettorale e che gettano sulla rissa di sabato ombre lunghe ed inquietanti. Perché e su cosa ci si è scazzottati sabato? Quali gli interessi in gioco? 40 milioni di investimenti per la città, dichiara Miglio, raccontando le cose fatte in 5 anni. Soldi, tanti soldi in ballo nella città dell’Alto tavoliere. E poi c’è il cimitero, dove si costruiranno nuovi loculi: anche qui balla qualcosa come due milioni di euro.   

“Se qualcuno si è sentito colpito da quelle parole, proceda legalmente” dichiara oggi De Filippis. Tra i componenti dell’ormai ex direttivo (raso al suolo col commissariamento) contro cui punta il dito Calvo, ci sono i fratelli Fontanello, appunto, che con la cooperativa Pegaso lavorano con il Comune da lunghissimo tempo al controllo caldaie e piccola manutenzione, in forza di un contratto pluriennale risalente all’amministrazione Santarelli, solo di recente giunto a scadenza. “Situazioni che abbiamo trovato quando ci siamo insediati ma che non sono state rinnovate” ci dice, tranchant, il sindaco Francesco Miglio, smarcandosi da qualsivoglia tentativo di ‘tirarlo dentro’. “Non sono scelte che appartengono a noi, sono scadute e siamo in procinto di espletare le gare per riaffidare i servizi”.

Oltre ai fratelli, nel direttivo ci sono anche due cugini, Matteo e Morena Fontanello. Un'intera famiglia, praticamente. Quest'ultimo Matteo è stato protagonista della scazzottata. Perché ci si ‘è accapigliati? “La riunione politica era terminata” fa sapere De Filippis. “Hanno litigato per questioni personali che non ho capito e non voglio nemmeno sapere”. Strano discorso per un commissario il cui compito è quello di fare chiarezza e ripulire il partito da elementi quantomeno di “disturbo” e che inficiano, con le loro “questioni personali”, l’immagine di un intero partito, appunto.

“La lite è avvenuta all’interno della nostra sede ma non per motivazioni politiche, la riunione era finita. Ho letto, tra l’altro, che era una riunione convocata per far passare una linea piuttosto che un’altra (Caposiena vs Giuliani, ndr). Non è vero. E’ stata una riunione interlocutoria per fare il punto della situazione. C’era anche Potenza”.

Antonio, sindaco di Apricena, venuto a perorare la causa Caposiena, su cui il partito provinciale converge, giusto?

No, ha partecipato in qualità di incaricato dal regionale Caroppo per aiutarci a gestire la situazione su San Severo. Ma da qui a parlare di appoggi ad un candidato piuttosto che ad un altro per interessi personali che io non conosco e non voglio nemmeno conoscere, ce ne passa.

Beh, chi più di lei oggi dovrebbe voler capire per “mettere al riparo” il partito?

Fontanello e Calvo hanno un rapporto storico. Si sono scaldati un po’. E’ stato tutto ingigantito. E questo lede l’immagine della Lega.

Ha appena detto, però, che non conosce i contenuti del litigio. Quindi non può ingigantirli ma neanche sminuirli.

Sì ma non c’è stata una scazzottata, la cosa tra i due è stata più lieve, ingigantita artatamente. Ad ogni modo sono stati espulsi immediatamente.

Della serie “non so e non voglio sapere”. Non va bene. Le accuse mosse sono state pesanti e chiamano in causa i dirigenti della Lega.

Chi si è sentito colpito, procederà legalmente, presumo. Io ora devo difendere l’immagine della Lega. Quelle sono questioni personali.

Le loro questioni personali interessano anche il partito, evidentemente. Si parla di intrecci familistici e di affari!

Guardi, io questo lo escludo assolutamente perché il fatto che più componenti della stessa famiglia partecipino come simpatizzanti all’attività di un partito non può essere motivo di preclusione a priori per presunti conflitti. Chi vuole denunciare commistioni, lo faccia.

Non si tratta di simpatizzanti, ma dell’ex direttivo.

Più che un direttivo, era un gruppo che aveva il compito di portare avanti il partito dopo le dimissioni di Coco, fino a nuova nomina. Per quello che ne so io, è tutta brava gente. Io non so Calvo a chi si riferisca. Qui si sta facendo un processo alle intenzioni per ledere la nostra immagine.

In realtà le accuse vengono dal vostro interno, se c’è un processo alle intenzioni ve lo state facendo da soli. Lei ha il dovere di capire da commissario.

Ognuno svolge liberamente la propria attività, sono questioni personali. All’interno del partito non è che stiamo a vedere chi fa cosa, presumendo colpe a priori.

Ma sono proprio le “attività personali” che rischiano di travolgere un intero partito. Posta la linea garantista, quali contromisure attiverà per metterlo al riparo?

Una linea durissima, sia all’interno che all’esterno. Perché tutti devono agire con correttezza ed onestà.

Detto in concreto?

Creerò una lista pulita, di gente perbene, non chiacchierata, senza ombre.

E di questi dirigenti messi nel mirino, attiverà quantomeno un controllo?

Sono semplici iscritti e simpatizzanti che lavorano con noi. Al momento non hanno fatto nulla. Se dovessero arrivare notizie di reato, verranno presi i dovuti provvedimenti.

A volte è anche opportunità politica.

Ripeto, non hanno fatto nulla.

Quale candidato sindaco appoggerete?

La situazione è ancora aperta, si attendono anche le primarie di Foggia, che cambieranno un po’ gli equilibri,

Rosa Caposiena?

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Caposiena, Pippo Casale o qualcun altro, al momento non lo so. Siamo disponibili a trovare la quadra attorno al nome più spendibile.

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