I cinquestelle non arretrano di un millimetro: "Energas non s'ha da fare"

Sul caso dello deposito costiero di gpl in agro di Manfredonia, giungono dopo alcuni mesi le risposte degli assessori Curcuruto e Santorsola all'interrogazione regionale dei pentastellati

Proteste Energas (Immagine di repertorio)

Finalmente è arrivata la risposta all’interrogazione del Movimento 5 Stelle, in virtù della dura posizione che i consiglieri pentastellati hanno intrapreso nei confronti del deposito gpl da 60.000.000 di litri della società Energas (con partecipata Q8), che dovrebbe sorgere a sud di Manfredonia in provincia di Foggia, finalizzata ad ottenere la non concessione del nullaosta all’insediamento dell’impianto, secondo quelli che sono gli art 16 e 17 della direttiva europea Seveso III.

Si tratta di un insediamento il cui progetto prevede degli annessi gasdotti interrati di collegamento al terminale marittimo sito al porto industriale di Manfredonia, di lunghezza pari a 10 chilometri (5 chilometri su terraferma e 5 chilometri su parte sottomarina) e raccordo ferroviario di circa 1,5 chilometri con la vicina stazione delle Ferrovie di Frattarolo. Nelle scorse settimane è giunta la risposta degli assessori all’Ambiente e all’Urbanistica, Santorsola e Curcuruto.

Commenta la consigliera regionale Rosa Barone: “La risposta dell'assessore Santorsola tocca due temi, quello ambientale e quello della sicurezza. Per quanto riguarda il tema ambientale, l'assessore si limita a ricordare che la regione ha interloquito nell'ambito della procedura V.I.A. nazionale con il parere reso dalla commissione regionale V.I.A in cui, preso atto di un consolidato giudicato amministrativo in materia, veniva espresso parere favorevole ma con prescrizioni”.

Aggiunge la pentastellata foggiana: “Al riguardo, si può osservare che il decreto V.I.A. del MATTM, contenente parere favorevole con prescrizioni, ha recepito in pieno tutte le prescrizioni contenute nel parere V.I.A. regionale e ha nominato la regione Puglia autorità vigilante. In ordine al profilo della sicurezza, l'assessore si limita a ricordare che la procedura è di competenza del C.T.R., organo che dipende dal Ministero dell'Interno, e che la procedura deve concludersi entro un anno dalla data di entrata in vigore della normativa, ossia al 29/07/2016”.

Puntualizza però Rosa Barone: “Ricordo a Santorsola, che le istituzioni partecipano a vario titolo al C.T.R. con propri delegati. L'art. 10 d.lgs. 105/2015, per quanto riguarda la regione, prevede la partecipazione obbligatoria di un rappresentante per la regione (ing. Perrone), due rappresentanti dell'A.R.P.A. (ing. Altieri e ing. Landinetti), un rappresentante dell'A.S.L. territorialmente competente (dott. Curiale). In questo modo è chiarito quindi che la Regione può incidere sulle proprie aziende o agenzie regionali, nel CTR, affinché esprima un parere di diniego al nullaosta, accertato per altro anche il diniego dei cittadini ed essendo di fondamentale importanza la consultazione popolare ai fini del rilascio del nullaosta, consultazione già espressa a mio avviso, mediante raccolta firme della cittadinanza per dire no all'impianto e di cui il CTR dovrà prenderne atto”.

Barone analizza anche la risposta dell’assessore Curcuruto. “La stessa trasmette la documentazione che è stata trasmessa al MISE per rappresentare il parere negativo della regione Puglia all'intervento. Il parere regionale si articola, in sostanza, in due parti: parte paesaggistica e urbanistica e parte ambientale. Per quanto riguarda la parte urbanistica e paesaggistica, viene rilevato che il progetto non interferisce con la normativa locale per quanto riguarda il deposito, mentre, per quanto riguarda il gasdotto e il raccordo ferroviario, l'intervento necessita di accertamento di compatibilità paesistica.  In ordine al profilo ambientale, viene fatta rilevare la contrarietà del progetto al programma comunitario Rete Natura 2000 - Direttiva Habitat 92/43”

Continua pertanto il lavoro di tutto il M5S, contraria anche la posizione dei consiglieri comunali Gianni Fiore e Massimiliano Ritucci: “A tutti i livelli, sia comunali che regionali e parlamentari, continua la battaglia contro l’impianto Energas da parte del Movimento Cinque Stelle e dei suoi portavoce” proseguono gli stessi: “Non arretreremo di un millimetro e speriamo che lo stesso facciano i manfredoniani, ai quali con mezzi “ruffiani” si tenta di attirare il consenso verso la realizzazione dell’impianto".

E’ notizia di pochi giorni fa, che l’azienda Energas sarebbe interessata ad una maxi-sponsorizzazione del Manfredonia Calcio, il tutto sembra fatto apposta per acquisire gradimento tra i manfredoniani” concludono i consiglieri del M5S: “ma la vita e la salute delle persone valgono di più di questi mezzi di compravendita del consenso”.

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