E rimpasto di Giunta fu: De Rosa e Grilli al posto di D’Emilio e Calabrese

Gianni De Rosa ai Lavori Pubblici e Gabriella Grilli all'Istruzione. In quota Ncd resta solo Erminia Roberto, alla quale è stata offerta la carica di vicesindaco

De Rosa e Grilli

Tanto tuonò in casa azzurra che piovve. Il rimpasto sempre chiesto da Forza Italia al sindaco Landella alla fine è arrivato, a soli otto mesi dal primo esecutivo. E ricalca le richieste avanzate dal gruppo guidato da Raimondo Ursitti che, nel rivendicare una propria rappresentanza in giunta, aveva a più riprese puntato il dito contro il peso, ritenuto eccessivo, di Ncd.

Via dunque due assessori di Di Giuseppe, Carla Calabrese, sino a ieri delegata all'Istruzione, e Ciccio D'Emilio, ai Lavori Pubblici oltre che vicesindaco. Al loro posto, stesse deleghe, arrivano i consiglieri Gabriella Grilli e Gianni De Rosa. In quota Ncd resta solo Erminia Roberto, delegata alle Politiche sociali. A lei, per compensare la robusta falcidiata centrista, è stata offerta anche la carica di vicesindaco.

Il blitz del sindaco si è materializzato ieri pomeriggio, al termine di un lungo vertice con gli azzurri. Ciò che a Forza Italia, dunque, non è riuscito qualche settimana fa con lo strappo, plateale, consumato in aula, è riuscito ieri. Evidentemente i processi politici di cui alcuni azzurri di peso parlavano sono giunti a "maturazione". Sullo sfondo, imminente, si agitano le elezioni regionali e la candidatura della cognata del sindaco, Michaela Di Donna.

Non è nota ancora la reazione di Ncd, anche perché che per Di Giuseppe non dovesse toccarsi nulla è notorio. D'altronde, fu proprio in virtù dei tre assessorati che Ncd ingoiò la sola presidenza di Amgas Blu (chiedevano una azienda "madre", Amgas o ATAF) all'indomani della spartizione delle cariche nelle aziende comunali. La "promozione" di De Rosa e Grilli viene salutata favorevolmente dai primi due dei non eletti di Forza Italia, Nicola Russo ed Antonio Annecchino.

Saranno loro ad entrare in consiglio. Niente da fare a quanto pare per il terzo dei non eletti, Nino De Rogatis. Il riconteggio delle schede accolto dal TAR al quale De Rogatis adì nel novembre scorso, non avrebbe mutato la graduatoria cristallizzata dal voto amministrativo: con 321 voti (8 in più rispetto ai 313 assegnatigli in un primo momento), resta comunque staccato di quattro voti dal secondo dei non eletti, Annecchino (325).

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