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Landella mette in discussione la compartecipazione in Amiu con Bari: "Se non si espande dovremo pensare ad altro"

Il sindaco Franco Landella vuole capire se la mission dell'azienda dell'igiene urbana è ancora quella originaria e se il Comune di Bari intenda espandersi a livello regionale

"Se la mission era la prospettiva di una grande azienda regionale, qualora non dovesse essere perseguita, penso che dovremmo rivedere la compartecipazione in Amiu con il Comune di Bari". Nel Consiglio comunale di ieri pomeriggio il sindaco di Foggia Franco Landella non fa mistero delle sue perplessità, ammettendo che bisognerà "aprire una seria riflessione".

Secondo il primo cittadino, l'Amiu ha l'opportunità di "acquisire il servizio di Cerignola, che significa anche realizzare la discarica che potrebbe sollevare notevolmente le sorti di una intera Capitanata. Oggi, per assenza di un piano specifico di chiusura del ciclo dei rifiuti nell'impiantistica, la maggior parte dei comuni è costretta a portare i rifiuti nel Tarantino".

Sta chiamando più volte e cercando di sollecitare sia il sindaco Decaro che il presidente per sedersi con Ager, guidata da Gianfranco Grandaliano, e capire se c'è l'intenzione di espandersi poiché "se dovessimo continuare a verificare che c'è una visione diversa rispetto al sindaco dell'epoca Emiliano, e con il sindaco Decaro non c'é la volontà di investire e di diventare una azienda competitiva, ma semmai si dovesse ridurre esclusivamente a svolgere il servizio su Bari e Foggia, questa visione penso che non abbia più gli effetti dell'epoca. Penso che il Consiglio comunale sarà chiamato a valutare se continuare con questa compartecipazione o pensare ad altro".

Il sindaco ha espresso la sua opinione rispondendo al civico Rosario Cusmai che ha osservato come per Amiu si vada avanti a suon di proroghe e come dovesse essere uno dei primi interventi decidere definitivamente il futuro della gestione, il rapporto tra il Comune di Foggia e l'Amiu, "anche perché qualsiasi rapporto si voglia blindare è chiaro che un rapporto definitivo consenta investimenti e tutta una serie di interventi".

Landella, a proposito di Amiu, ha riferito nella seduta in videoconferenza che l'Ufficio Ambiente ha trasferito il contratto in cui, a differenza del passato, è stata inserita anche l'attività sanzionatoria laddove non vengono espletati dei servizi e su questo, ha ammesso, "c'è una conflittualità con Amiu".

Al voto c'era un atto ricognitivo, ovvero l'analisi dell'assetto complessivo delle società partecipate.

Per effetto della spending review voluta dal governo nazionale, si procede ad una riduzione delle partecipate, proliferate in alcune stagioni più per garantire un "poltronificio politico" come l'ha definito il sindaco, portando ad esempio le colorazioni dell'Amgas. "Il prossimo anno è in programma anche l'eliminazione di alcune compartecipate già in liquidazione come la Smat che già di fatto non hanno alcuna incidenza sul bilancio comunale e non hanno più ragione di esistere".

Il capogruppo del Pd Lino Dell'Aquila si aspettava una relazione più sostanziosa da parte del sindaco e si è soffermato sulla qualità dei servizi: "Il piano di riequilibrio pluriennale, il tanto famigerato Salva Enti, per la città di Foggia si è rivelato un'opportunità che purtroppo l'amministrazione Landella ha sciupato". Ha citato la sosta tariffata, rasa al suolo negli ultimi sei anni.

Solo 24 ore prima, il Consiglio comunale di Foggia ha approvato il bilancio consolidato 2019 che prende in considerazione proprio i conti di enti, organismi strumentali, aziende, società controllate e partecipate. Il Decreto Rilancio ha differito il termine per l'approvazione. Rispettando il gioco delle parti, il documento contabile è stato approvato con 20 voti a favore e 12 contrari.

"Possiamo affermare che l'azione dell'amministrazione è virtuosa e sta mantenendo gli impegni, anche se vi erano delle previsioni inattendibili del piano di rientro". Ha detto il sindaco Franco Landella. "Non abbiamo mai fatto anticipazioni di cassa. Stiamo pagando i debiti fuori bilancio. Abbiamo ereditato una situazione drammatica". Incombe solo lo spettro di una possibile sentenza sfavorevole per il fallimento di Amica.

Al vetriolo dall'opposizione la consigliera comunale Pd Lia Azzarone: "Mi fa specie dopo sette anni ascoltare ancora il sindaco parlare di quello che è stato e non assumersi dopo sette anni le proprie responsabilità. La città è a terra, non ha più speranze. Lei deve cominciare a fare il sindaco, le restano altri tre anni e mezzo, la smetta di giudicare perché lei ha delle grandi responsabilità".

Salomonico l'intervento del consigliere comunale Leo Di Gioia che pur annunciando il suo voto contrario, per una volta difende Landella:  "È innegabile che è un atto che vive in una sorta di continuità amministrativa", ha detto riferendosi al bilancio consolidato, ma "con onestà intellettuale - che credo sia in fondo anche uno dei limiti che ho manifestato in questi anni in politica - mi sento di dire che è veramente paradossale che si cerchi di dare sulle questioni di bilancio la responsabilità a questa amministrazione. Quello che paga questa amministrazione, probabilmente, lo si vede nell'attività gestionale, nella mancanza di decisioni strategiche. In altre questioni, non certamente sull'attività di bilancio che mi pare sia stata improntata ad un contenimento della spesa. Non vedo operazioni ardite come quelle che sono state praticate negli anni scorsi nei quali si è indebitato il Comune in maniera clamorosa, penso ai Boc, non vedo attività sulle società partecipate così tanto gravi da portare a situazioni di predissesto o di fallimento, non vedo situazioni patologiche da un punto di vista dell'atto contabile". E così, per lui "non si può essere ipocriti al punto di dire che le difficoltà finanziarie incombono su questa amministrazione. Giocare ruoli precostituiti credo sia un errore, bisognerebbe dire le cose come stanno".

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