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Isole Tremiti, immagine di repertorio

Isole Tremiti, immagine di repertorio

Le Tremiti non si toccano. Di Mauro: “Bando alla partigianeria”. Gatta: “E’ un delitto”

Anche Raffaele Di Mauro e Giandiego Gatta si oppongono con fermezza alla ricerca di idrocarburi a largo delle Diomedee. Nobiletti del consorzio ‘Mare Gargano’: “Una tragedia per la nostra comunità”

Le Isole Tremiti sono un patrimonio della natura inestimabile. Nessuno le sfiori. Conta poco che l’autorizzazione concessa dal Ministero dello Sviluppo Economico alla Petroceltic Italia preveda esclusivamente la ricerca di idrocarburi – fase che anticipa le trivellazioni – e massimo tre settimane di attività a 12 miglia dalla costa, così come evidenziato dal ministro al ramo. “Bando alla partigianeria, leviamo gli scudi e opponiamoci assieme, con estrema fermezza, alle contraddizioni che Renzi & Co. ci impongono” tuona Raffaele Di Mauro.

Il coordinatore provinciale di Forza Italia prosegue: “Non possiamo accettare che il Governo, privo di qualsivoglia legittimazione popolare, si arroghi il diritto di svendere per 30 denari il nostro patrimonio naturale. Gli imprenditori, gli artigiani, gli impiegati e gli operai, gli uomini e le donne del Gargano non cederanno mai alle lusinghe del danaro; non verranno mai meno a quella vocazione ad un futuro economicamente ed ecologicamente sostenibile, esponendo il proprio habitat naturale a rischi irreparabili.

Per il coordinatore azzurro di Capitanata “le isole Tremiti sono una risorsa per il nostro promontorio ed un'opportunità per quanti hanno riposto nell'arcipelago le proprie speranze, ancorando quell'economia al turismo. Il premier Renzi probabilmente è distratto, in altre faccende affaccendato. Non ha inteso che la nostra terra, baciata dal sole e sferzata dal vento, può dare il meglio di sé sul fronte delle rinnovabili. Senza ombra di dubbio, le Tremiti sono una valida ragione per manifestare il nostro dissenso e per professare la nostra fede nel Gargano e nell'intera Capitanata".

Sulla stessa lunghezza d’onda Giandiego Gatta: “C’è un limite a tutto ed oltrepassarlo, calpestando la volontà del popolo, legittima la protesta più dura: svendere bellezze paesaggistiche come le isole Tremiti alle compagnie multinazionali, che vogliono deturpare il nostro mare, è un delitto di cui si sta macchiando tutto il centrosinistra ed in particolare il Partito Democratico”.

Il vicepresidente del Consiglio regionale aggiunge: “Saltiamo dalle sedie non solo per l’atto dispotico del governo Renzi, che dà un colpo di spugna alle indicazioni delle Regioni; ma soprattutto perché, con tutta evidenza, ricchezze straordinarie come le Tremiti vengono servite su un piatto d’argento per poche briciole, duemila euro. E’ questo il valore del nostro mare per Renzi e il suo partito, un valore a dir poco ridicolo con cui si autorizzano le trivelle. Una protervia senza precedenti nella storia istituzionale, che rischia di compromettere in modo irreversibile l’assetto del territorio”.

Conclude il consigliere regionale di Forza Italia: “Il tutto per accontentare i poteri forti, amici del centrosinistra, in nome del business più scellerato”

Sulla questione si è scomodato anche il Consorzio ‘Gargano Mare’. Così il presidente Mariella Nobiletti: “Paradossalmente, in spregio alla vocazione turistica del nostro territorio, si persevera in iniziative che rischiano di danneggiare irrimediabilmente il mare, un bene primario per il Gargano. Gli operatori turistici, come già fatto in precedenti occasioni, non mancheranno di essere a fianco delle associazioni e delle Istituzioni nell’appello al Governo affinché revochi tutte le autorizzazioni, appoggiando nel contempo le proposte referendarie di dieci regioni italiane a difesa del proprio mare. Il mare rappresenta la vita per l’economia turistica del Gargano e le paventate trivellazioni saranno un’immane tragedia per le nostre comunità”.   

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