Martedì, 26 Ottobre 2021
Politica Piazza Cesare Battisti

Mongelli si ricandida a sindaco di Foggia....ma se il Giordano riapre entro gennaio

Sulla vicenda duro affondo del sindaco: "La responsabilità se la devono assumere tutti coloro che vi sono coinvolti, a costo di andarli a citare personalmente per danni. Io non me la ingoio questa cosa, la città non se la ingoia"

La saga “Giordano” è ad un punto di svolta. Stavolta per davvero, par di capire. I Vigili del fuoco hanno consegnato l’atteso parere positivo, comprensivo di una serie di prescrizioni, agli ultimi interventi da effettuare per arrivare alla piena agibilità del teatro comunale.

Dettagli, rispetto a quanto accaduto in questi 7 lunghi anni. “Ancora 4 mesi ed il secondo teatro più grande del Sud Italia potrà essere riconsegnato alla città” si spinge l’assessore al Patrimonio che di recente ne ha preso in mano le sorti, Pippo Cavaliere.

Fa di più il sindaco Mongelli, che ha in serbo un annuncio shock: “Se il Giordano non riapre non mi ricandido alle prossime elezioni amministrative perché avverto tutto il peso della responsabilità politica di questa vicenda”.

Ma, avverte, “insieme a me la responsabilità se la devono assumere tutti coloro che vi sono coinvolti. A costo di andarli a citare personalmente per danni. Perché io non me la ingoio questa cosa. La città non se la ingoia. L’operazione verità e l’individuazione delle responsabilità partono da qui”. 

La “cosa”, naturalmente, è la (mala)gestione del lungo iter di restauro del monumento di piazza Battisti,  “emblematico di come non si devono affrontare le questioni”, affonda ancora Mongelli che con Cavaliere ha voluto la conferenza di oggi proprio per mettere nero su bianco cosa è accaduto in questi 7 lunghi anni. Quasi mezzo miliardo di euro i soldi spesi, 11 i consulenti di cui si è avvalso il direttore dei lavori, Giuseppe Casolaro (dirigente oggi in pensione).

Eppure il restauro, ad ogni piè sospinto, ha cacciato fuori problemi su problemi, come il peggiore dei vasi di Pandora. A far tribolare non poco l'assessore Cavaliere le certificazioni di conformità alle norme antincendio del teatro, completamente assenti, e che si è dovuto ricostruire passo passo attraverso un approccio "ingegneristico" dei lavori eseguiti, quindi la realizzazione di opere in difformità con quanto previsto dalle norme e dal capitolato stesso d'appalto e l'assenza di altre. Chicca tutta foggiana, poi, lo scandalo della cabina elettrica di trasformazione, mai contenuta nel capitolato d'appalto.  

I lavori di restauro sono stato eseguiti dalla Raco srl, ditta con la quale, peraltro, è in corso un contenzioso da 733mila euro. Mentre una denuncia del Comune pende su un subappalto non autorizzato con La Daga Impianti. Errori, irregolarità, incompetenza, superficialità, mancati controlli, “malversazioni” si spinge ad ipotizzare Mongelli che confida nell’indagine penale in corso annunciandone anche una interna. Cavaliere ha presentato una dettagliata relazione sui problemi incontrati “da quando ho iniziato ad occuparmi di questa vicenda”.

Per risolverla “insieme al collega Alfredo Ferrandino (assessore alla Protezione civile, ndr) abbiamo svolto il duplice ruolo di amministratori ed ingegneri ed abbiamo chiesto ed ottenuto l’attenzione praticamente di tutti gli ingegneri del Comando dei Vigili del Fuoco, che la collaborazione”.

“Siamo entrati nella fase tecnica decisiva – ha commentato il sindaco – e tanto agli assessori che ai tecnici comunali chiedo che i 4 mesi siano tali, perché dobbiamo dimostrare che siamo capaci di agire diversamente da chi in passato ha operato con superficialità e incompetenza nella realizzazione della peggiore opera pubblica che io abbia mai visto.

L’ultimazione dei lavori – ha ribadito quindi Mongelli – non fermerà il necessario chiarimento delle responsabilità, ad ogni livello, perché noi chiederemo conto a tutti di ciò che è stato fatto e ciò che non è stato fatto”.

FOTO | Striscia la Notizia a Foggia: consegna provolone a Mongelli

Le opere aggiuntive costeranno poco meno di 500mila euro, parte dei quali saranno addebitati alla Raco. Intanto si apprende che la sala Fedora, bellissima e costosissima, rivestita di marmo molto pregiato, non è a norma per ciò che concerne la sicurezza contro gli incendi. Ciò significa che potrà essere utilizzata, ma a mezzo servizio.

FOTO | Teatro Giordano: conferenza stampa 11 settembre 2013

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