Lucio Ventura al Partito Democratico: “Basta con le mistificazioni, prima di tutto la chiarezza”

Lucio Ventura, consigliere di maggioranza della Puglia Prima di Tutto replica alle dichiarazioni del segretario cittadino del Partito Democratico, Mariano Rauseo

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Il segretario cittadino del Partito Democratico, forse convinto di infilarsi in una scia positiva di polemiche, con una disinvoltura degna di miglior causa plana dalla posizione di asservimento renziano sul referendum costituzionale alla situazione politica locale. Un’associazione di idee abbastanza suggestiva, ma comunque debole, nella misura in cui si ostina a non ammettere lo sforzo che il sindaco Franco Landella e l’Amministrazione comunale in carica stanno compiendo per portare l’intera città di Foggia fuori dalle sabbie mobili in cui il PD l’ha relegata.

La dirigenza politica e istituzionale del Partito Democratico, pretende di cancellare con un colpo di spugna dieci anni di fallimenti amministrativi che hanno messo in ginocchio le finanze del Comune, che hanno portato al fallimento di una delle sue aziende ex municipalizzate, solo per citare due vicende che, evidentemente, il segretario cittadino del PD considera un “racconto di barzellette”. Purtroppo ad un politico di lungo corso come lui, occorre far notare che non si tratta affatto di una “barzelletta”, ma del perimetro in cui chi amministra la cosa pubblica si trova ad operare, perché – sebbene questo concetto pare sfuggire al Partito Democratico – la condizione che vive oggi la città, in continua emergenza, è innanzitutto la conseguenza dell’operato delle Giunte di centrosinistra che si sono avvicendate nel corso delle ultime due consiliature.

Non esiste una cesura netta tra ieri ed oggi, soprattutto nel campo dell’amministrazione di un Ente locale, oggi per giunta falcidiato dai tagli ai trasferimenti statali operati dal Governo centrale, guarda caso a guida PD, in particolare quando in gioco ci sono equilibri finanziari e scelte strategiche mai compiute nel recente passato e che costituiscono le radici delle emergenze che in questo momento ci troviamo a fronteggiare. E non serve utilizzare la notizia delle inchieste giudiziarie per appannare questo elemento politico. Ataf, Aipa, discarica, emergenza abitativa, disagio sociale, solo per fare qualche esempio, non sono vertenze che si sono aperte d’improvviso e magicamente con l’arrivo del centrodestra al governo del Comune di Foggia, sono questioni figlie delle scelte dissennate del passato, e che si trascinano da anni, senza che il PD ed il centrosinistra siano stati in grado di fornire una risposta risolutiva e pertinente, nonostante siano stati nella cabina di comando per dieci lunghi anni e non da appena due anni come il sindaco Landella e la sua maggioranza di centrodestra.

Il segretario cittadino del PD deve essere davvero a corto di esperienza amministrativa per ignorare questa basilare dinamica, sulla quale per ben oltre settecento giorni il Partito Democratico dell’epoca, subentrato dal 2004 alla guida della città dopo il governo di centrodestra, ebbe a far ripetutamente richiamo per scrollarsi dalle responsabilità proprie di immobilismi e fallimenti poi concretizzatisi e dimostratisi nei fatti. Oppure, molto più semplicemente, deve essere profondamente e strumentalmente dedito ad una raffinata furbizia tesa a mistificare fino a questo punto la realtà dei fatti, come ad esempio la manutenzione stradale, che in soli due anni ha raggiunto risultati di gran lunga superiori rispetto ai dieci anni di abbandono targato centrosinistra. A confermarlo sono le decine di chilometri di manto stradale asfaltato dall’insediamento della nuova Amministrazione comunale ad oggi. Per marcare la differenza con il passato di cui il segretario del PD sembra essere così tanto orgoglioso, sottolineo soltanto un aspetto: con il centrodestra alla guida del Comune di Foggia l’Ente di Palazzo di Città ha sempre rispettato gli equilibri di bilancio; con il centrosinistra al vertice della cabina di comando, invece, si è stati costretti a far ricorso al “Decreto Salva Enti” per scongiurare la bancarotta ed il dissesto.

Tra l’altro, non vi è alcuna dissennatezza nelle spese legate alle disponibilità derivanti dal “Salva Enti”, perché come il PD dovrebbe sapere, quelle risorse sono vincolate al pagamento della massa debitoria, ancora in continua evoluzione dinamica, prodotta dal centrosinistra. Se per il segretario del Partito Democratico questo è un dettaglio, non lo è per i cittadini, che portano ancora sulle loro spalle e nelle loro tasche tutto il peso dell’incapacità amministrativa dimostrata dal PD ed i danni economici che derivano dalla restituzione del prestito del “Salva Enti” con rate annuali di oltre 4 milioni di euro, che evidentemente ingessano il bilancio e condizionano le possibilità di intervento dell’Amministrazione”.

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