Delega da Landella, Cassitti accetta e conferma: “Resto all’opposizione”

Saverio Cassitti, consigliere comunale di minoranza del PSI, spiega i motivi che lo hanno spinto ad accettare la delega all'emergenza abitativa, rispondendo alle critiche

Saverio Cassitti

Piovono critiche nei suoi confronti per aver accettato una delega all’emergenza abitativa dal sindaco Landella. Saverio Cassitti le respinge e va al contrattacco, confermando la volontà di restare tra i banchi della minoranza in Consiglio comunale e – dice – “votando, come storicamente i socialisti hanno sempre fatto, solo quei provvedimenti utili alla crescita della città o che derivavano da provvedimenti del centrosinistra”

LA RISPOSTA DI CASSITTI. “Quando ho deciso di candidarmi al Consiglio comunale, l'ho fatto conscio di poter dare il mio contributo alla collettività grazie la mia esperienza politica e professionale. Ho deciso, quindi, dopo una attenta ed approfondita analisi, di accettare l'invito che mi è stato rivolto dal sindaco di dare una mano all'Amministrazione comunale, e soprattutto alle tante famiglie in difficoltà, per cercare soluzioni all'emergenza abitativa, che storicamente è uno dei problemi che caratterizza la città di Foggia. Incarico che, sia ben chiaro, non comporta nessun compenso, ma che, al contrario, rappresenta una grossa responsabilità per cercare di dare delle risposte ad una emergenza atavica, che continua ad essere il tallone d'Achille del capoluogo dauno. 

Ho scelto questo impegno decidendo di rimanere nei banchi della minoranza al Consiglio comunale, e votando, come storicamente i socialisti hanno sempre fatto, solo quei provvedimenti utili alla crescita della città o che derivavano da provvedimenti del centrosinistra, come il bilancio consuntivo 2014 del Comune di Foggia, documento che il resto della minoranza a Palazzo di Città non ha votato, prendendo evidentemente le distanze dalla precedente Amministrazione comunale, di cui ho condiviso alcune scelte. 

Fa specie, poi, che alcune critiche arrivino da chi, quando pure faceva parte di una maggioranza di centrosinistra, di fatto non perdeva occasione per denigrare la sua stessa coalizione di appartenenza, forse perché reclamava qualche poltrona. Io ero, sono e resto socialista, e a differenza di qualcuno non ritengo che i partiti politici che si rifanno alla tradizione socialista siano dei contenitori da utilizzare solo per essere eletti durante le varie campagne elettorali”.

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