Apricena feudo del centrodestra, Manfredonia fa le prove: in 26 comuni centrosinistra battuto ma il futuro è in salita

Ad Apricena, Torremaggiore e Manfredonia si afferma il centrodestra. A San Severo il distacco è di soli 12 preferenze. Cosa serve al centrodestra per provare a battere il centrosinistra in Capitanata e in Puglia

Dalla lettura dei risultati elettorali della provincia di Foggia emerge un dato differente rispetto ad altre province della Regione Puglia: mentre nel Barese e nella Bat la coalizione di Michele Emiliano ha stravinto, il centrodestra ha contenuto i danni a Taranto e Lecce, vinto a Brindisi e perso sì, ma per poco meno di 5mila voti, in Capitanata.

Checché ne dicano gli intenditori, i numeri sembrano suggerire che in provincia di Foggia il centrodestra tiene botta e non sfigura. Più in generale, appaiono meno incoraggianti le prospettive e il futuro.

Se stiamo ai numeri delle urne, in 26 comuni della Capitanata la coalizione a sostegno di Raffaele Fitto ha prevalso sul centrosinistra di Michele Emiliano. A Carlantino è finita pari e patta e a San Severo lo scarto è stato di appena 12 preferenze.

Nè una svolta, né una Caporetto. A onor del vero nemmeno una via di mezzo tra i due estremi; ma le valutazioni, si sa, dipendono da come si vuol vedere il bicchiere, se mezzo pieno o mezzo vuoto. In questo caso il primo. 

Piccolo feudo del centrodestra si conferma Apricena. Roccaforte per 50 anni del centrosinistra, da otto anni il comune tra il Gargano e l'Alto Tavoliere vive una stagione interessante. Non a caso il sindaco Antonio Potenza ha stravinto le ultime tre elezioni Amministrative, con la sua lista civica 'Uniti per cambiare'

L'ex forzista era stato il primo sindaco pugliese ad aderire alla Lega di Matteo Salvini (su richiesta dell'ex segretario regionale Andrea Caroppo), partito dal quale è uscito dopo una parentesi durata circa un anno. 

Oggi è alla finestra e si gode il successo in salsa apricenese di Paolo Dell'Erba, eletto consigliere regionale nientepopodimeno che nella lista del Pumo, mentre i più si aspettavano l'exploit della Lega e un voto più marcato dei Fratelli d'Italia.

L'ingegnere, che ha cominciato la sua carriera politica da assessore provinciale, ha stravinto la campagna elettorale portando in dote al suo assessore ai Lavori pubblici oltre 3100 preferenze. Sono state invece 4008, pari al 63,02%, quelle espresse a favore del centrodestra e di Raffaele Fitto.

Anche nella città del marmo e della pietra è ancora primavera.

Lezioni di centrodestra a Biccari e Candela, gioielli dei Monti Dauni governati rispettivamente da Gianfilippo Mignogna e Nicola Gatta. Due personalità diverse tra loro, ma molto simili nelle intenzioni, e anche nei fatti.

Il centrodestra non è solo Apricena. Le affermazioni vanno dai Monti Dauni al promontorio, a cominciare dai piccoli comuni: Alberona, Bovino, Celenza Valfortore, Chieuti, Faeto, Isole Tremiti, Ordona, Poggio Imperiale, Sant'Agata di Puglia, Serracapriola, Stornarella, Volturino e Zapponeta.

In Capitanata gli avversari di Emiliano non sfigurano affatto nella Lesina a trazione leghista, vincono e convincono nella Carapelle del sindaco Umberto Di Michele, ribaltano il centrosinistra a Cagnano Varano, stravincono a Peschici, Mattinata, Vico del Gargano e San Nicandro Garganico. Con 11263 preferenze pari al 46,44%, Manfredonia vira a destra dopo una parentesi pentastellata. Stessa cosa a Torremaggiore, città governata da un sindaco del Partito Democratico.

Dicevamo, il futuro. Il centrodestra in Puglia non è defunto, ma ha più di un problema, che non è solo e soltanto legato alla leadership, alla compattezza e all'unione d'intenti. 

In provincia di Foggia ad esempio non è un movimento esautorato delle sue forze elettorali, ma si aggrappa a figure storiche, che volente o nolente, fra qualche anno dovranno far spazio ad altre. Lasceranno in eredità il consenso, che se da una parte fa gola ai partiti per sentirsi vivi, dall'altra non garantisce una prospettiva.

Prospettiva che tanto in Capitanata quanto in Puglia, al momento non c'è. In tutto questo il centrosinistra ha già pronto un nome, una garanzia per il dopo Michele Emiliano. Il sindaco di Bari Antonio Decaro ha infatti blindato la candidatura a presidente nel 2025. 

Dall'altra parte del fiume, nelle more di smaltire la sconfitta, se il centrodestra non vorrà farsi trovare impreparato ai prossimi appuntamenti elettorali, da qui a qualche mese dovrà ritrovare l'affiatamento perduto, ma soprattutto ricostruirsi, non solo ricomporsi, purché non manchino il coraggio delle scelte e l'intuito.

Servono una nuova classe dirigente e un linguaggio moderno e rassicurante, che parli più alla gente che alle piazze, di ogni estrazione sociale; attraverso personalità e figure riconosciute, apprezzate e giammai discutibili. 

D’où venons-nous ? Que sommes-nous ? Où allons-nous?

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