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Teresa Cicolella

Teresa Cicolella

Emiliano perde due seggi, ma il Pd ne guadagna uno. Il Tar restituisce la speranza a Cicolella: "Sono fiduciosa"

I risultati delle elezioni regionali 2020 dovranno essere corretti. Sconfessato l'Ufficio Centrale Regionale presso la Corte di Appello. Sarà il prefetto di Bari a rifare i conteggi. Ci vorranno altri quattro mesi per ridisegnare il Consiglio

"Sono fiduciosa". Meglio, a sperare sono in due: Teresa Cicolella e Sergio Blasi. La Dem cerignolana e l'ex consigliere regionale salentino, candidati alle elezioni regionali 2020 e risultati non eletti, dopo la sentenza del Tar Puglia che ha ordinato la correzione delle operazioni elettorali rientrano in partita. Se i loro conti fossero esatti e dovessero coincidere con quelli del prefetto di Bari, come in una serie di congiunzioni astrali, potrebbero spodestare i colleghi del Pd già seduti tra i banchi del Consiglio regionale. Sono sulla stessa barca di altri tre candidati che fremono e potrebbero entrare in aula. 

I ricorsi incrociati ridisegnano la geografia dell'assemblea. Il Tar Puglia per ora ne ha accolti tre più uno incidentale, e già basta per rimescolare le carte. I ricorsi di Antonio Paolo Scalera, candidato nella lista La Puglia Domani, la civica del pumo di Raffaele Fitto, e Vito De Palma, candidato di Forza Italia, entrambi difesi dall'avvocato Francesco Paolo Sisto, erodono due seggi alla coalizione di Michele Emiliano, che passa da 29 a 27 consiglieri. E sono dolori per la maggioranza.

Il ricorso incidentale di Michele Mazzarano (consigliere comunale del Partito Democratico), anche quello accolto, chiedeva l'attribuzione di 16 seggi e non 15 al Partito Democratico, ricalcolando le assegnazioni già in virtù di un eventuale accoglimento dei ricorsi proposti dai due candidati del centrodestra, quindi a 27: 16 seggi (anziché 15 seggi) alla lista Partito Democratico, 5 seggi (anziché 7 seggi) alla lista Popolari con Emiliano e 6 seggi (anziché 7 seggi) alla lista Con Emiliano.

La terza sezione del Tar Puglia, nell'udienza pubblica del 3 marzo, ha accolto anche il ricorso presentato da Domenico De Santis, nel frattempo nominato vice capo di gabinetto del presidente Michele Emiliano. Secondo i calcoli del candidato del Pd, se fossero stati attribuiti 27 seggi anziché 29 alla coalizione collegata a Emiliano, sarebbero stati erroneamente eletti Ruggiero Mennea (Pd Bat), Michele Mazzarano (Pd Ta), Francesco La Notte (Popolari con Emiliano Bat), Mario Pendinelli (Popolari con Emiliano Le), e Giuseppe Longo (Con Emiliano Ba), anziché lui, Sergio Blasi (Pd Le), Teresa Cicolella (Pd Fg) e due candidati del centrodestra, per l'appunto i ricorrenti. Nessun pericolo per le poltrone dei foggiani. 

Il Tar ha ordinato la correzione dei risultati "a partire dalla rettifica della cifra elettorale di riferimento per l'assegnazione del premio di maggioranza, da ricalcolarsi al netto dei voti ottenuti dalle liste che - all'interno della coalizione vittoriosa - non hanno superato la soglia del 4%, fino alla proclamazione degli eletti". Poi ha rimesso tutto nelle mani del Prefetto di Bari, in qualità di Commissario ad acta. Avrà 4 mesi per rifare i calcoli, riassegnare i seggi e occuparsi anche della ripartizione interna dei seggi spettanti alla coalizione di maggioranza, "fino all'individuazione dei candidati eletti sulla scorta del criterio indicato".

I giudici amministrativi hanno fissato all'8 luglio 2021 l'udienza conclusiva per la correzione dei risultati elettorali e la proclamazione degli eletti.

L'udienza per il ricorso di Teresa Cicolella, slittata a gennaio, era stata fissata al 5 maggio, ma appare chiaro l'orientamento. E non le resta che confidare nel riconteggio, sulla scorta delle indicazioni dei magistrati del tribunale amministrativo regionale. "A piccoli passi - le ha detto l'avvocato - ci stiamo avvicinando nuovamente a quella che era stata l'attribuzione del ministero dell'Interno".

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