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"L'alleanza con il centrosinistra non ha funzionato". La sinistra di Cesaria corre da sola: "Ricominciamo daccapo"

Partito Comunista Italiano, Rifondazione Comunista e Risorgimento Socialista ricominciano da tre: lavoro, ambiente e costituzione. Oggi a Foggia è stata presentata la lista con il candidato presidente

 

A Foggia Nicola Cesaria, candidato alla presidenza della Regione Puglia, presenta la lista Lavoro, Ambiente, Costituzione nella sede dell'Arci provinciale e cita Gramsci: "Quando le cose sembrano o sono perdute bisogna ricominciare daccapo. Noi pensiamo che dobbiamo ricominciare daccapo, dall'Abc, dalla costruzione di un senso comune dei lavoratori e degli operai". Lui ricomincia da tre, le parole del motto, sostenuto da un'unica lista che raggruppa tre simboli falce e martello: il Partito Comunista Italiano, Rifondazione Comunista e Risorgimento Socialista.

Nella circoscrizione di Foggia sono candidati Eustachio Caputo, Maria Rosaria Devitofrancesco, Giovanni Palumbo, Savino Franzi, Elena Rosa Porcelli, Giacinto Soccio detto Antonello, Isabella Spadavecchia e Loredana Lucrezia Savino. È la sinistra che corre da sola, fuori dalla coalizione che sostiene il governatore uscente. "Dal 1995, dalla nuova legge elettorale, abbiamo sempre corso in alleanza con il centrosinistra, sperando che questo potesse servire per cambiare le cose nella direzione che noi auspichiamo. Non ha funzionato. Non siamo riusciti a cambiare questa regione in maniera sufficiente. Ci sono stati dei cambiamenti importanti ma non sono stati sufficienti, per questo era necessario prendere un'altra strada".

Il principale obiettivo della lista è provare a mettere i loro temi al centro della discussione pubblica e politica. "C'è la necessità di una grande riconversione ambientale dell'economia - spiega Cesaria - di redistribuzione del lavoro, perché stando così le cose la società non può che peggiorare. Dobbiamo ulteriormente ridurre l'orario di lavoro - afferma entrando nello specifico dei temi - e non si diminuisce solo in senso settimanale o diurno. L'ultimo aumento dell'età pensionabile si è trasformato in un aumento generalizzato dell'orario di lavoro nell'arco della vita. Dobbiamo fare esattamente il contrario".

Offre la sua definizione di sinistra oggi: "È quella che un tempo si sarebbe detta dalla parte degli ultimi, poi si sono chiamati gli sfruttati, e che oggi le campagne egemoniche culturali chiamano gli 'sfigati'. Ecco, la sinistra è dalla parte degli 'sfigati', di quelli che non hanno un lavoro, hanno un lavoro interinale o lavorano a chiamata".

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