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Di Donna esclusa da Forza Italia: “I maschietti non hanno voluto". Messaggio a Fitto: “Può risolvere la questione”

Ufficiale l'esclusione dal partito nel quale milita da oltre 20 anni. Solo Fitto può cambiare lo scenario: "Ha gli strumenti per farlo. Conosce me, la mia famiglia e la mia storia"

 

Un breve video girato nello splendido scenario del Gargano. Da Vieste Michaela Di Donna ufficializza l'esclusione dalla lista di Forza Italia. "Sono in vacanza", esordisce, per poi spiegare le ragioni di un'esclusione un po' annunciata, ma non per questo meno clamorosa: "Forza Italia non ha trovato il coraggio di candidarmi. Sin da subito ha deciso di impedire ogni forma di dialogo con le altre parti del centrodestra. Oggi scopro, dopo una lunga attesa, la decisione di non candidarmi. La lista è piena di maschietti con una storia completamente diversa dalla mia e quanto pare, se dovessero decidere di candidare la Di Donna, questi maschietti scapperebbero via verso altri lidi". 

Non usa giri di parole la Di Donna, che rivendica il suo ruolo attivo ultraventennale nel partito fondato da Silvio Berlusconi, sin dai primi passi nel movimento giovanile, passando per le candidature alle Regionali del 2015, quando risultò la donna più suffragata di tutto il centrodestra pugliese, e nel 2018 alle Elezioni politiche, quando fu candidata al collegio uninominale non riuscendo a essere eletta per l'exploit del Movimento Cinquestelle. 

"A oggi, malgrado la mia storia, sembra che non possa trovare spazio", aggiunge la Di Donna, che poi pungola Fitto leggendo una sua dichiarazione a mezzo stampa, a proposito delle candidature: "Dice di volere persone qualificate, non donne riempilista buone solo a garantire le percentuali. Bene, se la credibilità di un uomo si misura attraverso le parole che utilizza su una donna, la credibilità di un politico passa attraverso la capacità di trasformare le parole in fatti. Raffaele, hai l'occasione di dimostrare che quello che dici è pari a quello che fai. Anche in politica le parole hanno un forte peso specifico". 

A oggi, dunque, la cognata del sindaco di Foggia è fuori dalla competizione, ma la porta non è chiusa. L'unico a poterla spalancare, a quanto pare, è proprio il candidato alla presidenza della Regione: "La credibilità in politica esiste, è un valore fondamentale per arrivare alla vittoria della competizione elettorale. Raffaele, tu conosci bene me, la mia famiglia e la mia storia. Non credo che non abbia gli strumenti per risolvere questa questione, considerando quelle ben più complicate con le quali potresti confrontarti da presidente". 

Poi chiosa, ribadendo la voglia di scendere in campo "con l'entusiasmo e la carica che mi contraddistingue per dimostrare, con la mia squadra, il radicamento su questo territorio che merita molto di più. Non sono una donna da stanze segrete, da incontri clandestini o accordi a quattro, sei, dieci occhi. Sono una donna che vuole scendere in campo in un contenitore politico valido e dimostrare con grande dignità quanto sia bello fare politica, per poter fare questa campagna elettorale nei modi e nei termini che mi ha insegnato mio padre". 

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