Lusi, la fedelissima del presidente fa la misteriosa: è ancora indecisa l'unica testimonial foggiana di Emiliano a Bari

Ieri ha prestato il volto a una civica a sostegno del governatore uscente, con lo stesso nome di cinque anni fa, ma non è ancora né candidata né coordinatrice della lista. Nel 2015 era capolista del Partito Democratico

Patrizia Lusi e Michele Emiliano

Nel giardino dell'hotel Parco dei Principi di Bari, Patrizia Lusi era l'unica testimonial foggiana di Emiliano. Ha partecipato alla quantomeno discutibile formula di presentazione delle 14 liste che compongono la coalizione a sostegno del governatore uscente alle elezioni regionali. E nelle retrovie non reggeva il cartonato del simbolo del Pd, il suo partito di appartenenza. Nel 2015 era la capolista Dem ma arrivò solo sesta tra gli otto foggiani con 1930 preferenze. Da lì in poi si affievolirà lentamente anche l'afflato piddino.

A meno che non fosse stata chiamata a bella posta da Foggia per mantenere il cartello di Emiliano Sindaco di Puglia, non sarebbe del tutto peregrino supporre che sia candidata o coordinatrice della civica. Ma lei, a margine, fa la misteriosa: "Mi hanno chiesto di presentare la lista". Incalzata, risponde che "è prematuro". Nemmeno le sarebbe stato ancora affidato il compito di coordinarla. Da giorni starebbe ragionando con il presidente in persona sulla candidatura, dopo mesi di scarse comunicazioni a causa del Covid. "Matureremo una decisione". Sarebbe una questione di ore, al più un paio di giorni.

Fedelissima di Emiliano, per ora avrebbe semplicemente prestato il volto ad un format che restituiva indubbiamente una predominanza di genere femminile. Nove donne e sette uomini (più il presidente) non sembrano una casualità, sebbene poi il messaggio confliggesse con l'immagine da Non è la Rai, suggellata dalla foto di gruppo. Ma se non fosse giustificata la sua presenza, sarebbe la prova di un contenitore ancora pressoché vuoto.

Nulla quaestio sulla perorazione della causa, permeata dal sentiment richiesto dalla circostanza: Patrizia Lusi ha descritto la lista che "ha radici antiche", meglio, che si è già presentata cinque anni fa, stesso nome, e "che rappresenta forse particolarmente rispetto ad altre la cifra di questa amministrazione regionale che non ha trascurato il rapporto con alcun amministratore locale, sia dei grandi che dei piccoli comuni. L'amministrazione uscente - ha aggiunto - ha dedicato soprattutto ai borghi tante linee di finanziamento autonome partendo dal presupposto che il senso di comunità e il senso di appartenenza a questa bellissima regione che è la Puglia nasce e si sviluppa proprio dai piccoli borghi e nelle piccole comunità". Nel 2015 alla lista furono assegnati 6 seggi, subito dietro il Partito Democratico (13), e in Capitanata venne eletto Leonardo Di Gioia. All'epoca il nome fu anche una bella trovata.

Prodiga militante, Patrizia Lusi sembra non fosse proprio a calendario nel PD. La new entry Anna Rita Palmieri, presentata già pre-Covid, ha occupato la casella di Foggia. Fondamentalmente sempre più vicina al presidente che al partito, forse non avrebbe disdegnato nemmeno una candidatura di servizio che Emiliano avrebbe incoraggiato tra i titolari di incarichi. Per inciso, teoricamente se un esponente del PD si candidasse in una civica - eventualità che non si è mai verificata in provincia di Foggia - dovrebbe comunque ricevere il benestare del partito per rimanerci. Lo ha precisato recentemente proprio la segretaria del Partito Democratico di Capitanata e sua amica (sempre meno inseparabile) Lia Azzarone. 

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Presidente dell'Asp (Azienda Pubblica dei Servizi alla Persona) Zaccagnino di San Nicandro Garganico e commissario straordinario dell'Asp Addolorata di Foggia, Patrizia Lusi ultimamente si è specializzata nei Muri della Gentilezza ma non le si può certo contestare di fare campagna elettorale, considerato che la sua è perpetua, proprio come quella del suo leader. Profonde il massimo impegno, qualsiasi cosa faccia, a costo di rimetterci. Di certo, che si candidi o no, con la stessa e identica caparbietà, porterebbe comunque acqua al mulino di Emiliano.

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