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"Miei avversari populisiti e nervosi". Scalfarotto sereno nella sua Foggia: "Sarei un orgoglioso presidente"

Ultimo appello ai foggiani del candidato presidente della coalizione composta da Azione, Italia Viva, +Europa, i giovani europeisti di Volt, il Partito Liberale Italiano, l'Alleanza Liberaldemocratica Italiana

 

Zainetto in spalla, saluta gli amici di una vita, come si fa nel bar della propria città. Si respira un clima familiare da Mariuccia, sua compagna di scuola, ai piedi della cattedrale, cartolina di Foggia. Lui è Ivan Scalfarotto, deputato della Repubblica, sottosegretario di Stato per gli Affari esteri e la Cooperazione internazionale del secondo governo Conte. Ha macinato 25mila chilometri e passa, nel giro di tre mesi. Si è divertito. "M'avessero detto 30 anni fa che un giorno sarei stato qui a parlare sotto la cattedrale della mia candidatura a presidente della Regione naturalmente non ci avrei creduto". Esordisce così, emozionato, nell'ultimo sentimentale incontro pubblico nella sua città. "Sono partito da qui, sono un figlio di questa terra, mi sono formato qui, qualcuno mi rimprovera di essere solo un figlio adottivo ma io penso che i figli adottivi si amino come gli altri, anzi delle volte anche di più. Sono molto grato a questa città". Le ha dedicato quel bel cammeo che più che il suo spot elettorale è un video promozionale.

È il primo candidato presidente della provincia di Foggia nella storia della Regione Puglia. "È già un elemento che ci inorgoglisce", dirà Aldo Ragni, coordinatore provinciale di Italia Viva assieme a Rosa Cicolella. "Siamo riusciti a mettere insieme una lista che facesse parlare di noi", aggiunge, e promette che dal 22 settembre il viaggio proseguirà, per costruire la loro forza politica. "Attraverso il lavoro dei candidati e dei coordinatori che si sono impegnati in questa campagna elettorale la rilanciamo". Tocca a Rosa Cicolella presentare uno per uno i candidati. La campagna elettorale per lei è stata "entusiasmante, nuova, diversa, con la consapevolezza della sfida che ci aspettava, più piccola ma piena di passione di voglia di dare un'alternativa a tutti gli lettori che non si sono trovati nella proposta populista di Fitto ed Emiliano, due facce della stessa medaglia, come Laricchia". Insomma, "né è valsa la pena".

Descrive Scalfarotto con poche ed efficaci parole: "Quando parla di Europa, di commercio, incanta, è competente". Lui ne darà prova. "Mi onoro di essere stato parte di un governo che non soltanto non ha mai fatto morire una sola persona in mare ma che ha messo dei soldi per andare a recuperare i cadaveri di quelli che erano morti in mare". E scattano gli applausi. Chiama Fitto ed Emiliano il signor padella e il signor brace. "Attenzione a non votare qualcuno che pensate sia il meno peggio perché si tratta sempre del peggio. Governerà per 5 anni in nome e per conto vostro senza sapere, o facendo finta di non sapere, che lo avete votato anche tappandovi il naso. Diranno di aver avuto un plebiscito". Rimarcherà il concetto Aldo Ragni: "Ci siamo rivolti a chi pensa di essere costretto a scegliere il male minore. Non è così. C'è la possibilità di un voto utile. Insomma, tra il peggio e il meno peggio stavolta Scalfarotto".

Sul risultato, per la verità, il candidato presidente sembra non farsi troppe illusioni, ma in tutta onestà si aspetta di "occupare stabilmente un pezzo importante del dibattito pubblico di questa regione. La Puglia non si può ridurre a tre forme di populismo. C'è una regione intraprendente, operosa capace, responsabile europeista che necessita di essere rappresentata e se non ci fossimo stati noi sarebbe sparita". E avverte: "Nessuno dica che ha perso per colpa mia perché tutti e due sono ex presidenti della regione e hanno modo di essere giudicati per le cose che hanno fatto loro, non che ho fatto o che ho detto io". Sotto lo stesso tetto ci sono Azione di Carlo Calenda, Italia Viva di Matteo Renzi, +Europa di Emma Bonino, i giovani europeisti di Volt, il Partito Liberale Italiano, l'Alleanza Liberaldemocratica Italiana di Oscar Giannino. È una coalizione che è riuscita nell'impresa di presentare tre liste: Scalfarotto Presidente, Italia Viva e Futuro Verde.

Se dovesse diventare presidente della Regione - annuncia - Scalfarotto si terrebbe una sola delega: la chiamerebbe all'Uguaglianza, non solo alle pari opportunità. Acuto come sempre, sviscera una serie di temi. La politica per lui è lavoro. "Questo è il governo regionale che è riuscito a distruggere ciò che sta disegnato nell'emblema della Regione. È come se il sindaco di Parigi demolisse la Torre Eiffel e poi chiedesse ai parigini di farsi rivoltare", dice parlando della Xylella e dell'ulivo nello stemma. Se stavolta fosse Scalfarotto la Puglia sarebbe "molto aperta, parte del mondo, internazionale. Andrei a cercare di venderla in giro per il mondo. Sarei un orgoglioso presidente, perché penso che questa regione ce la possa fare da sola". E sarebbe il primo governatore foggiano. "Non sarebbe una cattiva idea - sorride - Altro che foggianesimo". 

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