Assunzioni in cambio di voti alle Regionali e false fideiussioni agli imprenditori. Tra gli indagati l'assessore Pisicchio

L'assessore regionale Alfonso Pisicchio si dice tranquillo e totalmente estraneo ai fatti oggetto di indagine, che non riguardano affatto la mia attività istituzionale". 

Presunte false polizze fideiussorie da Monopoli per permettere agli imprenditori privati e pubblici di ottenere l'autorizzazione a esercitare attività economiche. È la pista seguita dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bari, che - su delega della Procura della Repubblica di Bari - hanno eseguito in tutta la provincia di Bari 16 perquisizioni domiciliari, nelle sedi delle aziende ed acquisizioni documentali in uffici di enti pubblici.

Indagato l'assessore regionale Pisicchio

Nel mirino degli inquirenti c'è anche l'assessore regionale all'Urbanistica Alfonso Pisicchio, che in una nota ha annunciato di aver "ricevuto dalla Guardia di Finanza la notifica di un avviso di garanzia" e di aver "sin da subito fornito la mia totale disponibilità a collaborare con gli organi inquirenti. Sono assolutamente tranquillo e totalmente estraneo ai fatti oggetto di indagine, che non riguardano affatto la mia attività istituzionale". E' indagato insieme ad altre tre persone per concorso in corruzione, tra cui il fratello. 

Dalle indagini è emerso un collaudato sistema fraudolento finalizzato alla produzione di polizze fideiussorie false, utilizzate a corredo di istanze amministrative volte ad ottenere autorizzazioni regionali per l’esercizio di attività economiche ovvero ingenti contributi pubblici. Polizze false rilasciate da un cittadino di Monopoli che, in assenza delle necessarie verifiche patrimoniali/finanziarie, hanno permesso di ottenere anche un’accelerazione dell’iter burocratico senza correre il rischio di subire un controllo di validità.

Le indagini 

Nel corso delle indagini è stato accertato che, nel triennio 2018/2020, gli imprenditori che hanno fatto ricorso alle polizze false hanno percepito illecitamente contributi regionali a fondo perduto dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR 2014/2020), per oltre 50 milioni di euro.

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Gli accertamenti sinora svolti hanno consentito anche di scoprire che un esponente politico locale, con il tramite del proprio fratello - in cambio della promessa del sostegno elettorale in vista delle prossime elezioni regionali - si sarebbe adoperato, in più occasioni, al fine di favorire l’assunzione di talune persone di sua conoscenza presso società baresi, aggiudicatarie di rilevanti appalti di servizi o beneficiarie di contributi pubblici.

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