Emiliano 'mambo salentino', sposta il baricentro più a Sud e sulla parità di genere in Giunta non mantiene la promessa

Quattro assessori della nuova giunta sono del Leccese. La provincia di Foggia ha un solo rappresentante nell'esecutivo, il vice Raffaele Piemontese, riconfermato in squadra assieme a Leo e Stea

L'Emiliano bis è il primo esempio di giunta salentocentrica. Suona quasi come uno sberleffo all'avversario Raffaele Fitto, lui sì di Maglie, che forse non avrebbe osato tanto. Foggia esulta per la vicepresidenza, e ne ha ben donde, ma Raffaele Piemontese è l'unica espressione del Nord della Puglia, la terza provincia per estensione d'Italia - e sì, la terza in Puglia per popolazione dopo Bari e Lecce e seconda per numero di comuni, dopo Lecce - in una giunta di nove assessori. Senza tuffarsi nella spirale del foggianesimo, la semplice constatazione della geografia della rappresentanza rileva uno scompenso. E pizzica. La vicina Bat non ha avuto proprio voce in capitolo.

La star Massimo Bray direttore generale dell'Istituto della Enciclopedia italiana, ministro della Cultura durante il governo Letta, oggi assessore regionale alla Cultura e al Turismo è di Lecce e vive a Roma, scomodato per tornare nella terra natia. Sebastiano Leo, confermato assessore alla Formazione e Lavoro, è di Copertino (Le). Anna Grazia Maraschio, Consigliera di Parità della Regione Puglia, ora assessora all'Ambiente e all'Urbanistica, è di Lecce. Alessandro Delle Noci fino a pochi giorni fa era vicesindaco di Lecce, incarico che ha dovuto lasciare in conseguenza della sua elezione in Consiglio regionale, nella lista Con, e rivestirà l'incarico più prestigioso di assessore regionale allo Sviluppo Economico. Mambo salentino, per dirla con una hit dell'anno scorso.

Salendo un po' più su, Donato Pentassuglia, che detiene la delega all'Agricoltura, è di Martina Franca (Ta). L'altro Vip è l'epidemiologo Pier Luigi Lopalco alla Sanità, di Mesagne, in provincia di Brindisi. Se la definizione è ancora in auge, sono ricompresi nella macroarea del Grande Salento.  Anita Maurodinoia è di Triggiano, in provincia di Bari, ed è assessore ai Trasporti. Gianni Stea, assessore al personale, è di Adelfia. Vacante la poltrona del Welfare, riservata, teoricamente, ai Cinquestelle, sempre che Rousseau pronunci il fatidico . Considerata l'assenza di un rappresentante della sesta provincia, ragionando per campanili, potrebbero aumentare le quotazioni dell'andriese Grazia Di Bari, a scapito della foggiana Rosa Barone, fin qui reputata assessore in pectore nell'eventualità di un nulla osta dalla consultazione online. Ai foggiani, quantomeno, resterebbe il portafogli della Puglia, in mano al vice, l'enfant prodige - oggi cresciuto - del Pd, che non è proprio una magra consolazione.

"La prossima giunta sarà metà uomini e metà donne", disse Michele Emiliano il 23 settembre, quasi due mesi di pandemia or sono. E aggiungeva, precisando come fosse una decisione che spettava a lui: "Questo 50 e 50 noi lo dobbiamo a tutte quelle donne che hanno lottato per avere la doppia preferenza di genere". Se la parità di genere può essere un'opinione la matematica non lo è. Michele Emiliano non ha mantenuto la promessa, perché se anche domani dovesse aggiungersi una donna, sarebbero tre a fronte di sette uomini. A meno che non si considerino alibi la nomina della consigliera di parità e la presidenza del Consiglio regionale, che sarà affidata con tutta probabilità a Loredana Capone, salentina tanto per cambiare. Oggi Emiliano si arrampica sugli specchi e stride forte il rumore delle unghie sui vetri: "Otto (assessori) su dieci devono essere scelti tra i consiglieri eletti. Il presidente ha facoltà di nominare solo due esterni". Dopo il ricalcolo della Corte d'Appello (che a Foggia, per esempio, ha fatto saltare il seggio di Teresa Cicolella) e i ricorsi non si è trovato più con i conti, da quello che si evince.

Le donne del Pd, evidentemente, non se la bevono: “Spiace constatare che, a fronte della presenza nel campo del centrosinistra di tante donne elette e non elette che avrebbero potuto dare un contributo importante, è venuto meno l’impegno a realizzare una giunta caratterizzata dal principio dell’equilibrio di genere. Purtroppo questo prova che siamo ancora lontani dall’affermazione di una democrazia paritaria”. Firmato: la coordinatrice regionale della Conferenza delle donne democratiche Antonella Vincenti, la coordinatrice nazionale della Conferenza delle donne democratiche Cecilia d’Elia, la presidente del Pd Puglia Assuntela Messina, le responsabili territoriali della Conferenza Maria Grazia Cascarano, Maria Concetta Nacci, Anna Toma ed Elvira Tarsitano.

"E questo è il debito che la Puglia aveva verso tutte le sue meravigliose donne", ipse dixit sempre il 23 settembre. Tale resta, per quanto conti un credito morale.

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