Puglia a tinta giallorossa, il programma "grillizzato" di Emiliano comincia a piacere ai cinquestelle: "Esperimento riuscito"

Maratona di quattro ore del presidente della Regione Michele Emiliano per un confronto sulle linee guida dei prossimi cinque anni con parlamentari ed europarlamentari eletti nel territorio che sostengono il governo Conte

La riunione in videoconferenza

"L'esperimento è riuscito, diamo un 'promosso' a Emiliano". Magnanimo, l'europarlamentare M5S Mario Furore non si sbilancia però oltre un sette in pagella, dopo l'incontro in videoconferenza con il presidente della Regione sul programma della Puglia per i prossimi 5 anni. È durato 4 ore, una bella maratona sui temi che è partita con un film dei primi 5 anni. Poi ha fatto scorrere le slide.

"Il confronto con i parlamentari è stato rispettoso e si è parlato soprattutto di temi e proposte", racconta a margine l'europarlamentare anima del Movimento in provincia di Foggia. Si è parlato, tra le altre cose, di sanità, disabilità, agricoltura, ambiente, occupazione. "Dal canto nostro. noi europarlamentari abbiamo rappresentato il tema dei fondi europei: come sfruttare, ad esempio, le risorse del fondo sociale europeo per la formazione dei funzionari della Regione che devono essere sempre più preparati nella gestione dei finanziamenti che arrivano da Bruxelles. Nella prossima programmazione europea ci sono i fondi Cipe a cui bisogna attingere, si possono presentare dei progetti comuni sul Recovery Fund e in tema di trasporti". Far funzionare l'ufficio della Regione Puglia a Bruxelles è la prima dritta da non sottovalutare.

Emiliano ha chiesto la collaborazione di deputati, senatori ed europarlamentari eletti in Puglia che sostengono il Governo Conte affinché intercedano a Roma come a Bruxelles.  Vuole "ridurre al massimo gli eventuali elementi di conflitto". Gli spunti e i suggerimenti contribuiranno alla predisposizione delle linee guida che presenterà al nuovo Consiglio regionale della Puglia.

Il format potrebbe essere replicato. "Non sappiamo se la prossima volta verterà su un tema specifico - spiega Mario Furore - perché forse è meglio procedere per incontri tematici". Non si è parlato di assessorati o di coinvolgimento, temi che vanno affrontati con i consiglieri regionali, ma sembrano comunque prove tecniche di collaborazione, per sondare il terreno e capire se può essere proficua in Consiglio. "Su questo bisogna vedere che cosa ne pensano i consiglieri regionali", ripete Furore. I parlamentari della maggioranza si rapportano a lui come a un presidente che chiede una collaborazione e sottrarsi, peraltro, sarebbe uno sgarbo istituzionale. Ma alla Regione il Movimento è all'opposizione. "I parlamentari sono stati collaborativi, c'è stato un buon clima", commenta l'europarlamentare foggiano.

A stuzzicare la fantasia sul governo giallorosso in Puglia è un appunto del presidente: “I due programmi presentati per la Puglia, dal centrosinistra e dal Movimento 5 Stelle, sono molto simili", ha fatto notare Emiliano, riportandolo anche in cima al suo resoconto. Ha evidenziato una serie di punti di contatto. Prova a guardarsi allo specchio con i Cinquestelle. "In effetti Emiliano ha sempre rincorso il movimento nelle battaglie: quando noi parlavamo di reddito di cittadinanza già nel 2015 lui due anni dopo ha approvato il Rei. È vero che è stato il primo governatore a farlo, ma è anche vero che noi siamo stati i primi nel dibattito nazionale a parlare di una protezione sociale più sostanziosa per i cittadini. E noi abbiamo sempre trovato in Emiliano - ammette Furore - un interlocutore migliore rispetto ad un Renzi".

I parlamentari della provincia di Foggia che hanno risposto all'invito sono tutti della stessa famiglia. C'erano i deputati Marialuisa Faro e Giorgio Lovecchio e il senatore Marco Pellegrini. Ha generato qualche perplessità la risposta alla domanda di Lovecchio sulle risorse del Psr perse e su come recuperarle. Emiliano vorrebbe replicare la modalità usata da Puglia Sviluppo per le aziende non agricole, con un sistema a sportello, superando i bandi. Ma quando parla di agenzie e nuove nomine tra i Cinquestelle scatta l'allarme. "L'ennesima agenzia potrebbe essere un boomerang, staremo a vedere".

Soddisfatto anche il senatore Marco Pellegrini: "È positivo quando le forze politiche dialogano e soprattutto quando si parla di programmi, perché nell'incontro abbiamo parlato solo di quello. Quando non si parla di poltrone, di spartizione, di posti, il Movimento è sempre disponibile". Candidamente, nel suo intervento, ha auspicato che quel programma non rimanesse un libro dei sogni. "Siamo tutti bravi a scrivere programmi meravigliosi, la differenza la fa l'applicazione, cioè la traduzione in norme, in azione, in concretezza. Noi come forza di opposizione - perché i cittadini ci hanno mandato all'opposizione - controlleremo che queste belle intenzioni si traducano in azioni concrete". Aspettano di vedere all'opera il nuovo governo. "Finché non vediamo cose concrete per noi sono parole".

Riguardo alle "affinità elettive", è lui a constatare che "sembra un programma grillizzato perché ha tantissimi punti che noi portiamo avanti da più di dieci anni. Noi siamo contentissimi che le altre forze politiche abbiano ormai inserito nei propri programmi delle proposte che inizialmente facevano loro ridere: transizione energetica, decarbonizzazione, mobilità elettrica. Ne ridevano, dicevano che erano inattuabili, fino a qualche anno fa, ora invece sono i loro cavalli di battaglia. Quando alle parole seguiranno i fatti - conclude il senatore Pellegrini - saremo felicissimi che da Ursula von der Leyen in giù si siano tutti grillizzati".

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