Carenza di medici, il centro di cura per la fibrosi cistica del 'Tatarella' rischia di chiudere: "È inaccettabile"

La denuncia della candidata presidente alla Regione del Movimento Cinquestelle Antonella Laricchia e della consigliera regionale Rosa Barone

“Il centro di cura per la fibrosi cistica dell’ospedale Tatarella di Cerignola rappresenta un’eccellenza ed è inaccettabile che da anni si ripresenti il rischio chiusura a causa della carenza di medici. Siamo al fianco di Giuseppe Ardillo, il presidente della Lega Italiana Fibrosi Cistica in Puglia, e ci uniamo a lui nel chiedere al (non) assessore alla Sanità Emiliano e al direttore della Asl di Foggia risposte immediate e l’aumento del numero di medici attualmente in servizio”. Lo dichiarano la candidata presidente del M5S alla Regione Puglia Antonella Laricchia e la consigliera regionale Rosa Barone.

“Le famiglie dei pazienti affetti da fibrosi cistica - continuano - hanno bisogno del massimo supporto. Attualmente in reparto ci sono solo due dottoresse, invece delle tre unità previste, che devono coprire anche i turni in pediatria sia del Tatarella che dell’ospedale di San Severo. Una situazione al limite, tanto che qualche settimana fa il primario di pediatria, neonatologia e fibrosi cistica, aveva ipotizzato la sospensione dei ricoveri programmati e delle attività ambulatoriali, a causa della carenza di personale. Per continuare a garantire tutte le prestazioni, la Asl ha richiamato come consulente un medico in pensione, ma non basta. Le cure per la fibrosi cistica richiedono competenze specifiche, che si acquisiscono affiancando chi già lavora con i pazienti. Vogliamo capire se questo professionista richiamato in fretta e furia dalla Asl possieda già queste conoscenze, o se, come segnalato da Ardillo, non possa essere lasciato solo in reparto, ma debba fare affiancamento. La Asl non può continuare a mettere toppe senza affrontare la questione in maniera strutturale: bisogna creare le condizioni per permettere ai medici di restare, non di andare altrove appena ne hanno la possibilità. Siamo al fianco  della Lega Italiana Fibrosi Cistica e supporteremo le loro azioni: parliamo di un servizio fondamentale per l’intera comunità che va implementato e non può essere ciclicamente a rischio”.

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