Cinquestelle pugliesi sempre più concilianti con Emiliano: in ballo un assessorato ma "ancora nessuna vera offerta"

Segnali di distensione e apertura si registrano da entrambe le parti ma, per ora, non c'è stata alcuna proposta. Il Movimento antepone il confronto sui temi alle poltrone, ma è sempre più chiaro che non disdegnerebbe un posto in giunta

L'europarlamentare Mario Furore

"Noi ad oggi non abbiamo ricevuto offerte concrete". Non ci sarebbe stato nemmeno un segnale di fumo, per quanto si possa ricamare attorno a scampoli di dichiarazioni più o meno equivoche. A sintetizzare lo stato dell'arte del rapporto tra M5S ed Emiliano è un maggiorente dei Cinquestelle,l'europarlamentare foggiano Mario Furore.

"Da entrambe le parti, comunque, si registrano segnali di apertura importanti - osserva - perché Emiliano da sempre ha detto che considerava una scelta naturale governare con il Movimento e Di Maio, proprio l'altro ieri, ad Andria, ha aperto ad un tavolo di confronto". L'apertura del ministro degli Esteri è apparsa dirompente agli attivisti stessi perché traspare l'idea di una alleanza. Sulla scorta dell'esperienza nazionale, i Cinquestelle locali antepongono il programma, proprio come il contratto di governo, a eventuali assessorati. "Prima ancora di parlare di eventuali poltrone, poiché per natura non sono questi gli argomenti di interesse del Movimento, se il tavolo è sui temi, sul programma e sui punti da realizzare per il bene dei pugliesi noi ci siamo - afferma l'europarlamentare Furore - E se da questa prima fase ne discenderà una seconda in cui invece si vuole discutere di eventuali assessorati sarà però la promanazione naturale di quelli che devono essere prima i temi da discutere. La discussione principale non deve essere assessorato sì o no, ma che cosa vogliamo fare per la Puglia".

Le posizioni dei Cinquestelle pugliesi appaiono molto più concilianti rispetto alla campagna elettorale. Pare si siano resi conto che il sentimento prevalente propenda per la riproposizione dell'alleanza giallo-rossa in Puglia che argini le destre. Peraltro, al governatore Michele Emiliano potrebbero fare comodo altri cinque consiglieri - con l'assessorato in omaggio - se l'ufficio elettorale centrale dovesse confermare i 27 seggi alla maggioranza, applicando la stessa formula del 2015 (il verdetto potrebbe arrivare solo a metà ottobre). L'unica certezza, ad oggi, è una giunta composta da 5 donne e 5 uomini. Ulteriore elemento per credere che, se un assessorato venisse proposto ai pentastellati, in pole position ci sarebbero Rosa Barone e Grazia Di Bari (il suo seggio però traballerebbe nel caso il ricalcolo dovesse tagliare due consiglieri di minoranza), per quanto anche Cristian Casili si sia proposto, sempre imprescindibilmente da un confronto sui temi. Antonella Laricchia quasi certamente non accetterebbe. La consigliera regionale foggiana Rosa Barone, in tempi non sospetti, ha dimostrato di essere in grado di dialogare proficuamente con le altre forze politiche durante la sua esperienza da presidente della Commissione regionale antimafia, ad esempio per la redazione del Testo Unico della Legalità, e lei per prima ha proposto di aprire sui temi.

L'europarlamentare Mario Furore smentisce, poi, che sia in atto un dibattito sulla leadership pugliese di Antonella Laricchia. "Francamente questa discussione non c'è, perché adesso il tema dei temi, visto che la campagna elettorale è finita, è capire che ruolo deve avere il Movimento Cinquestelle Puglia all'interno della Regione, non chi ma cosa vuole fare il Movimento".

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