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"Abbiamo tenuto botta". I cinquestelle non la fanno così tragica: "Foggia piccola roccaforte del Movimento"

Il Movimento esce fuori dalle elezioni ridimensionato ma non dispera. Barone torna in Consiglio regionale con una responsabilità in più: "Prometto maggiore impegno". Pronti a collaborare con Emiliano sui temi

 

"Foggia ha retto rispetto al dato di tutta la Regione e ha confermato un trend positivo. Abbiamo raggiunto il 14%, alle Comunali eravamo al 15%. Siamo il secondo partito in città. Abbiamo tenuto botta". Nello Spazio 5 Stelle di via Crispi a Foggia commentano il voto Rosa Barone, rieletta consigliera regionale con 3809 preferenze, e l'europarlamentare Mario Furore, i portavoce vere anime del Movimento in provincia di Foggia. "Foggia rimane una piccola roccaforte M5S", dice Rosa Barone che guarda il bicchiere mezzo pieno nonostante il boccone amaro. "Non è andata bene come pensavamo - ammette - avevamo aspettative differenti, i cittadini hanno ritenuto nuovamente di mandarci all'opposizione con un dato numerico più esiguo, che lascia amarezza, ma diventa un punto di partenza per migliorare. Si deve ripartire dall'11 percento". Questo è il dato in provincia di Foggia. Si aspettava tutt'altro risultato. "È la provincia - prosegue nella sua analisi - che con un dato molto più basso ha dimostrato un maggior scollamento rispetto al Movimento, forse anche alle politiche regionali e a quanto avviene a livello nazionale". È andata peggio, e non fanno fatica a riconoscerlo, sui Monti Dauni e sul Gargano ("Non ci hanno premiato").

Rosa Barone avverte la responsabilità della seconda chance concessa dai cittadini e promette a chi le ha dato di nuovo fiducia di lavorare con "maggiore impegno" e più incisività. "Ci ho messo la passione, il cuore, l'entusiasmo e l'amore per questa terra e credo che in qualche modo mi è stato riconosciuto", dice oggi. Vuole riannodare i fili del discorso su tre temi: turismo, agricoltura e infrastrutture. "La metà dei nostri elettori non è andata a votare - dice Mario Furore affidandosi ai dati di Swg - C'è un problema identitario". Da qui l'esigenza di radicarsi e strutturarsi meglio sui territori, con "persone e professionisti che rispondano ai valori di lealtà, correttezza, trasparenza".

I Cinquestelle foggiani tendono una mano a Emiliano, almeno sui programmi, pur rimanendo sulle loro. "I nostri consiglieri regionali nei cinque anni sono sempre stati aperti sui temi - afferma Furore - Tante proposte del M5S giacciono nei cassetti del Consiglio regionale. Noi siamo assolutamente concordi a collaborare sui programmi. Non ci interessa parlare di poltrone. Quando, prima delle elezioni, Emiliano ci proponeva alleanze, nei fatti l'avrebbe potuta realizzare già immediatamente approvando tutte le nostre proposte, che vanno dal taglio degli sprechi nel Consiglio alla sanità, dove per quanto mi riguarda ha fallito, e abbiamo le idee molto chiare soprattutto su come recuperare tutti i fondi europei che non sono stati spesi".

E se ci fossero altre avances del presidente, magari l'offerta di un assessorato? "Nel 2015 abbiamo rinunciato e tra di noi non ci sentimmo neanche perché fu una cosa naturale - risponde la consigliera regionale Rosa Barone - Era uno spot elettorale. Non sarò io a dire né sì né no, nel senso che questa è una visione politica che va condivisa. La campagna elettorale è terminata, ii cittadini sono stanchi anche di bagarre, di polemiche, hanno bisogno di veder risolti i problemi, cosa che probabilmente in quest'ultimo quinquennio Emiliano non ha fatto. I cittadini ci hanno messo all'opposizione - conclude - e credo che vada rispettato quel tipo di mandato".

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