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Michele Emiliano contro le trivellazioni

Michele Emiliano contro le trivellazioni

Il giorno dopo il Referendum, Emiliano a Mix 24: “Per Renzi la politica è una contesa personale”

Intervistato da Giovanni Minoli, a Radio 24 Michele Emiliano ha commentato l’esito del referendum di domenica 17 aprile e replicato alle dichiarazioni di Matteo Renzi

Al referendum anti-trivelle del 17 aprile, 13,5 milioni di sì non sono bastati ad abrogare la norma che consente alle società petrolifere di estrarre gas e petrolio entro le 12 miglia marine dalle coste italiane fino all'esaurimento del giacimento, senza limiti di tempo.

A radio 24 – intervistato da Giovanni Minoli - il giorno dopo Michele Emiliano ha commentato i dati e risposto alle dichiarazioni rilasciate dal presidente del Consiglio, che prima di alzare i calici e brindare per gli 11mila lavoratori che a suo parere sarebbero stati licenziati in caso di quorum, nei giorni precedenti alla consultazione referendaria, aveva invitato gli italiani ad astenersi.

Queste le parole di Emiliano a Mix 24:  “Io non faccio battaglie contro Renzi, anche perché Renzi è il presidente del Consiglio e ho il dovere di leale collaborazione come scritto nella Costituzione, quindi il presidente può contare su di me, ovviamente deve evitare di fare favori a lobby soprattutto quelle pericolose per l’ambiente, perché in quel caso sarebbe mio dovere”.

Per Emiliano la battaglia anti-trivelle non finisce qui: “Dobbiamo smontare tutte, più di 30, piattaforme inutilizzate, che erano il vero oggetto del referendum di ieri. Si è eliminato il termine massimo di estrazione perché si voleva consentire alle aziende petrolifere di tenere in mare senza limite queste piattaforme senza spendere il miliardo di euro che serve a smontarle. Noi pretenderemo che vengano smontate”.

Sull’induzione all’astensione denunciata da alcuni esponenti politici, Emiliano ha precisato: “Io penso che l’articolo 48 della Costituzione individui il voto come un dovere e che addirittura c’è una norma del testo unico sulle elezioni della Camera, che dice che il pubblico ufficiale, che invita all’astensione commette un reato, però sono constatazioni, non sono dichiarazioni”

Rispondendo al giornalista che gli ha chiesto se Renzi secondo lui abbia commesso un reato, il presidente-magistrato ha aggiunto: “Dico solo che le tante denunce che sono arrivate su questo punto sono un problema, nel senso che bisognerà stabilire se l’arbitro della partita referendaria, che è sempre il presidente del Consiglio, perché è lui che organizza le elezioni, abbia il diritto di fare campagna referendaria per l’astensione che vìola la Costituzione ovviamente”.

Questo invece il commento dell’ex sindaco di Bari al dato registrato nel segreto delle urne: “In Puglia hanno votato più persone di quelle che mi hanno eletto presidente, in Italia hanno votato più persone di quelle che hanno votato il Pd alle ultime europee. Il grande successo del Pd alle ultime europee è stato superato dal numero di persone che sono andate a votare”.

Alla domanda di Minoli sulle dichiarazioni del premier Renzi che in diretta televisiva ha accusato i presidenti di Regione di aver usato il referendum per scopi personali, Emiliano ha risposto: “Lui la politica la vede così , è sempre una contesa personale, onestamente non è assolutamente la mia idea della politica”.

Michele Emiliano ha concluso il suo intervento ricordando che “quindici milioni di persone con una idea chiara, che si sono informati che avevano un’idea del futuro del Paese, sono andati a votare, non fanno parte di un partito, non appartengono a nessuno, tantomeno a me ovviamente e sono persone che hanno avuto considerazione certamente di quello che ha significato la ricerca petrolifera italiana in questi anni, ma che hanno detto chiaramente al governo una serie di cose che bisogna tenere ben chiare: primo, che bisogna andare verso il futuro verso le energie alternative e chiudere questa parentesi, devo dire anche poco economica per l’Italia perché la ricerca petrolifera italiana è poco significativa oltre che molto pericolosa; la seconda cosa che hanno detto è che nei ministeri non ci possono entrare solo le lobby, ci devono entrare anche i cittadini. Quando si scrive lo “sblocca Italia” non lo si può scrivere sotto dettatura delle lobby petrolifere, bisogna guardare anche al rispetto del mare e dell’ambiente e che la partita della democrazia in questo Paese non è chiusa, possiamo ancora parlare e dissentire”.

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