Emiliano non si nasconde e sul referendum stringe la mano all’Udc: “Non mi nascondo davanti a nulla”

Emiliano ha partecipato all’incontro organizzato dall’Unione di Centro insieme a Lorenzo Cesa, Angelo e Napoleone Cera, e Ciriaco De Mita, “star televisiva che ha saputo tenere testa all’arroganza del premier”

Foto da internet di Maura De Salvia

Angelo e Napoleone Cera, Lorenzo Cesa, Ciriaco De Mita e Michele Emiliano protagonisti dell’incontro sulla riforma referendaria organizzata dall’Unione di Centro presso la biblioteca provinciale ‘La Magna Capitana’

A introdurre i lavori il presidente del Gruppo Popolari della Regione Puglia, Napoleone Cera, che nel discorso ha voluto ricordare l’azione politica di suo nonno, esponente di spicco della Democrazia Cristiana: “Questa biblioteca mi riporta all'opera politica di mio nonno che fu tra i promotori della Biblioteca Provinciale, convinto che solo attraverso la cultura e il diritto allo studio si potesse garantire un solido sviluppo ai giovani di Capitanata. Quindi anche la vecchia politica ha saputo essere riformista e progressista. Mio nonno si muoveva nel solco dei principi costituzionali che abbattevano disuguaglianze e garantivano pari opportunità di realizzazione professionale. Si dava rappresentanza ai cittadini anche offrendo loro maggiori occasioni di emancipazione culturale: più conosco, meglio posso decidere”.

In precedenza erano saliti sul palco Maura Di Salvia, responsabile provinciale Comitato Pari Opportunità e Gio Di Benedetto, segretario dei giovani dell’Udc. A seguire l’intervento dell’on. Angelo Cera che ha sottolineato «la difficoltà di trovare visibilità sui media locali che hanno deciso di allinearsi alla volontà del premier, ignorando quanti hanno preso una posizione critica verso la riforma costituzionale.»

Poi moderato da Andrea Covotta, vicedirettore Tg2 Rai, si è entrato nel vivo del dibattito, durante il quale il segretario nazionale, on. Lorenzo Cesa, ha evidenziato come la riforma costituzionale «rischi di favorire contesti fascisti di gestione del potere, perché non aiuta processi identitari, ma gruppi di potere. Tutto questo nel silenzio della informazione che pare dimenticare che, ad esempio, il debito pubblico negli ultimi mesi è aumentato e che l’Italia è ancora in piedi grazie a San Mario Draghi e ai 19 miliardi concessi dall'UE. Per questo dobbiamo moltiplicare le nostre manifestazioni per il NO in tutta Italia, precisando che chi ha deciso di votare per il SI è fuori dal partito.»

Al già presidente del Consiglio, on. Ciriaco De Mita, il compito di una riflessione più approfondita sui temi della riforma costituzionale, non prima di aver ricordato una ossequiosa telefonata del premier Renzi che ricordava tutti i discorsi del politico di Nusco. «Mi sono deciso a dire NO alla riforma perché farebbe un danno micidiale al Paese così com’è accompagnata da una legge elettorale che premia non la rappresentanza ma la parzialità dei consensi. Occorre anche liberare il campo dalla convinzione che la democrazia sia legata alla velocità delle decisioni, mentre è strettamente connessa alle garanzie del voto popolare. E non mi pare che questa riforma favorisca la partecipazione degli elettori.»

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La conclusione è stata affidata al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano che ha salutato il presidente De Mita come “la nostra star televisiva che ha saputo tenere testa all’arroganza del premier che in caso di vittoria del no non deve dimettersi ma riprendere il cammino con maggiore saggezza”. Poi il presidente Emiliano ha continuato: “Vivo una situazione di personale difficoltà perché qualcuno del mio partito a Foggia m’invita a nascondere le mie perplessità rispetto alla riforma costituzionale. Non comprendo bene questo linguaggio, visto che dovrebbero aver imparato a conoscere il mio carattere e il mio agire che non si nasconde davanti a nulla, così come ha fatto l’UdC in tutte le sue battaglie. In questo senso devo ringraziare l’UdC perché, anche grazie a loro, il governo regionale funziona e perché la tradizione politica dell’UdC è fondamentale a tutela dei principi democratici e costituzionali”.

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