‘Reddito di Dignità’ fa infuriare il M5S: “Emiliano scopiazza e soffre di annuncite”

Per i cinquestelle: “E’ una misura che si propone di aiutare i cittadini ma che al tempo stesso si finanzia sottraendo soldi ai fondi per i disabili o aumentando la tassazione sulle auto per tutti i cittadini pugliesi”

Michele Emiliano

La misura del ‘Reddito di Dignità’ con cui Emiliano prevede di destinare 600 euro al mese per 12 mesi a 60mila famiglie pugliesi sotto la soglia di povertà, in cambio di lavori socialmente utili e di percorsi di formazione, ha incassato l’ok di Alfonso Pisicchio e del capogruppo del PD in Consiglio regionale Michele Mazzarano e di Giannicola De Leonardis (se destinato ai bisognosi). Nutre qualche dubbio il presidente del gruppo di Forza Italia, Andrea Caroppo. Il gruppo di ‘Oltre con Fitto’ rimarca le contraddizioni delle politiche del governatore regionale mentre per i cinquestelle si tratterebbe del solito annuncio alla Renzi, e non solo.

MICHELE MAZZARANO, CAPOGRUPPO PD: “Uno strumento che potrà dare, attraverso un contributo reale e non assistenzialistico, un segnale concreto nella lotta alla povertà e per la dignità umana. Abbiamo dimostrato che soltanto con la logica del fare è possibile indirizzare realmente la Puglia verso un cammino di cambiamento e di inclusione sociale. Per questo vorrei ringraziare la squadra che si è adoperata per la stesura di questo disegno di legge e tutti i cittadini che durante la campagna elettorale hanno contribuito a mettere nero su bianco questo sogno, oggi divenuto realtà”.

GIANNICOLA DE LEONARDIS, CAPOGRUPPO SCHITTULLI: “L’introduzione in Puglia del ‘Reddito di Dignità’, se in osservanza a quanto stabilito dalla Legge quadro in itinere, e se mirata realmente al sostegno delle famiglie numerose e particolarmente bisognose e indigenti, e delle persone alla ricerca di concrete opportunità lavorative e di crescita umana e professionale nonostante talento, sacrifici e volontà, non può che essere salutata con favore. In una Puglia stremata da una lunghissima crisi a ogni livello, da una pressione fiscale regionale ormai insostenibile, e dove per troppi anni proprio le famiglie e le persone che si vorrebbero oggi favorire sono state ignorate, se non penalizzate, da politiche largamente insufficienti. L’auspicio quindi è che non si traduca in un semplice spot di mera natura politico-assistenziale, e per questo attendiamo allora la discussione e l’esame del testo della Legge, anche per cercare di fornire un eventuale contributo e suggerimenti per una sua ancor più efficace incisività e penetrazione nelle fasce deboli della popolazione. E vigileremo poi con attenzione e scrupolo perché gli annunci e le promesse si traducano in interventi concreti, e le risorse da impiegare vengano effettivamente destinate agli aventi diritto”.

ANDREA CAROPPO, PRESIDENTE DI FORZA ITALIA: “Sul Reddito di Dignità, da quanto appreso fino ad oggi, nutriamo qualche dubbio legittimo: la maggior parte delle risorse sarà impiegata per le spese di funzionamento della macchina amministrativa, con beneficio di pochi e non delle fasce deboli della comunità pugliese. Ci ricorda il programma di Garanzia Giovani, che ha prodotto risultati scarsi e non certo lusinghieri sul fronte dell’occupazione e del benessere sociale, come denunciato da Forza Italia con un dossier. Anche l’iter ricalca quanto stabilito per il programma indirizzato ai giovani: si stringono accordi con enti pubblici e privati per lo svolgimento di tirocini formativi, si mette su una complessa piattaforma informatica per la gestione delle procedure, si costituiscono gruppi di lavoro che dovranno valutare le richieste pervenute, e tanto altro. Una procedura costosa che avrà bisogno di parecchia benzina per funzionare. Peraltro, oltre all’antieconomicità del procedimento, non si sa fino a che punto esso sia sostenibile dalle strutture regionali, che non hanno personale infinito per far fronte a macchine organizzative di questa entità.  Ci auguriamo, inoltre, che Emiliano si sia reso conto della necessità di fare dietrofront per le risorse a cui attingere, evitando di percorrere una strada sgradita all’Ue, utilizzando, erroneamente, i fondi sociali comunitari destinati all'istruzione e formazione per interventi assistenzialisti. Si potrebbero tagliare i tanti sprechi e finanziare il progetto interamente con i fondi del bilancio autonomo regionale. Ad ogni modo siamo sempre più convinti che se la situazione contingente richiede misure assistenziali per combattere la povertà, siano molto più utili forme snelle di sostegno che vadano direttamente a sostenere il portafoglio del cittadino più debole”. 

OLTRE CON FITTO: “Il presidente Emiliano che oggi annuncia con soddisfazione la nuova misura economica, ‘Il reddito di dignità’, di fatto sancisce la presenza nella nostra regione di oltre 60mila pugliesi che hanno bisogno di un sussidio di 600 euro mensili perché fortemente a rischio povertà. E quindi quella che noi oggi registriamo è la Puglia dal doppio volto: quella dove aumenta l’occupazione e quella sempre più povera alla quale la Regione Puglia ha pensato di arrecare un lieve sollievo economico. Certo da Emiliano ci aspettiamo anche che si applichi con lo stesso impegno e riesca a trovare nelle pieghe dei bilanci anche risorse sufficienti per abbassare una quella che pesa su milioni di pugliesi, ovvero una delle tassazioni regionali più alte d’Italia, che rischiano di impoverire anche quelle famiglie del cosiddetto ceto medio.  Da Emiliano ci aspettiamo meno burocrazia e più sgravi per le imprese che se è vero che oggi assumono è anche vero che sono incentivati da una legge, il Jobs Act, che fra tre anni (quando le agevolazioni contributive per i lavoratori saranno terminate) potrebbe causare effetti nefasti. Il mondo del lavoro ha bisogno di politiche stabili e consolidate nel tempo e la Regione, per quelle che sono le sue competenze, può e deve muoversi in tal senso agevolando l’insediamento e lo sviluppo delle imprese pugliesi e non solo aprendo e agevolando il percorso ad aziende extraregionali che spesso ci considerano solo terra di conquista in grado di riservare a loro, e solo a loro, guadagni e vantaggi”.

ALFONSO PISICCHIO, LA PUGLIA CON EMILIANO: “È il primo passo del governo regionale a favore del lavoro, ma soprattutto delle famiglie che vivono in questo particolare momento storico una complessa condizione di disagio. Per questo daremo il nostro appoggio al disegno di legge perché la politica deve mettere al centro il lavoro e le famiglie. È sicuramente un’iniziativa che condividiamo e come intero gruppo regionale de La Puglia con Emiliano daremo il nostro pieno sostegno. Anzi, auspichiamo una più ampia condivisione da parte di tutte le forze politiche presenti in consiglio regionale”

MOVIMENTO 5 STELLE: “Un reddito di cittadinanza finanziato non tagliando gli sprechi e contrastando la corruzione, i mali che ammorbano la nostra Regione, ma che si finanzia addirittura sottraendo soldi ai fondi per i disabili. Il reddito di cittadinanza annunciato in pompa magna (almeno per la quarta volta) dal presidente Emiliano che assomiglia sempre più al presidente del Consiglio Renzi per la sua capacità di produrre annunci su annunci. Se non esistesse il Movimento 5 Stelle in Regione Puglia, ci chiediamo come farebbe Michele Emiliano a governare. Abbiamo portato in Consiglio la discussione su “La buona scuola” che ha permesso alla Regione di impugnare il ddl, la discussione sulle trivellazioni nel mare Adriatico con un tour durato due anni, abbiamo proposto un tavolo multidisciplinare sulla Xylella che proprio qualche giorno fa anche Emiliano, guarda caso ha proposto utilizzando addirittura le nostre stesse parole. anche questa volta il presidente della Regione cerca infatti di emulare una nostra proposta provando a scopiazzare il nostro Reddito di cittadinanza in Puglia, una battaglia di cui fino a due anni fa pochissimi ne sapevano qualcosa e che come tutti sanno è arrivata in politica proprio grazie al nostro gruppo. Bene, diremmo noi, se questi provvedimenti, copiati da Emiliano, possano essere in effetti utili ai cittadini nonostante in questo intervento si parli comunque di una cifra modesta. Tuttavia chi copia spesso ottiene risultati peggiori di chi invece l’iniziativa non solo l’ha pensata ma ci ha lavorato seriamente. Ed anche in questo caso, infatti, il reddito di dignità che propone Emiliano non ha nulla a che fare con quanto proposto dal M5S da ormai due anni al Paese e che viene ostacolato dallo stesso partito a cui appartiene il presidente della Regione. Quella di Emiliano è una misura che si propone di aiutare i cittadini ma che al tempo stesso si finanzia, ad esempio, sottraendo soldi ai fondi per i disabili o aumentando la tassazione sulle auto per tutti i cittadini pugliesi. E allora ci sembra piuttosto, che Emiliano abbia contratto la stessa malattia del suo collega di partito e presidente del Consiglio, Matteo Renzi: l’annuncite. Ma la scarsa consistenza di tutti i proclami del PD come al solito si vede alla distanza, come accaduto per gli 80 euro di Renzi, quando al netto dei titoloni sui giornali, che oggi anche Emiliano cerca, e terminati i facili entusiasmi, i cittadini si sono purtroppo accorti di essere più poveri di prima. Il reddito di cittadinanza è una cosa seria e c’è solo una forza politica che non ha remore a recuperare fondi, non togliendoli ancora una volta ai cittadini e addirittura ai disabili come oggi fa Emiliano, ma dai veri sprechi della nostra Regione che oggi arricchiscono gli amici degli amici dei vecchi partiti. I pugliesi sappiano che se stiamo sin da ora criticando questa inutile iniziativa è perché l’abbiamo studiata a fondo ed abbiamo colto ancora una volta la volontà di Emiliano di voler cercare solo il consenso dei cittadini utilizzando al solito solo belle parole, che a nulla servono per risolvere la situazione disastrosa in cui si trovano i pugliesi”

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