Rauseo tira fuori gli artigli e bacchetta Frattarolo: “Ti ricordo come stanno le cose”

Il segretario cittadino del Partito Democratico replica agli attacchi alla sua persona di Lorenzo Frattarolo, che ha messo in guardia Bordo dal ‘Metodo Rauseo’

Mariano Rauseo

Frattarolo mette in guardia l’on. Bordo dal ‘Metodo Rauseo, ma il segretario cittadino del Partito Democratico non perde tempo e replica agli affondi dell’ex candidato sindaco alle primarie cittadine del centrosinista, Lorenzo Frattarolo:  “Trovo sconcertanti oltre che sproporzionate e fuori luogo le dichiarazioni di Lorenzo Frattarolo rilasciate questa mattina alla stampa e dirette contro il sottoscritto. Resto sempre dell’opinione che esistono luoghi deputati al confronto ed anche allo scontro se necessario, ma, evidentemente, Frattarolo preferisce agitare l’arma mediatica che, giova ricordarglielo, più che danni al segretario, rischia di farne all’immagine del partito che rappresenta e da cui è rappresentato”.

Mariano Rauseo replica punto per punto alle considerazioni del presidente dell’associazione ‘Changes’: “Mi duole dovermi esprimere con lo stesso metodo ma mi corre l’obbligo di farlo, non fosse altro che per fare chiarezza e ripristinare la verità delle cose”

COMUNALI 2014. “Frattarolo si duole della sconfitta registrata dal centrosinistra, e con esso dal Pd, alle elezioni comunali del 2014. Ebbene, egli dimentica però come siano andate le cose, e cioè come quella competizione sia stata profondamente inficiata e compromessa dalle primarie che il Partito svolse assieme al centrosinistra e di cui proprio Frattarolo fu artefice laddove pretese di candidarsi a sindaco della città di Foggia senza preoccuparsi della necessità di un preventivo confronto all’interno del Partito che, dal canto suo, stava tentando in tutti i modi di scongiurare una competizione interna che avrebbe fisiologicamente condotto a divisioni e frazionamenti. Ciononostante, il Partito Democratico di Foggia “ha tenuto” riuscendo a registrare la più alta percentuale di preferenze in città, compatibilmente, è ovvio, con i numeri che una comunità come Foggia offre in queste tipo di competizioni. Tant’è che lo stesso Frattarolo, che sicuramente si sarà impegnato per la sua personale sfida, non è riuscito ad essere eletto tra i banchi del consiglio comunale”.

REGIONALI 2015. “Lo stesso Frattarolo si duole ancor più dei risultati raggiunti dal Pd di Foggia in occasione delle elezioni regionali scorse, anche qui dimenticando (strumentalmente?) ciò che a monte ha vissuto l’intero Partito regionale in quel periodo, vale a dire il concorrente “civismo” messo in campo dal nostro segretario regionale, Michele Emiliano. E’ incredibile come Frattarolo dimentichi il grande sforzo che il Pd, non solo di Foggia, dovette compiere per difendersi da una emorragia di voti in favore delle liste civiche di Emiliano che si preannunciava di gran lunga più drammatica alla vigilia se soltanto si tiene conto di quanto il nostro segretario andava affermando, e cioè che “Pd e liste civiche erano la stessa cosa”. Anche in questo caso, però, si è riusciti ad ottenere un enorme risultato politico, unanimemente riconosciuto: per la prima volta il Pd foggiano aveva eletto infatti un suo candidato in regione, il segretario provinciale Raffaele Piemontese; risultato poi promosso con la nomina dello stesso ad assessore della giunta del Presidente” 

TESSERAMENTO DE SANTIS. Ancora Frattarolo si duole del mancato tesseramento di Leonardo De Santis, già consigliere comunale eletto con la lista del sindaco dell’epoca, Gianni Mongelli, poi transitato in SEL, quindi in Realtà Italia, successivamente sostenitore di quel civismo di cui sopra. Ebbene, è cosa giusta ripristinare la verità: non vi è alcuna preclusione preconcetta da parte del Pd di Foggia ai nuovi ingressi, sarebbe un metodo suicida, altro che “metodo Rauseo”. Semplicemente le regole del Partito Democratico impongono che ogni ingresso sia il prodotto di una fase di riflessione interna del partito, un’attività concertata, tanto più se il candidato proviene da esperienze differenti e nettamente concorrenti al Pd. Voglio rassicurare Frattarolo: non esiste un metodo Rauseo ma un metodo Pd, democratico, trasparente, concertato. E mi fa specie che egli, da dirigente qual è, non lo conosca. Tuttavia, mi conforta che ne abbia chiesto contezza al reggente on. Bordo, il quale, mi risulta, non potrà che essere dello stesso avviso.

Per Mariano Rauseo “nessun circolo privato, dunque, nessun atteggiamento sconsiderato, termine peraltro di gran lunga sproporzionato nel caso di specie. Il segretario cittadino del Pd è chiamato ad applicare le regole del Pd, a renderlo aperto ed inclusivo sì ma giammai un porto di mare, questo sì atto sconsiderato e potenzialmente deleterio”.

Il segretario del Partito Democratico di Foggia conclude: “Da ultimo voglio ricordare che il tesseramento è appena in corso e sarei lieto che un dirigente come Frattarolo potesse aiutare il Pd di Foggia ad aumentare il suo appeal, e dunque i suoi numeri, sul territorio, piuttosto che profondersi in attacchi strumentali che rischiano di appannarne l’immagine gratuitamente ed in un momento cruciale e delicato. Tanto dovevo, per amor di verità”.

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