Ursitti alza la voce: "Sui pass Ataf non è andata così". E querela il sindaco Landella

La sua lettura dei fatti: "Escogitato un pretesto per avvalorare una scelta che nulla ha di politico". E sulla vicenda dei pass Ataf ha dato mandato ad un legale di fiducia per accertare le responsabilità del sindaco, di Ferrandino o di entrambi

Raimondo Ursitti

Dopo il blitz d’agosto del sindaco Landella ed il rimpasto “a sorpresa” in Giunta, poi motivato in conferenza stampa dallo stesso primo cittadino, si alza la voce di Raimondo Ursitti che prende parola per spiegare la sua versione dei fatti e per annunciare di aver sporto denuncia per il delitto di diffamazione presso la Procura della Repubblica di Foggia nei confronti del sindaco Landella.

“Dopo avere ascoltato la conferenza stampa indetta dal sindaco Landella con la quale ha spiegato le ragioni del venir meno del rapporto fiduciario con Domenico Verile posso affermare con certezza che quanto riferito è difforme dal reale andamento dei fatti accaduti. La verità è che il sindaco - nel malcelato tentativo di giustificare la sua decisione di rimuovere l'assessore Verile dalla Giunta (che da subito evidentemente aveva in animo) - ha escogitato un pretesto per avvalorare la sua scelta che nulla ha di politico e che peraltro cerca di mettere in cattiva luce persone che nella loro attività politico-amministrativa hanno sempre portato avanti con convinzione e determinazione idee ed istanze nell'esclusivo interesse pubblico”.

“In forza di ciò le azioni vengono svolte con fermezza ma certamente con metodi ortodossi e non già con minacce o strappando documenti dalle mani di dirigenti ne' tantomeno aspettando loro in qualche luogo per fare valere le proprie ragioni. Ove, anche per ipotesi, quanto da Landella dichiarato gli fosse stato effettivamente riferito in maniera distorta dal presidente dell'Ataf, il sindaco avrebbe quanto meno dovuto accertarsi della veridicità della fonte, se necessario anche in contraddittorio. Pacifico e noto al sindaco, era infatti la presenza mia e del dott. Pagliara all'episodio incriminato; così come pacifica è la circostanza che la mia presenza era per altre ragioni ben note al Ferrandino”.

Conclude e annucia quindi Ursitti: "La grave condotta tenuta da Landella ci ha indotto a conferire mandato ad un legale di fiducia per sporgere denuncia per il delitto di diffamazione presso la Procura della Repubblica di Foggia per i fatti accaduti. Sarà l’Autorità competente ad accertare le responsabilità dell'uno (Landella), dell'altro (Ferrandino) o di entrambi. In relazione agli aspetti politici è evidente la grossolanità e la gravità delle circostanze che aldilà dei modi utilizzati denotano una condizione di impraticabilità dei più elementari principi di confronto e di democrazia che impongono una seria riflessione”.

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