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Piemontese piglia tutto: ora vuole la segreteria del Pd, è sfida aperta con Lombardi

Il presidente del Consiglio comunale di Foggia ufficializza la sua candidatura: "Sfida ambiziosa, colta insieme ad una nuova generazione autonoma e inclusiva"

Il suo nome lo si trova nella rosa dei "papabili" successori di Mongelli, al Comune di Foggia, ora anche tra i candidati alla segreteria provinciale del PD. Raffaele Piemontese sembra essere, al momento, una carta sulla quale in molti sono disposti a scommettere. Su più livelli. Tra voci di corridoio e rumors raccolti nelle "stanze dei bottoni" è lo stesso Piemontese ad uscire allo scoperto e ad ufficializzare la candidatura alla segreteria provinciale del PD di Capitanata.

“L’evoluzione e il cambiamento necessari a rivitalizzare il progetto del Partito Democratico di Capitanata si fondano sulla centralità dei circoli e dei comuni, l’inclusività della proposta politica, l’autonomia e l’autorevolezza della guida. È una sfida appassionante che ho deciso di affrontare da con entusiasmo e curiosità”. Raffaele Piemontese annuncia così la propria candidatura alla segreteria provinciale del PD, “frutto di una riflessione condivisa insieme a tanti tra i protagonisti della nostra pur breve storia politica, accomunati dalla volontà di animare il congresso con idee innovative e parole d’ordine chiare”.

L’avvocato Piemontese è il presidente del Consiglio comunale di Foggia ed ha dedicato la metà dei suoi 32 anni alla “passione politica vista e vissuta da sinistra”, iniziata come rappresentante degli studenti del liceo classico ‘Lanza’ di Foggia, vissuta nelle organizzazioni giovanili del PdS e dei Ds ed approdata alla fondazione del PD, di cui è tra i più giovani dirigenti.

“Dobbiamo riconoscere la crisi di capacità attrattiva del Partito Democratico in Capitanata – continua Piemontese – motivata dalla crescente distanza tra gli eletti e il corpo del partito; mentre si è ridotta ai minimi termini la solidarietà politica, in taluni casi umana, tra i dirigenti. Lo testimonia il travagliato percorso che ci ha portato al congresso provinciale. Io lo intendo come il luogo naturale della discussione, non l’arena di uno scontro, così che il confronto torni ad avere al centro le idee e non gli interessi personali e le rendite di posizione dei singoli".

"La sfida è ambiziosa ed a coglierla deve essere una nuova generazione di dirigenti, legittimata dall’autonomia di pensiero e capace di assumersi responsabilità. Chi intende ricondurre la vicenda congressuale provinciale alle appartenenze ed ai posizionamenti del congresso nazionale dimostra di essere miope, perché non coglie specificità e temi della vicenda politica provinciale che solo la contaminazione tra idee e programmi può aiutare a sciogliere positivamente. Io voterò Matteo Renzi e discuterò e mi confronterò e chiederò il sostegno anche a chi voterà Gianni Cuperlo, Gianni Pittella o Pippo Civati per costruire insieme a loro il senso di un progetto politico comune per la Capitanata".

Per raggiungere questo obiettivo fondamentale per l’intera comunità della provincia di Foggia c’è bisogno di una vera e dura battaglia congressuale nei circoli e per la guida provinciale. Il PD deve essere terreno fertile per radicare le idee innovative elaborate dalla parte vitale della società, insieme a cui aprire una nuova stagione di impegno civico e politico. Lo dobbiamo fare a partire dai Circoli e dai Comuni, dove ri-costruire la funzione politica del partito e le modalità di governo del territorio partendo dal cambiamento della rappresentanza e del suo metodo di esercizio.  "Il Partito Democratico di Capitanata deve tornare ad essere utile ai cittadini di Capitanata – conclude Raffaele Piemontese – organizzando ed attuando un progetto di servizio civile animato da bellezza, generosità e allegria”.

La sfida con Michelangelo Lombardi è, dunque, aperta. La 'carta' dell'ex sindaco di San Marco in Lamis, infatti, era stata già calata sul tavolo dai renziani-civatiani. Lombardi, renziano della prima ora ed in ottimi rapporti con l'area gentiliana, sarebbe il candidato ideale per tenere dentro tutti e lasciare l'area dalemiana-culeperliana in minoranza.

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