Fitto torna a Foggia e riparte da Ventura e Di Giuseppe. Pace con Landella?

L'europarlamentare salentino torna a farsi vedere in città per ricomporre l'area popolare in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. Si riparte dal consigliere comunale e dai popolari Di Giuseppe e De Leonardis. E con il sindaco di Foggia...

Fitto torna in Capitanata e prova a ricostruire Archiviata (?) la delusione elettorale – e persi per strada un sacco di uomini, Lucio Tarquinio su tutti-, l'europarlamentare di Maglie torna a farsi vedere in città, dalle parti di via Salomone, nella sede della trapassata Ncd. I tempi in cui veniva accolto in via Trieste sembrano lontanissimi ormai; anche se sul portone del quartier generale dei tarquiniani campeggia ancora la targa di Direzione Italia. Ma, per quanto in politica tutto si creare e tutto si distrugge per poi ricrearsi, al momento via Salomone e via Trieste sembrano più distanti di quanto non lo siano fisicamente. Il 4 marzo e le mancate candidature hanno interrotto carriere e rapporti umani, qui, isolato l'ex predestinato azzurro.

D'un colpo il generale salentino si è ritrovato senza materiale umano. La rappresentazione plastica di ciò che era rimasto dei “fittiani” la diede alla vigilia del voto un incontro promosso da Noi con L'Italia (la formazione nella quale il partito di Fitto è confluito in vista delle elezioni politiche) presso la sala rosa del Palazzetto dell'Arte: il nulla. Tra volti uddicini e popolari (i Di Giuseppe, appunto, e i De Leonardis), fecero capolino solo l'avvocato Mario Follieri di Lucera e Lello Castriotta di Manfredonia. Ma per “chiedere chiarimenti vis a vis” a Fitto sulla mancata candidatura di Tarquinio, si disse. Null'altro, pare. Oggi è tornato. Per ricostruire l'area popolare in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. A partire dai pochi rimasti: Di Giuseppe, appunto, De Leonardis (rimasti anch'essi senza i riferimenti) e da uno dei fedelissimi di sempre, malgrado l'apparente allontanamento degli ultimi anni: Lucio Ventura, consigliere comunale, colui che il nuovo corso di Fitto dei tempi recenti (partito con lo strappo da Forza Italia) non lo ha vissuto; colui che in consiglio indossa con orgoglio ancora la casacca della ei fu Puglia prima di tutto (“sono coerente” dichiara). E' da lui che si riparte? Anche da lui. Perché la novità della mattinata è rappresentata anche dal “saluto amichevole” che è giunto a fargli il sindaco Franco Landella: con lui Fitto e i suoi uomini ruppero tre anni fa, all'indomani della “cacciata” dalla giunta di Mimmo Verile, Gianni De Rosa e Gabriella Grilli. Da allora Tarquinio (pro)mise croce nera e così fu, con tanto di passaggio all'opposizione della componente fittiana (tranne Ventura, sempre rimasto in maggioranza, in silenzio). Cosa significa, dunque, oggi la ritrovata cordialità con Landella? Essere in casa dei sostenitori di Landella dovrebbe già dire tutto.

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“Non ci sono motivi di contrarietà a questa amministrazione da parte di Fitto – dichiara a Foggiatoday Lucio Ventura-, furono i delegati del territorio che ruppero con l'amministrazione” (Raimondo Ursitti è ancora lì, tra le minoranze). Secondo “tradimento” per gli ex fittiani? Stante la loro assoluta contrarietà a Landella, può darsi. “Bisogna mettere da parte delusioni e personalismi; Fitto, al pari nostro, è convinto che qui il centrodestra abbia ancora un altissimo potenziale” l'appello di Ventura. Ed al centrodestra unito si appella anche Fitto laddove ai cronisti dichiara: “Va bene discutere ma alla fine bisogna fare sintesi. Noi con L'Italia si sta riorganizzando sui territori, in modo particolare qui in Puglia. Abbiamo un potenziale molto importante. Da oggi iniziamo un percorso che abbia una prospettiva. Ed il fatto che tanti amici inizino questo percorso con noi è un fatto positivo”. Si riparte da Ventura, dunque, e dai popolari di Di Giuseppe e De Leonardis. E dall'amministrazione Landella. E' questa la fase due di Noi con L'Italia, che presenterà, dice, nei comuni pugliesi proprie liste per il rinnovo delle amministrazioni. (mentre, sull'altro lato del fiume, Tarquinio e i suoi lavorano ad un'altra cosa: l'Alleanza per la Puglia). E si molla l'ambiguo alleato uddiccino: “l’abbraccio mortale con l’Udc” è stata additato, oggi, infatti, come una delle cause delle magre percentuali raccolte in provincia di Foggia.

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