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Senza politica il Comune di Foggia risparmia 1 milione: per la commissione straordinaria oltre 400mila euro fino al 2023, ma paga lo Stato

Il rimborso per la gestione nei 18 mesi finanzia spese di investimento. Sindaco, assessori e consiglieri costavano mediamente 65mila euro al mese. A breve potrebbero essere assegnati i funzionari in posizione di comando e sovraordinazione che collaborano con l'organo straordinario

Ammonta a quasi mezzo milione di euro, per la precisione 427.424,28 euro, la spesa prevista fino a febbraio del 2023 per le indennità di carica e il rimborso spese della Commissione straordinaria per la gestione del Comune di Foggia. Lo Stato restituirà la somma vincolata a spese di investimento.  

I costi della gestione commissariale potrebbero presto lievitare perché, a breve, potrebbero essere assegnati i funzionari in posizione di comando e sovraordinazione che collaborano con l'organo straordinario per assicurare il regolare funzionamento dei servizi dell?Ente, in particolare per la gestione dei settori principali: economico-finanziario, tecnico e polizia municipale.

Saranno coperti dallo Stato anche i costi dei funzionari nominati. Nel frattempo, in 18 mesi il Comune di Foggia avrà risparmiato più di un milione di euro, se si considera che le spese di gestione torneranno indietro e potranno essere investite a beneficio della collettività. Mediamente, infatti, sindaco, assessori e consiglieri costavano 65mila euro al mese.

Dal 26 agosto 2021, data dell'insediamento, il compenso mensile lordo dei singoli componenti - Marilisa Magno, prefetto a riposo, Rachele Grandolfo, vice prefetto, e Sebastiano Giangrande, diriente di seconda fascia Area I - è stato parificato e l'indennità di carica è quantificata in 5.742,38 euro, attribuita con decreto del prefetto di Foggia, Carmine Esposito, del 13 settembre scorso.

È la somma prevista dalla tabella del ministero dell'Interno per i comuni capoluogo di provincia sciolti per mafia fino a 250mila abitanti. In mancanza di specifiche previsioni di legge in materia, infatti, è una circolare del 2 settembre 2013 a fornire le linee guida per la determinazione dei compensi da corrispondere ai commissari. Per la peculiarità dell'incarico che sono chiamati a svolgere, i commissari di Comuni sciolti per mafia percepiscono uno stipendio più alto (di poche centinaia di euro) dei colleghi dei Comuni sciolti per motivi diversi. Il calcolo viene effettuato sulla scorta delle percentuali delle indennità di carica di sindaco e assessori e dei gettoni di presenza dei consiglieri. Solo il sindaco percepiva una indennità mensile lorda di 4.841,48 euro.

Le indennità vengono corrisposte dalla data di insediamento per la durata di 18 mesi, fino al 25 febbraio 2023. Sui bilanci pluriennali 2021-2023 è stata impegnata la somma di 310.990,12 oltre Irap, pari a 26.434,16 euro.

Alla triade commissariale, poi, è riconosciuto il rimborso delle spese documentate di viaggio, vitto e alloggio strettamente connesse all'incarico, oltre alle eventuali spese sostenute per il pedaggio autostradale, il noleggio di auto e l'utilizzo di taxi, e l'indennità chilometrica per l'utilizzo del mezzo proprio, qualora ne avessero fatto richiesta che però solleva l'Amministrazione da ogni responsabilità. In via preventiva, sono stati accantonati 90mila euro, somma stimata per le spese di tutta la durata del commissariamento che non necessariamente sarà erogata.

Gli oneri relativi alla Commissione Straordinaria sono a carico dello Stato, che provvederà al relativo rimborso in favore della Pubblica Amministrazione, previa presentazione di relativa richiesta. Il rimborso finanzia spese di investimento.

Dal 21 maggio al 25 agosto il trattamento economico è stato differente, in quanto si trattava di uno scioglimento per dimissioni del sindaco. Al commissario straordinario Marilisa Magno era attribuito, quale indennità di carica, un compenso mensile lordo di 5.464,74 euro. Prima del decreto del presidente della Repubblica del 6 agosto, gli altri componenti erano sub commissari prefettizi: in virtù delle funzioni vicarie, a Sebastiano Giangrande era attribuita una indennità lorda di 3.825,31 euro al mese, mentre a Rachele Grandolfo e Francesco Fasano (oggi cessato dall'incarico) spettavano 3.278,84 euro al mese.

In questo caso, però, non paga lo Stato: i quasi 50mila euro di emolumenti, oltre ai rimborsi, spesi in tre mesi erano a carico del Comune di Foggia.

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