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Quadruplice omicidio, L'on. Sannicandro: "Serve rivoluzione della gente onesta che non si arrende"

Sannicandro commenta la strage della stazione ferroviaria di San Marco in Lamis, in cui, oltre al boss Mario Luciano Romito e Matteo De Palma, sono stati assassinati due incolpevoli testimoni, Aurelio e Luigi Luciani

Arcangelo Sannicandro

La Puglia, l'Italia non meritano la vergogna e la tragedia di ieri. Il Gargano, la montagna del Sole e della preghiera, oscurato dalla violenza e della bestemmia. È arrivato il momento nel quale ognuno si deve assumere la propria parte di responsabilità. Pena la complicità nei confronti di un potere mafioso che insanguina e inquina la nostra democrazia e la sua credibilità.

Lo Stato, ovviamente. Gli Enti locali, la società civile, ogni attore della vita pubblica del nostro Paese. Più presenza e presidio nel territorio, ovviamente. Ma soprattutto legalità, cultura della legalità, pratica della legalità, educazione alla legalità. E interventi sociali che taglino le radici del potere mafioso: più lavoro, più investimenti pubblici, più diritti. Serve una rivoluzione: quella della gente onesta che non si arrende.
 

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