È ancora Marasco contro Landella. L'ex assessore sul Pug: "Sindaco mente, ecco le sue responsabilità"

Conferenza stampa oggi dell'ex assessore all'Urbanistica per replicare alle pesanti dichiarazioni del sindaco di Foggia, Franco Landella, che parlò di "blocco causato dalla debolezza della politica"

"Non è colpa mia ma della debolezza della politica, che deve assumersi la responsabilità di decidere. Se è debole, subisce pressioni esterne per catturare consensi". Un affondo durissimo quello di Franco Landella a chi lo ha preceduto lanciato qualche giorno fa, in occasione della convenzione con il prof. Karrer. Il sindaco lo ha utilizzato – su domanda- per giustificare il freno impresso dalla sua amministrazione nel 2015 al lavoro su Dpp e Pug condotto negli anni proprio da Karrer (che ora ritorna), a significare in qualche modo che ciò che era stato compiuto fino a quel momento non andava bene, perché scontratosi, appunto, con una “politica debole”. Da qui lo stop e, successivamente, la ripartenza. Sempre con lo stesso urbanista. E pazienza se tre anni son passati inutilmente (2015-2018). Bisognava procedere così, a sentire Landella.

Parole di fuoco, che hanno fatto balzare Augusto Marasco sulla sedia. E’ lui, attuale capogruppo del PD in consiglio comunale, che fino al 2014 si è occupato della materia in qualità di assessore all’Urbanistica della giunta Mongelli. E che oggi, in una conferenza stampa ad hoc, bolla le dichiarazioni del sindaco come “menzogne”.

Il percorso del Dpp, verso il Pug

Atti alla mano, Marasco, di fronte ai giornalisti, smentisce Landella ripercorrendo tutte le tappe del Documento programmatico preliminare al Pug, a partire dall’anno 2006 quando, amministrazione Ciliberti e assessore Ciro Mundi, Francesco Karrer fa la sua prima comparsa a Foggia per approvare il Dpp e operare una ricognizione fisico-giuridica del vecchio Prg Benevolo sulla scorta delle nuove prescrizioni intervenute per mano della Regione Puglia. Percorso che si conclude nel 2008, con la validazione degli atti da parte di Bari. Si arriva così al 2009, assessore Michele Salatto, e costituzione del Laboratorio del PUG, il tanto bramato Piano Urbanistico Generale che avrebbe dovuto fornire cornice e contenuti allo sviluppo della città di Foggia.

Ma, si sa, quando gli atti sono complessi e intersettoriali, il lavoro è lungo e la burocrazia (che non brilla per velocità) fa la sua parte. Si giunge all’era Mongelli, con gli assessori Nicola Lo Muzio prima e Gino Fiore. Il percorso continua: nel 2009 a Karrer (costato in tre anni 165mil euro, iva inclusa) viene rinnovato l’incarico con una convenzione da 53mila euro, nel 2011 si va in consiglio comunale con la nota aggiuntiva al Dpp perché nel frattempo erano intervenute tutta una serie di aggiornamenti (nota, è importante evidenziarlo perché ci tornerà utile a breve, sottoscritta anche dal dirigente Affatato e dallo stesso Karrer)  e si parte con la prima conferenza di co-pianificazione. Nel 2012, all’arrivo di Marasco, ci sarà la seconda, come previsto dal Drag. Nel mezzo, tuttavia, il tentativo, lento e complesso, di definire tutta una serie di partite urbanistiche che col Pug andavano ad incrociarsi, divenendone sostanza (piano del salice, housing sociale, Asi, orbitale, etc). “Non si poteva procedere se non si portavano prima a completa definizione una serie di varianti strutturali, interessate al Pug” dichiara Marasco. Il percorso si blocca. A novembre 2012 Marasco rassegna le dimissioni perché resosi conto che “non tutti i servizi della amministrazione comunale, con responsabilità Regione Puglia, si adoperavano per raggiungere l'obiettivo”. Le dimissioni furono poi ritirate nel giro di una settimana su rassicurazione di Mongelli e dell’allora assessore regionale Barbanente.

“La responsabilità di questa amministrazione è quella di non aver ripreso questo bagaglio di lavoro fondamentale e propedeutico al Pug. Basti pensare che sul Piano del Salice hanno risposto al settore Ecologia dopo un anno e mezzo” tuona Marasco, che si chiede “perché il sito dove sono pubblicati e contenuti tutti gli atti in materia di urbanistica, www.urbanisticafoggia.org, è oscurato dal 2014!”.

“Quando Landella afferma che la politica ha cambiato strategia, Landella afferma il falso. Il tecnico c'era ed ha continuato a collaborare con l’amministrazione. Anche perché si tratta del dirigente Paolo Affatato, responsabile del procedimento dal 2006, soltanto affiancato da Karrer” evidenzia l’ex assessore (e ci torna utile quanto scritto su Affatato e Karrer) . E dunque, come mai, Affatato, presente alla conferenza stampa del sindaco, non ha obiettato granchè alle parole di Landella? “Il dirigente, purtroppo è un aziendalista” la laconica risposta di Marasco, che si dice dispiaciuto anche “che Karrer abbia affermato che si ripartirà dal 2006: non è così” tuona l’esponente dem, e, agitando le carte, ribadisce: “Si riparte dalla nota aggiuntiva al Dpp e dalla conferenze di copianificazione, nelle quali sono confluiti, tra l’altro, i contributi di ordini professionali, sindacati, associazioni e di tutti i soggetti interessati alla pianificazione”.

“Ho lavorato con tutti gli attori interessati senza ricevere mai alcuna pressione” continua Marasco, in risposta a Landella al quale contesta le “promesse da campagna elettorale, quando ci venne a raccontare che per l’approvazione del Pug sarebbero stati sufficienti 100 giorni”. “Vorrei far notare che lo stesso Karrer di questi 531 giorni di incarico assegnati oggi non parla mai di adozione del Pug, ma di definizione, che è diverso”.  

Si riparte dunque dal lavoro fatto. “Il Dpp deve essere aggiornato in minima parte. E devono essere risolte una serie di questioni, lasciate al palo da questa amministrazione. Sui Pirp, ad esempio, A e B. Sono stati finanziati ciascuno per 4 milioni di euro; di uno si è proceduto anche con le opere di urbanizzazione. Ma di alloggi di edilizia convenzionata neanche l’ombra. Non solo, perché al Rione Martucci si è proceduto con l’assegnazione di alcune volumetrie alle imprese per costruire lì dove dovrebbero sorgere le progettualità urbanistiche previste nel Pirp B. Vorremmo sapere che fine hanno fatto questi soldi, se si è ancora intenzionati a proseguire. E, in caso contrario – conclude Marasco-, che gli atti tornino in consiglio per la necessaria revoca”.

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Prima di lui anche l’ex sindaco Gianni Mongelli aveva stigmatizzato dichiarazioni e comportamento del sindaco Landella. Ad oggi, insomma, non si comprende perché quel percorso fu interrotto nel 2015, per essere ripreso solo nel 2018, con nuovo incarico, nuovi denari e tanto tempo perduto.

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