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VIDEO | Mainiero va in Procura: anomalie e stranezze su Urbanistica e pubblica illuminazione

 

Anomalie, stranezze, richiami normativi di dubbia attinenza, interpretazioni di sentenze poco chiare. Ci sarebbe tutto questo nel calderone dell'urbanistica foggiana, sulla quale ha acceso i riflettori il capogruppo dei Fratelli d'Italia al Comune di Foggia, Giuseppe Mainiero. Lo fa alla vigilia del consiglio comunale, prima della pausa estiva, e mette dentro tutto ciò che ha prodotto "per la Procura" e che, in parte, giungerà in all'attenzione già del consiglio.

Il bando da 2,7 milioni di euro della pubblica illuminazione

La conferenza stampa, in verità, muove da un altro tema scottante e di rilievo per la città: la pubblica illuminazione. Un bando di vent'anni al costo di 2.7 milioni di euro all'anno sta per giungere a conclusione. Allo stato attuale pare vi fosse l'interesse solo di un'Ati composta da Siti Impianti spa e 4 Green srl. Ma il 15 giugno scorso un'altra società si è fatta avanti, la Selettra, scartata pare a propri dal dirigente competente, Paolo Affatato. "C'è stata una violazione del principio di imparzialità dell'ente nei confronti degli operatori economici" dichiara Mainiero, che invita Affatato a spiegarne i motivi. "All'Ati sono stati concessi ben sei mesi per produrre tutta la documentazione, fideiussione compresa. Alla Selettra neanche venti giorni per dirle che era fuori, mancando la fideiussione, non allegata per mero errore, come la stessa società dichiara". Con una proposta, tra l'altro, che sarebbe di gran lunga più conveniente per il Comune. E su questo su innesta un altro interrogativo: perché il Comune di Foggia continua ad operare in regime di mercato di garanzia nonostante da tre anni non sia più nelle condizioni finanziarie che produssero quella necessità? Il mercato di garanzia o salvaguardia si applica laddove un ente, con problemi di solvibilità, non riesce ad essere appetibile nel libero mercato. Trattandosi di servizio pubblico (la pubblica illuminazione), lo Stato gli concede di affidarsi all'erogatore di ultima istanza, a prezzo ovviamente maggiorato. Ebbene, il Comune di Foggia pagherebbe da tre anni a questa parte il 40 per cento in più per l'elettricità', a tutto svantaggio dei cittadini, naturalmente. "Uscire dal mercato di garanzia produrrebbe un risparmio di mezzo milione di euro all'anno in bolletta". Perché continuare a starci? Non è chiaro. 

Cosa ha prodotto la figura dell'energy manager?

Da qui a che cosa abbia prodotto sino ad oggi la figura dell'energy manager voluta da Landella con incarico annuale ad Antonio Bruno pari a 39.900 euro (sotto la famosa soglia dei 40mila che consente affidamento senza evidenza) e perché la stessa continui ad essere tacitamente rinnovata da ben due anni (con tanto di fatture sospese, che rischiano di diventare nuovi debiti fuori bilancio), il passo è breve. La città, infatti, continua a vivere i problemi che aveva in questo settore. Sarebbe opportuno un chiarimento, un report, da parte della Pubblica amministrazione per capire i risultati ottenuti da Bruno o respingere quelle fatture.

Mainiero affronta il capitolo Urbanistica

Se il primo interrogativo riguarda le tempistiche a corrente alternata con cui la P.A. procederebbe rispetto ad alcune istanze imprenditoriali (e il paragone sarebbe tra le lunghe attese, fino al fallimento imprenditoriale, della variante richiesta dal gruppo Zanasi - Moschella e la corsia più rapida, pare, ottenuta dal Gruppo Telesforo, per il progetto di accorpamento delle sue Case di Cura in viale degli Aviatori), Mainiero torna a salutare il ritorno in aula della Meridiana srl e della richiesta di attestare come di pubblico interesse il complesso mai nato in corso del Mezzogiorno, che avrebbe dovuto costituire una struttura alberghiera e che oggi si vorrebbe trasformare in civili abitazioni (il pubblico interesse, per Mainiero, risiederebbe nella mera possibilità per la Meridiana di non pagare gli oneri di urbanizzazione, qualche milioncino insomma).

Lidl e Mac Donald's in via Smaldone

Si giunge così al più recente permesso a costruire dato per via Smaldone, dove dovrebbero sorgere Lidl e Mac Donald's. Particella del consorzio di Bonifica, l'ente si vede dare ragione dal TAR per costruire lì la propria sede (non più realizzata). Oggi gli uffici si rifarebbero a quella sentenza (che però riguarda esclusivamente il Consorzio) per autorizzare altri tipi di attività commerciali. "Tutto inoltrato alla Procura della Repubblica" fa sapere il consigliere, al pari della vicenda Unieuro, sorta in centro in barba alle più elementari regole sui centri commerciali e la grande distribuzione. "Per me è arrivato il momento di dire basta" tuona il capogruppo. "Questa Città ha già dato. Non c'è più niente per nessuno".

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