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Palazzo Dogana

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Provincia in affanno, Pepe è sotto scacco: ma la gente ormai è stufa

Prime crepe dopo il congresso provinciale del Pdl. Pepe sarà costretto a rimescolare le carte, mentre cittadini pretendono risposte su questioni ambientali, sicurezza stradale e turismo

Ci risiamo. Non si fa in tempo a celebrare un congresso politico che immediatamente parte il redde rationem per "ristabilire gli equilibri" di poltrone sulla base dei nuovi rapporti di forza fuoriusciti dal simposio. Accade in Provincia di Foggia e il congresso al quale ci riferiamo, naturalmente, è quello del Popolo della Libertà celebratosi lo scorso 10 ed 11 marzo alla fiera di Foggia.

Due settimane fa, non di più. Ma son bastate per buttare all'aria quel marchio di "unità" che pure aveva contraddistinto il solenne appuntamento in Capitanata ma che oggi mostra le prime crepe, facendo il gioco di quanti vedevano nell'armonia congressuale null'altro che una sorta di tregua armata.

La prima spedizione della neoeletta segreteria provinciale, infatti, manco a dirlo, è già partita. Destinazione Provincia, già alle prese con le prime scosse dopo le dimissioni dell’azzurro, ex assessore all’Ambiente, Stefano Pecorella e dell'assessore  Udcap al Bilancio, Matteo Cannarozzi De Grazia, smobilitazioni che contribuiscono in queste ore ad aumentare l'instabilità del governo di Palazzo Dogana e l'immagine, magra, riflessa all'esterno, tra l'opinione pubblica.

Mentre si fa più insistente il pressing del Pdl. Il malessere del gruppo azzurro è notorio: Pepe deve metter mano alla giunta, “ristabilire gli equilibri”, tanto più che “poco si è speso per il congresso e voce in capitolo ne avrebbe davvero poca" si ragiona.

Sul tavolo, in particolare, la testa dei due tecnici plenipotenziari a lui molto vicini (il vicepresidente Billa Consiglio e Pasquale Pazienza), al loro posto nomi rigorosamente politici, meglio se graditi. Il braccio di ferro è appena ricominciato. E il leit motiv per coprire la corsa alla poltrona sempre lo stesso: "Restituire nuovo slancio all'attività della Provincia". Un classico.

Perché la verità – secondo opinione diffusa - è che sin dal suo insediamento questa amministrazione non è che abbia brillato per operatività. “Chi l’ha vista e sentita? Ma, soprattutto, di cosa si dovrebbe occupare? Delle strade? Guardi, per come ho ridotto l’auto dovrei chiedere un risarcimento a questi signori!”: Massimo A., commerciante del subappennino, due volte a settimana percorrere 50 km di strada provinciale 130 che definisce “colabrodo” per raggiungere il capoluogo. Per non parlare delle frane, 10 in 4 km, e dunque del rischio isolamento sempre in agguato.

Le questioni ambientali, poi, sono molto sentite in quei territori, soprattutto all’indomani della neve, copiosa, che ha colpito la Capitanata e in merito alla quale ancora si contano i danni. Scrollano la testa, qualcuno si lascia scappare “Pepe chi?” (a conferma di quanta “distanza” intercorra tra la comunità e chi la governa) mentre qualche sindaco ricorda come “sono anni che facciamo la spola tra Foggia e Bari per elemosinare un misero intervento”.

Dal Gargano, invece, si reclama attenzione al turismo. “Ma si rende conto che viviamo in uno dei luoghi naturali più belli d’Italia, con siti religiosi tra i più importanti e ci riduciamo a racimolare qualche soldo solo d’estate? Ho sentito parlare di destagionalizzazione, di marchio, di brand. Ma di cosa parliamo? Sa quanti operatori turistici hanno gettato la spugna negli ultimi anni?” il coro degli operatori turistici è unanime. Qualcosa potrebbe farla la provincia, con Promodaunia. “Sa cosa le dico? Vogliono chiuderle le province? Meglio, tanto così non servono” si sfoga Vincenzo L., albergatore.

Certo, il discorso è molto più complesso e il rischio che si corre è quello di fare della facile retorica populista. Ma come lo si spiega a questa gente che i loro governanti sono impegnati in una delicatissima partita a scacchi, fatta di equilibri e di giochi politici sopraffini, “e non per loro ma per rilanciare l’attività a favore del territorio”? Vi risparmiamo repliche e reazioni.    

 

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