Sulle Province è tutto come prima, da Foggia attacco al Governo e Lega: "Non avete fatto niente"

"Siamo tutti bravi a parlare in campagna elettorale" l'amaro sfogo del vicepresidente della Provincia di Foggia, Rosario Cusmai, all'esito del direttivo UPI Puglia, riunitosi ieri. Accuse alla Lega di Salvini

La riunione dell'UPI Puglia

La tragedia del ponte Morandi è ancora viva negli occhi e nella testa di chi l’ha vissuta da vicino e di chi l’ha osservata, turbato, da lontano. Eppure ogni volta è sempre la stessa storia: si lanciano anatemi contro la politica, parte la caccia alle streghe rispetto al responsabile, si inveisce contro una magistratura sempre troppo lenta rispetto alle nostre attese da onniscienti del web e…e si volta pagina: altro argomento, altra corsa. Neanche il Governo del Cambiamento vuole affrontare realmente alcuni temi. E’ il ragionamento del vicepresidente della Provincia di Foggia, Rosario Cusmai, che ieri ha partecipato al direttivo UPI Puglia. Sono intervenuti anche il Presidente dell’UPI regionale, Antonio Gabellone, il Presidente della BAT, Nicola Giorgino, il Presidente della Provincia dii Brindisi, Domenico Tanzarella e il Direttore Generale, Roberto Serra. Nel corso della riunione si è discusso anzitutto delle elezioni per rinnovo dei  Presidenti e dei Consigli Provinciali; quindi delle variazioni al Bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2018; della riforma del mercato del Lavoro e del trasferimento del personale impiegato nei CTI; del completamento della delega delle funzioni del settore turismo e della convenzione tra Regione Puglia e le Province sulla delega in materia culturale.

Come già anticipato su queste colonne, il Governo ha optato per una proroga dello status quo, nell’ambito del Milleproroghe che attende solo il via libera della Camera a settembre. Nessun emendamento dell’Upi è stato recepito su questo fronte. E questo nonostante la Lega in campagna elettorale cavalcasse la questione del superamento dell’obbrobrio riforma Delrio, che ha trasformato le province in enti di secondo livello.

Non solo il Governo non ha mostrato allo stato alcuna intenzione di occuparsi della materia (nel senso del superamento e del ritorno al sistema elettorale diretto, come ha sempre sostenuto Salvini, o, piuttosto, nel senso dei 5 stelle, che le province le vogliono cancellare), ma ha reso ancora più confusionario il quadro. La proproga, infatti, farà di più: ha messo in piedi un sistema di voto sballato, che vedrà, a partire dal 31 ottobre prossimo, ciascuna Provincia votare secondo tempi e modalità diverse.

Foggia, ad esempio, rieleggerà un presidente ma il consiglio provinciale verrà rinnovato a gennaio; ad Andria si voterà solo il consiglio provinciale (Giorgino è in carica fino al 2020), etc. Una discrasia pugliese che è uguale a quello che accadrà in tante altre parti di Italia. Dunque enti dimezzati e sistema di voto confusionario: un mix micidiale. “Avevamo quantomeno chiesto come UPI di unificare tutte le votazioni, non siamo stati minimamente considerati. Eppure tutti hanno fatto campagna elettorale su questo fronte” afferma Cusmai. “Ce lo ricordiamo Salvini quando, all’esito del Referendum del 4 dicembre 2016, sostenne che le Province restavano enti fondamentali, soprattutto per ciò che concerne la manutenzione delle strade, delle scuole, e tanto altro, e, pertanto, avrebbero dovuto essere messe nelle condizioni di tornare a funzionare. La Lega fece anche un ddl. Che fine ha fatto? Siamo tutti bravi ad indignarci e a far partire la caccia alle streghe all’indomani di un evento drammatico, ma pochi di ricordano dello stato in cui giacciono questi enti con la riforma Delrio. Senza soldi, senza risorse, senza attenzione”.

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“Non credo ci saranno modifiche si andrà votare il 31 ottobre. La Lega ne ha fatto una battaglia elettorale, oggi non se ne parla più e gli enti che si trovano a dover affrontare la manutenzione di ponti, strade e viadotti, restano nel limbo – si sfoga Cusmai-.Questo governo non fa che seguire le orme del precedente,  la riforma Delrio, tanto attaccata, non è stata modificata di una virgola. E’ tutto confuso. Il problema – conclude- è che non sono temi che fanno presa sui cittadini”.

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