Mignogna scrive a Mattarella: "Spending review non conforme, ridateci il maltolto"

Il sindaco di Biccari fa riferimento alla sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato non conforme la spending review applicata nel 2012. Da allora, i Comuni soffrono la crisi del sistema Italia e sono sull'orlo del baratro

Il sindaco Mignogna

“Restituiteci quanto incostituzionalmente sottratto ai Comuni in questi anni”. È questo il senso della lettera che il sindaco di Biccari, Gianfilippo Mignogna, ha spedito il 9 giugno al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

L’iniziativa del sindaco del paesino dei Monti Dauni giunge a margine della sentenza della Corte Costituzionale 129/2016, che ha dichiarato non conforme alla Costituzione la spending review applicata nel 2012 dall’allora premier Mario Monti. Una sentenza, però, che di fatto non rende il maltolto ai Comuni che da quel momento soffrono la crisi del sistema Italia fino all’orlo del baratro.

Mignogna, impegnato da mesi nella rivendicazione dei diritti dei Piccoli Comuni Italiani, taglia corto con l’inquilino del Colle: “Chiedo il Suo autorevole intervento per fare in modo che ai Comuni (e quindi ai loro cittadini) venga restituito quanto sottratto in violazione della Costituzione – scrive – . Sarebbe grave, infatti, se ad una così importante pronuncia di incostituzionalità non seguisse un adeguato ristoro per gli Enti ingiustamente danneggiati".

"L’occasione, inoltre, sarebbe propizia per aprire una più ampia riflessione sul mancato rispetto dell’autonomia costituzionale riconosciuta ai Comuni, sul ruolo dei Piccoli Comuni troppo frettolosamente considerati un problema anziché una risorsa e, più in generale, sugli incalcolabili danni di certe politiche di austerità nei confronti di aree marginali, rurali e montane”.

Non è la prima volta che Mignogna è costretto ad iniziative eclatanti. Spostò simbolicamente la sede comunale sul Monte Cornacchia, quando una mattina “scoprì” che di punto in bianco Biccari non era più “Comune montano” con tutte le agevolazioni connesse, solo perché il Municipio era soltanto a 450 metri e non a 600 come repentinamente modificato dal Governo.

E soprattutto, lo scorso 2 ottobre, Mignogna si fece provocatoriamente promotore di una serrata degli uffici che è passata alle cronache con l’ashtag #chiusopertagli, protestando, nella condivisione istituzionale generale, contro la mannaia romana. “Siamo noi che lottiamo e soffriamo a queste latitudini – commenta oggi Mignogna – dovendo sempre garantire servizi tra mille equilibrismi e tagli. Mentre a Roma paiono sordi e ciechi”.

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