Prosegue lo stato di agitazione della sanità privata

Ad ogni modo, il PRO.SA.R. (Sindacato di tutela delle Professioni Sanitarie delle Strutture Riabilitative) è stanco, stanco delle continue vessazioni alle quali sono sottoposti i lavoratori della sanità privata, ed in particolar modo delle strutture di riabilitazione; lavoratori che hanno deciso, in assemblea straordinaria, di dire BASTA!.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Il PRO.SA.R., che difende e tutela anche e soprattutto i diritti dei lavoratori dipendenti delle strutture di riabilitazione ex art. 26, L. 833/78, ha letto attentamente le determine del 12 c.m. riguardanti l’erogazione degli acconti di gennaio e febbraio 2011 dovuti ai centri di riabilitazione in base alle prestazioni effettuate e fatturate e ha scoperto, con grande incredulità e forte preoccupazione, che al danno (un regolamento regionale 16/2010 per prestazioni domiciliari scellerato e obbrobrioso) si è aggiunta anche la beffa (la necessità, secondo la ASL FG, di procedere prima della contrattualizzazione e quindi del dovuto riconoscimento degli emolumenti alle strutture, ad una verifica dei requisiti delle strutture necessari all’erogazione delle prestazioni domiciliari). Come se fosse normale prevedere una qualche forma di accreditamento esclusivo per le prestazioni domiciliari o, cosa gravissima, come se le prestazioni finora rese dalle suddette strutture (e codesta O.S. si augura vivamente proprio di no) siano state avulse da un sistema di controllo dei requisiti previsti (circolare ministeriale 500 e DGR. 533/89) e da convenzioni sottoscritte e da onorare (trasformate poi, in temporaneo e provvisorio accreditamento).

Il PRO.SA.R. si chiede ed ha chiesto formalmente al Direttore Generale Castrignanò, al Direttore del Dipartimento di prevenzione F. Carella, al Direttore di Dipartimento di riabilitazione L. Trivisano oltre che ai soliti noti Vendola e Fiore se fosse mai possibile che la lentezza burocratica (come mai tanta attesa? A chi e cosa bisognava aspettare?) delle verifiche, debba scaricarsi inesorabilmente sulla pelle di centinaia di lavoratori? Forse i signori citati, e per questo è stato interessato anche S.E. il Prefetto di Foggia, non sanno che il ritardo o, ancora più grave la sospensione dei pagamenti delle rette, importi inferiori, distrazioni di impiegati o lungaggini burocratiche che non assicurano una puntualità nei pagamenti alle strutture, producono come conseguenza principale un danno ai lavoratori che non si vedono accreditare gli stipendi nei tempi dovuti.

Da quando tempo potevano e dovevano essere eseguite le verifiche? Come mai ci si ricorda solo oggi? Sono proprio necessarie per procedere al pagamento degli acconti? A giudicare dal comportamento delle altre provincie si direbbe proprio di no. Ad ogni modo, il PRO.SA.R. (Sindacato di tutela delle Professioni Sanitarie delle Strutture Riabilitative) è stanco, stanco delle continue vessazioni alle quali sono sottoposti i lavoratori della sanità privata, ed in particolar modo delle strutture di riabilitazione; lavoratori che hanno deciso, in assemblea straordinaria, di dire BASTA!.

Gli stessi lavoratori che colpevolizzano pesantemente anche le stesse strutture le quali di fronte a tanta inefficienza, invece di rivendicare i loro sacrosanti diritti nelle sedi più opportune o scendendo in piazza accanto ai lavoratori, scelgono la strada più comoda del silenzio e della ritorsione subdola e strumentale delle maestranze. Pertanto viene indetto da codesta O.S., lo stato di agitazione di tutto il personale del settore della provincia di Foggia e comunica che, in mancanza di spiegazioni formali e provvedimenti tempestivi che portino in brevissimo tempo alla risoluzione del problema, saranno intraprese azioni più drastiche ed incisive che non escludono il ricorso a manifestazioni di piazza che coinvolgano tutto il comparto e le associazioni degli utenti e delle loro famiglie.

Per Albero Pinto: “Si chiede sempre più efficienza, efficacia ed appropriatezza alle strutture private ma ancora una volta si guarda la pagliuzza nell’occhio altrui e non si vuol vedere la trave nel proprio occhio. Le strutture ed i lavoratori non vedono l’ora di vedere finalmente UN’ EFFICIENZA amministrativa (e non solo) da parte della pubblica amministrazione. La tensione è altissima ed i responsabili, ben individuati. Politici locali, sveglia!”.


 

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