Assunzioni, fondi per infrastrutture e snellimento della burocrazia: le proposte di Landella all'Anci

Il primo cittadino, nel corso dell’Assemblea congressuale dell’Anci, ha rilanciato al neo presidente Antonio Decaro alcuni temi decisivi e centrali per il funzionamento dei Comuni italiani

Franco Landella

Possibilità di uno sblocco delle assunzioni per i Comuni, snellimento delle procedure burocratiche troppo farraginose e cronoprogramma ufficiale per l’assegnazione delle risorse europee e l’apertura dei cantieri sul fronte infrastrutturale tra le priorità segnalate. Sono queste alcune delle proposte avanzate dal sindaco di Foggia, Franco Landella, al nuovo presidente dell’Anci, Antonio Decaro.

“Nel corso dell’Assemblea congressuale dell’Anci ho rilanciato alcuni dei temi che in questa fase sono decisivi e centrali per il funzionamento dei Comuni italiani. Temi che hanno a che fare con l’efficacia dei servizi offerti alle comunità e, dunque, con la capacità di fornire risposte alle legittime istanze dei cittadini. Sono questioni che avevo già posto nel passato, ma che l’autorevolezza del contesto e l’elezione del nuovo presidente, il sindaco Antonio Decaro, mi hanno indotto e ribadire, perché il nuovo corso dell’Anci passa anche dal modo in cui si sarà capaci di affrontare questi aspetti”.

Quindi, il primo cittadino entra nel dettaglio delle proposte: “In primo luogo ho ribadito l’urgente necessità di aprire un negoziato con il Governo sulla carenza di personale dei Comuni italiani, intervenendo sul turn-over, dunque sulla possibilità che le Amministrazioni comunali possano sostituire le risorse umane che progressivamente vanno in quiescenza. Le Amministrazioni comunali non possono essere gravate da una mole sempre crescente di doveri e di emergenze a fronte di una significativa riduzione del proprio personale”.

Nel caso del Comune di Foggia, complici i rigidissimi vincoli imposti Decreto Salva Enti, nei prossimi tre-quattro anni ci sarà una riduzione del 40% circa del personale, tra dirigenti, funzionari ed impiegati. Uno scenario drammatico, al quale il Governo nazionale ha il dovere di fornire risposte concrete, concedendo ai Comuni la possibilità di poter assumere. “Non soltanto per rendere più efficienti i servizi erogati, ma anche per innescare un processo virtuoso dal punto di vista economico”.

“L’altro tema che ho posto con forza è quello delle lungaggini burocratiche, che troppo spesso impediscono alle Amministrazioni comunali di muoversi con rapidità. Il nuovo Codice degli Appalti, ad esempio, se per un verso è stato pensato con il condivisibile obiettivo di aumentare la soglia di legalità in questo settore, per l’altro ha messo in campo procedure lunghe e complesse che, come confermato in sede di assemblea congressuale da moltissimi miei colleghi, hanno allungato i tempi per la pubblicazione di bandi ed avvisi pubblici, con l’evidente conseguenza di costringere le Amministrazioni comunali a ritardi che si ripercuotono chiaramente sulle comunità”.

Da questo punto di vista occorre che lo snellimento delle procedure burocratiche recuperi carattere di priorità nell’interlocuzione tra l’Associazione Nazionale Comuni Italiani ed il Governo, affinché quest’ultimo si faccia realmente carico delle difficoltà che i sindaci vivono quotidianamente sulla loro pelle. Infine ho voluto ribadire ciò che avevo avuto modo di segnalare al Governatore Michele Emiliano sul fronte dell’ammodernamento infrastrutturale, con particolare riferimento al Patto per la Puglia recentemente siglato”.

“In questo campo, strategico per la crescita dei territori, i sindaci chiedono la definizione certa dei percorsi operativi. Perché è di tutta evidenza che la semplice elencazione dei finanziamenti assegnati non può bastare. Occorre un cronoprogamma condiviso ed ufficiale circa l’erogazione delle risorse, soprattutto quelle di natura europea, e l’apertura dei cantieri. Diversamente il nostro compito si riduce ad esprimere soddisfazione per opere che non sappiamo quando vedranno materialmente la luce”.

“Serve - ribadisce Landella - un cambio di passo che, nella consapevolezza dell’importanza degli interventi infrastrutturali, consenta agli amministratori locali di poter avere contezza degli iter messi in campo e attivati. ‘Un sindaco che non programma è un sindaco che non guarda al futuro’, ha detto il premier Matteo Renzi nel suo intervento all’assemblea congressuale dell’Anci. Sono d’accordo. Ecco perché chiediamo tanto al Governo quanto alla Regione di mettere i sindaci nelle condizioni di poter avere fiducia nel fatto che il lavoro di programmazione compiuto dal Comuni non resterà soltanto un “libro dei sogni” da utilizzare come uno slogan”.

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“Sono fiducioso - conclude - che il presidente Decaro, al quale non sfugge il rilievo dei temi che ho posto all’attenzione dell’assemblea congressuale, saprà aprire su questi fronti un “cantiere” di discussione all’interno dell’Anci, attraverso il quale produrre proposte concrete al Governo nazionale, che non può più continuare ad ignorare o a sottovalutare la portata dei problemi con cui ogni giorno i sindaci italiani sono costretti ad amministrare”.

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