Compostaggio, il Comitato Pro-Referendum pungola Miglio: “Perché non inoltra la nostra proposta?”

Per il Comitato Promotore del Referendum sull’Impianto di compostaggio, il sindaco teme il Referendum, ignorando la proposta depositata lo scorso 26 luglio

Il Comitato Promotore del Referendum comunale sull'Impianto di Compostaggio dei rifiuti nell'Area ex Safab (che coinvolge cittadini di ogni estrazione sociale e di idee politiche differenti) “Constatiamo che il signor sindaco di San Severo, Francesco Miglio, teme di portare avanti l'iter relativo al democraticissimo referendum consultivo comunale, facendo giacere triste e polverosa sulla scrivania la proposta del referendum, visto che è dal 26 luglio che è depositata in cima alle sue ‘sudate carte’”, è quanto dichiara Alessandro Marco Fusco, referente del Comitato Promotore del Referendum Comunale sull’installazione dell’impianto di Compostaggio dei rifiuti a San Severo, presso l’Area ex Safab.

Secondo Fusco, il comportamento di Miglio sarebbe causato dalla certezza “che gran parte dei cittadini di San Severo non condivida minimamente la presa di posizione testardamente assunta dall'amministrazione che Miglio presiede”.

“Se così non fosse, perché non inoltrare celermente la democratica proposta del referendum consultivo al Presidente del Consiglio Comunale e alla Commissione di Garanzia, come previsto dal regolamento comunale? È questione di un solo minuto”, precisa Fusco.

“Già lo scorso 30 agosto, il Comitato ha sollecitato il sindaco ad inoltrare la proposta di Referendum. Ma il sindaco era impegnato ad organizzare un concerto in piazza, l’evento di un’emittente televisiva privata, ritenendo meno importante un democratico referendum consultivo comunale che vedrebbe la partecipazione di tutta la cittadinanza su un argomento di grande attualità, non certo un argomento che interessa solo poche persone. Delle due l'una: o non si vuol tenere il voto oppure non si è in grado di inoltrare un foglio da una stanza all'altra di Palazzo Celestini”, accusa il referente del Comitato.

Fusco conclude: “In entrambi i casi il signor sindaco, probabilmente, non è politicamente adatto a rappresentare la comunità cittadina che chiede democraticamente di decidere e discutere del proprio benessere e del proprio destino. Allora chiediamo che Miglio dimostri la propria buona fede accelerando i passaggi previsti per votare il referendum entro l'anno”.

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