Il progetto ‘Moldaunia’ non si ferma: cinque consiglieri provinciali sottoscrivono l’istanza di Amodeo

All’attenzione del presidente Miglio la riproposizione della richiesta referendaria, con la firma anche dei consiglieri Riccardi, Sgarro, Cataneo, Russo e Mangiacotti

Il sogno ‘Moldaunia’ di Gennaro Amodeo continua. Ci sono anche cinque consiglieri provinciali tra i firmatari della istanza referendaria per il passaggio dell’intera provincia di Foggia dalla Giurisdizione regionale della Puglia a quella del Molise, riproposta dal promotore Gennaro Amodeo all’attenzione del presidente della Provincia Francesco Miglio.

A sottoscrivere la richiesta sono stati i consiglieri Angelo Riccardi (sindaco di Manfredonia), Tommaso Sgarro di Cerignola, Pasquale Cataneo e Pasquale Russo di Foggia e Giuseppe Mangiacotti di San Giovanni Rotondo.

La richiesta è stata formulata sulla base di affinità etniche, culturali, linguistiche e socio-economiche che legano la Capitanata alla Regione Molisana, di interessi comuni, di una equivalente distribuzione demografica sui territori in oggetto, e sulla base del risultato referendario dello scorso 4 dicembre “che ha spazzato via qualsiasi incertezza in merito alla sopravvivenza delle istituzioni provinciali, anche di secondo livello”.

Il progetto ‘Moldaunia’ sul tavolo del Presidente della Repubblica

Come si legge nell’istanza, Amodeo chiede al presidente Miglio “di assecondare la legittima aspirazione popolare, espressa mediante 16 delibere comunali, ivi compresa quella del capoluogo: Foggia, in rappresentanza del 40,34% dell’intera popolazione provinciale, con una delibera consiliare di ammissibilità e conseguente approvazione del referendum consultivo popolare sul seguente quesito: ‘Volete che il territorio della provincia di Foggia sia separato dalla regione Puglia per entrare a far parte integrante della regione Molise?’, permettendo in tal modo la realizzazione di un sogno di autonomia che risale alla fase costituente, quando Foggia chiedeva l’autonomia regionale della Capitanata e in alternativa l’aggregazione al Molise anziché alle Puglie”.

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“Questo costituisce il naturale sbocco istituzionale per salvaguardare il futuro a rischio di entrambe le comunità – conclude Amodeo – e far finalmente giustizia dell’antistorica ripartizione regionale che aggregò, nella fase costituente, la Capitanata alle ex terre di Bari e Otranto, con le quali non c’era alcun tipo di legame”.

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