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Marasco duro con il sindaco di Foggia: “Non spacchi il fronte della legalità”

Landella ha chiesto scusa davanti ai magistrati baresi, ma per Marasco si è trattato di un “imbarazzante epilogo”. “Il sindaco indossi i panni dell’istituzione”

In Procura, a Bari, davanti a Volpe e Drago, Landella ha chiesto scusa per la vicenda che lo ha visto contrapposto a Tano Grasso e ribadito l’impegno suo e dell’amministrazione comunale sul fronte della legalità. Ciò non è bastato a placare gli animi di chi, come Augusto Marasco, rivolge al primo cittadino di Foggia l’invito di “indossare i panni dell’istituzione”. “Foggia non merita di finire agli onori della cronaca nazionale per una polemica volgare contro una personalità simbolo come Tano Grasso e la Fondazione Antiracket da lui promossa nel lontano 1990”.

Marasco ricorda che “Landella ha sventolato il braccialetto bianco di Libera, riconoscimento che implica un impegno diretto e personale nella promozione della cultura della legalità a partire da casa propria e non a chiacchiere: è lui che ne risponde, politicamente e non solo”

Il capogruppo de ‘Il Pane e le Rose’ incalza: “E’ inutile fare il riassunto delle puntate precedenti, su questa materia. Il sindaco e i suoi assessori non si possono più consentire scaricabarile sulla dirigenza, come se governassero scegliendo dal menù quali sono le pietanze più a buon mercato.”

Il consigliere comunale di minoranza conclude: “Dopo l’ennesimo e infelice episodio della mancata costituzione di parte civile al processo ‘Corona’, con questo imbarazzante epilogo delle scuse che non spiegano nulla davanti a due alti magistrati, Landella dimostri di avere le capacità di essere rappresentante di una comunità e non un capo-fazione, troncando sul nascere divisioni sul fronte dell’associazionismo antiracket rispetto a un’imminente ricorrenza che non merita di scadere in uno scontro che favorisce oggettivamente la criminalità”

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