Primo Maggio a Foggia, Prc: “Festa dei lavoratori difficile”

Solidarietà a lavoratori della Cooperativa sociale Pulieco, Cooperativa agricola Fiore, Don Uva, Amica, lavoratori della Cartiera e dell’officina riparazione delle Ferrovie dello Stato

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

NOTA PRC - E’ difficile parlare della festa del 1° maggio, la festa dei lavoratori, perché subito il nostro pensiero va ai 13 lavoratori della “cooperativa sociale Pulieco” che hanno perso il lavoro in seguito all’esternalizzazione dei lavori per l’ampliamento del cimitero, alle 40 famiglie dei lavoratori della “cooperativa agricola Fiore” rimasti senza i terreni, e senza lavoro, da coltivare in seguito alla riappropriazione degli stessi da parte del comune di Foggia.

Purtroppo altri posti di lavoro si rischiano di perdere al centro di riabilitazione “Don Uva” dove sono annunciati imminenti licenziamenti. Non è tranquilla nemmeno la situazione dei lavoratori della Cartiera e dell’officina riparazione delle Ferrovie dello Stato a causa delle diminuzioni delle commesse loro affidate.

Non riusciamo a condividere l’ottimismo con cui, sindacati e lavoratori, manifestano soddisfazione per l’impegno di tutto il consiglio comunale nella tutela dei livelli occupazionali in AMICA e nelle “cooperative del verde”, non riusciamo a capire su quali basi economiche e da quale riorganizzazione del servizio possa scaturire l’ottimismo poiché anche l’indagine della magistratura ha evidenziato che cattiva la gestione del personale e l’esubero di manodopera sono tra le cause del fallimento dell’azienda.

Le conseguenze delle manovre economiche del governo Monti aggravano ulteriormente le prospettive economiche della città perché l’impoverimento delle famiglie, causato dalle nuove tasse e dall’aumento dell’IVA, avrà inevitabili conseguenze sulla tenuta del settore del commercio con inevitabili ripercussioni sull’occupazione del settore e dell’indotto, preoccupazioni che trovano conferma nelle proteste dei commercianti e nei dati diffusi dall’ISTAT.

Nelle linee programmatiche presentate dalla giunta, mai discusse in consiglio comunale, manca l’analisi della situazione economico-sociale e, a parte lo sportello unico per le attività produttive e le promesse di snellimento delle procedure amministrative, non sono impegnate risorse per lo sviluppo dell’occupazione.

Non c’è una riga di critica al modello di sviluppo basato sull’edilizia che ha monopolizzato le risorse economiche della città sottraendole allo sviluppo produttivo, non sono previsti interventi per stimolare lo sviluppo della banda larga e l’estensione della copertura di internet (con il Wi-Max) anche alle campagne, non sono previsti piani per il riutilizzo dei capannoni dismessi dell’area industriale, non una sola parola sulle possibilità di sviluppare la “green economy” anche se la città è al centro del più grande parco eolico europeo e con ampie possibilità di sperimentare la produzione e l’utilizzo dell’idrometano, neanche un accenno alle possibilità di “spin off “ da università e Alenia, azienda leader mondiale nel trattamento delle fibre speciali.

E’ con spirito costruttivo che esortiamo la giunta comunale e le forze politiche che la sostengono in consiglio comunale, a prendere coscienza che interventi per sostenere l’occupazione e lo sviluppo economico non sono più rinviabili.

Partendo dal consiglio comunale e con il coinvolgimento di tutte le parti sociali, va aperto un confronto nella comunità per l’elaborazione di un piano per lo sviluppo economico che, dalla valorizzazione delle aziende locali e al sostegno del loro sviluppo, studiando incentivi per nuovi insediamenti produttivi, sappia coniugare lo sviluppo economico alla tutela dei diritti dei lavoratori e il mantenimento, senza modifiche, dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori.

 

 

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