San Severo, non c'è pace nel centrodestra: ok primarie, ma ora è la Lega a dire 'no'. E spunta la 'regola' anti-Bocola

Sembrava fatta ieri in quel di Bari e invece no. In un documento firmato dal neocommissario leghista De Filippis si contestano i gazebo (voluti dal regionale) e si sbarra la strada a Marianna Bocola

Come anticipato ieri su queste colonne, il tavolo regionale del centrodestra ieri a Bari ha sancito primarie in tutti i comuni superiori a 15mila abitanti per la scelta del candidato sindaco. Sulla scia di quanto accaduto a Foggia domenica 24 febbraio. C’è anche una data: il 31 marzo.  Interessati dai gazebo saranno San Severo, Lucera, Torremaggiore, San Giovanni Rotondo. La decisione, assunta da tutte le forze politiche della coalizione eccetto l’Udc (assente per volontà di Cera: “Se si va per primarie, lasciamo il tavolo, anche a Foggia” la minaccia), ricalca praticamente la pretesa della Lega nei confronti degli alleati provinciali avanzata al tavolo di martedì scorso: quello, praticamente che, terminando con un nulla di fatto, ha creato una impasse portata poi all’attenzione (e soluzione) dei vertici regionali.

E la Lega ha vinto: su Forza Italia, Direzione Italia, Fratelli d’Italia, Idea. Quasi tutte orientate all’accordo politico. Che non viene del tutto escluso: se le forze riescono ad addivenire ad un nome condiviso entro l’8 marzo (data di presentazione delle candidature), i gazebo potrebbero anche scongiurarsi nella realtà in cui l’intesa viene raggiunta. Ma è molto più probabile che, con le divisioni e le variegate aspirazioni personali che muovono le fila, primarie saranno. Ovunque. Ma se Caroppo e i suoi emissari provinciali, Ursitti e Potenza, sono riusciti ad imporsi ieri, è pur vero che non tutto rischia di andare come preventivato dalla parti di casa Lega.

A San Severo, ad esempio. E’ di ieri, infatti, un documento firmato in tutta fretta dal neo commissario cittadino Marcello de Filippis ed inviato al segretario regionale Andra Caroppo con cui si stigmatizza la scelta (leghista) dei gazebo e si sbarra la strada ad una candidatura fortemente sgradita ai salviniani e al centrodestra locale, oltre che a Rosa Caposiena, candidata di Forza Italia, che avrebbe tutto da guadagnare dalla messa alla porta di un’altra figlia d'arte: Marianna Bocola, figlia di Dino, noto sindacalista nella città dei campanili. Attuale presidente del consiglio comunale (amministrazione di centrosinistra), Bocola ha provato più volte ad inserirsi nella partita del centrodestra, riuscendo a sedurre nei mesi passati finanche una parte della dirigenza leghista. Poi lo stop, perché, legittimamente, c’è chi ritiene che “le primarie siano del centrodestra, non tra centrodestra e centrosinistra!” (atteso che Marianna Bocola ha un passato di sinistra marcato).

Ma oggi il suo nome sarebbe tornato prepotentemente da quelle parti, e c’è chi sostiene addirittura che la Lega provinciale (e regionale) le primarie le abbia chieste proprio in quest’ottica (gira una locandina che al suo nome associa quelli di Caroppo, Ursitti, Tarquinio), sì da sbarrare la strada alla candidata azzurra Caposiena (o comunque rendergliela più impervia), sempre ritenuta divisiva ma che, nelle ultime ore, come scrivevamo ieri, era riuscita ad incassare alcune importanti convergenze sul suo nome.

A riprova di ciò c’è un documento molto polemico firmato dal neocommissario leghista De Filippis ed inviato a Caroppo in cui praticamente si chiede di rivedere la decisione delle primarie e, contestualmente, si verga il “la norma anti-Bocola”: “La Lega di San Severo – scrive de Filippis- aveva già trovato un accordo con le altre forze politiche e in particolare con Forza Italia circa una candidatura unitaria che è stato inspiegabilmente disatteso in sede regionale. Ritenendo altamente lesiva la decisione dei vertici, che non hanno tenuto conto delle determinazioni locali, chiede di rivedere la suddetta decisione. In ogni caso – aggiunge il commissario- si evidenzia che la disciplina delle primarie così come strutturate potrebbe consentire a soggetti civici che direttamente o indirettamente hanno sostenuto l’amministrazione Miglio o il centrosinistra di usare lo strumento delle primarie per approdare senza titolo nelle fila del centrodestra”.

Un documento duro, il locale che "sconfessa" il regionale, di cui le segreterie provinciali e pugliese è difficile non possano tenere conto. A maggior ragione se a rafforzare questa posizione concorre la coalizione tutta che, partito per partito, movimento per movimento, si sarebbe espressa allo stesso modo, marcando lo stop ad ingressi “spuri”.

Va da sé che, senza elementi di disturbo di questo peso (e passato), la strada per Caposiena, la candidata di Di Mauro, sarebbe molto più in discesa: ciò che non le è riuscito con l’accordo politico, le tornerebbe con i gazebo. E a quel punto con il doppio della legittimazione per la candidata e il segretario provinciale forzista.

Cosa accadrà? E Cera cosa farà? Tornerà? Le acque, insomma, restanno agitatissime. Neanche l'incontro di ieri è servito a dare pace ad una coalizione che pace non ha.

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