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Immagine d'archivio

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Clima infuocato nel PD, Gentile chiede le ‘Primarie’ e fa arrabbiare Vieste

Elena Gentile richiama l’art. 18 dello statuto nazionale del Partito Democratico. A San Giovanni Rotondo anche Mangiacotti vorrebbe le primarie. Il PD di Vieste: “Per un po’ di pubblicità offendi la nostra dignità”

A fine maggio, o al massimo entro le prime due settimane di giugno, Vieste e San Giovanni Rotondo andranno al voto. Se nella città del faro il PD ha appoggiato e presentato il candidato sindaco della lista civica ‘Futura’ Nicola Rosiello, al cui interno figurano anche personalità di Forza Italia, nella città di San Pio i giorni successivi alle festività pasquali potrebbero essere cruciali, con i democratici che rischiano presentarsi spaccati alle amministrative.

Da una parte c’è il gruppo che fa capo a Matteo Masciale - segretario cittadino e primo dei non eletti nelle liste del PD alle scorse regionali – dall’altra Salvatore Mangiacotti, che proprio questo pomeriggio ha avanzato l’ipotesi delle primarie: “La strada giusta per affermare una candidatura a sindaco, per verificarne la sua credibilità, la scelta migliore, il suo gradimento e la verifica di una rispondenza tra i cittadini e gli elettori, sono le primarie. L'affermazione di una candidatura a sindaco alle primarie, si traduce in leadership, in autorevolezza e forza per poter governare cinque anni. Tutte le altre strade per l'individuazione di un candidato sindaco, portano sempre ad accordi al ribasso tra pochissime persone e ad una posizione di partenza debole e di un prigioniero acclarato, certo, innegabile”.

Prima ancora di Mangiacotti, questa mattina era stata Elena Gentile a sollevare l’ennesimo polverone in casa PD. Nel richiamare l’articolo 18 dello statuto nazionale del Partito Democratico - secondo cui i candidati alla carica di sindaco, presidente di provincia e Regione, vengono scelti attraverso il ricorso alle primarie di coalizione; qualora non si svolgano primarie di coalizione si procede con quelle di partito, a meno che la decisione di utilizzare un diverso metodo non sia approvata con il voto favorevole dei tre quinti dei componenti dell’assemblea del livello territoriale corrispondente; non si svolgono primarie di coalizione o di partito nel caso in cui, nei tempi prescritti dal regolamento per le primarie, sia stata avanzata una sola candidatura alla carica di sindaco – l’europarlamentare ha sottolineato l’importanza delle regole vigenti “che tutti abbiamo il dovere di rispettare, pena la frana di tutta l’impalcatura su cui abbiamo finora fondato la credibilità democratica e di ricerca del consenso dei cittadini” per la scelta dei candidati a sindaco di Vieste e San Giovanni Rotondo.

Ha poi aggiunto l’ex assessore regionale nella Giunta Vendola: “La missione principale della politica, e del Partito Democratico che ne costituisce l’architrave centrale, è ripristinare un rapporto di fiducia con le comunità che intende rappresentare e governare. Questo obiettivo, oggi, rischia di essere minato in radice da tentativi in atto di forzare le regole che il PD stesso si è dato con le sue leggi fondamentali di autogoverno. Com’è possibile, infatti, chiedere ai cittadini di riscoprire e ridare fiducia alla politica e ai partiti se il PD, che ne costituisce il nucleo centrale, è il primo a non rispettare le regole che esso stesso si è dato?”.

Non si è fatta attendere la risposta di Federica Castagnetti, segretario di circolo PD Vieste, Giuseppe Calderisi, consigliere comunale PD, Annamaria Giuffreda, capogruppo del Partito Democratico e Aldo Ragni, componente dell’assemblea nazionale: “Non ci interessano le polemiche congressuali che hanno visto contrapporsi l’on. Elena Gentile all'intero gruppo dirigente del PD provinciale ed al presidente della Giunta regionale Michele Emiliano. Ma con la dichiarazione di questa mattina l'on. Gentile ha confermato di essere ancora una volta alla ricerca di pubblicità offendendo la dignità dei tesserati del circolo di Vieste”.

I quattro esponenti viestani dei democratici proseguono: “Il successo della manifestazione di domenica 13 marzo dimostra quanto sia significativo l'apprezzamento dei cittadini di Vieste nei confronti di questo progetto di governo della città. E l'on. Gentile, al solo scopo di guadagnare qualche titolo sui giornali, non può mortificare il lavoro dell'intero circolo che rispettando tutte le procedure statutarie ha determinato la nascita della lista civica “Futura”. E guarda caso la sua dichiarazione arriva esattamente il giorno dopo l'annuncio di una manifestazione elettorale a Vieste con l'on. Bordo.

Concludono Castagnetti, Ragni, Giuffreda e Calderisi: “Se lo scopo della sua dichiarazione è quello di provare a delegittimare il circolo del PD Vieste sappia, l'on. Gentile, che ha solo delegittimato la propria credibilità nei confronti di un gruppo dirigente che non le ha mai fatto mancare il proprio sostegno sia alle primarie per la scelta dei parlamentari nel 2012 che alle elezioni europee del 2014. Il Partito Democratico di Vieste è impegnato in una campagna elettorale nella quale si candida a governare per la prima volta la città; di tutto ha bisogno tranne che di essere coinvolto in polemiche congressuali che non interessano nessuno”.

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