Gentile in campo per sfidare Emiliano e prendersi la Puglia: "Siano primarie vere, a gennaio 2020"

Archiviata l’esperienza al Parlamento Europeo (dove ha mancato la riconferma nonostante si sia battuta come una leonessa), la dirigente Pd è pronta a contendersi la fascia di candidato presidente della Regione Puglia: "Rappresentativa di tutti"

Archiviata l’esperienza al Parlamento Europeo (dove ha mancato la riconferma nonostante si sia battuta come una leonessa), la piddina Elena Gentile è pronta a contendersi la fascia di candidato presidente della Regione Puglia sfidando l’uscente Michele Emiliano. E, in un lungo post su Facebook, mette in guardia dal rischio che le primarie (tipiche del centrosinistra) altro non siano che una competizione “farlocca” per confermare la leadership del magistrato barese (che già nel febbraio scorso dovette rinunciare a celebrarle, in tutta fretta), e puntando il dito contro il tentativo di Emiliano di far apparire la candidatura dell’europarlamentare uscente come parziale, o comunque rappresentativa di una sola parte del centrosinistra. 

Per le regionali 2020 servono primarie vere” scrive la pediatra di Cerignola sul social. “Nella mia lunga esperienza di governo regionale (9 anni), come parimenti ha fatto il resto della Giunta e lo stesso Presidente Vendola, mi sono sempre sforzata di essere l’assessore di tutti i pugliesi, da Vieste a S. M. di Leuca. E di tutte le amministrazioni comunali e provinciali, qualunque fosse il loro colore politico. E come tale sono sempre stata conosciuta e riconosciuta, anche nei Comuni più piccoli e periferici di questa meravigliosa regione. In questo solco a tutto il centrosinistra, e a tutti i pugliesi che ne condivideranno visione e progetto, non solo a renziani e vendoliani, che pure stimo e rispetto, farò riferimento in caso di candidatura alle primarie. Sappia Michele Emiliano, che ha condiviso e diffuso l’articolo dal titolo ”renziani e vendoliani uniscono le forze per la candidatura anti – Emiliano: Elena Gentile pronta per le primarie”, che – come le volpi - quelli che vogliono fare troppo i furbi prima o poi finiscono in pellicceria.

Non mi candiderò alle primarie “a prescindere” e/o a dispetto degli dei e degli uomini. Solo per partecipare e, magari, guadagnarmi così uno strapuntino ancillare alla corte del vincitore. Non servirebbe né ai tantissimi che confidano in me per ridare l’anima perduta al Governo di questa Regione. Né alla Puglia per riacquisire la “visione nazionale ed europea” necessarie per riconsegnarle il ruolo guida di tutto il Mezzogiorno.

Mi candiderò solo se, come precondizione, ci sarà la garanzia che non saranno “primarie cotte e mangiate”, magari organizzate in fretta e furia per essere celebrate in autunno. Servono “primarie vere”, non una conta fra truppe cammellate. Serve un confronto fra le rispettive visioni programmatiche. Serve la costruzione di un “albo delle primarie”, costituito da iscrizioni rigorosamente individuali (una testa, un voto), da tenere aperto il tempo necessario per consentire agli “elettori veri” di iscriversi. E da chiudere almeno due settimane prima della data stabilita per le primarie.

Servono, infine, sedi neutre per il loro svolgimento. Questo serve se si vuole evitare lo spettacolo non edificante cui abbiamo spesso assistito in questi anni. E si vuole preservare per davvero “prima e dopo” l’unità del centrosinistra. Si costituisca in tempo utile, dunque, un tavolo paritetico che definisca una data per il voto (per parte mia non prima di gennaio/febbraio ‘2020. E, in uno, si scrivano forti e chiare le regole del gioco, partendo dai confini della coalizione e dai rapporti con i transumanti e le transumanti” scrive ironica, in riferimento a tutti i i civismi di varia origine che ruotano attorno a Michele Emiliano. 

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