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Il centrodestra lo esclude, lui si candida a sindaco. Mainiero ai foggiani: "Non votate per me, ma per i vostri sogni"

Mainiero resta in corsa. Anche senza primarie. E' in attesa di capire se Fratelli d'Italia lo seguirà. E spiega il suo no al Lodo Landella che gli è costato la corsa ai gazebo

 

"A me la destra politica ha insegnato la differenza, come diceva Borsellino, tra il "fresco della libertà" ed il "puzzo del compromesso", della contiguità, della complicità", ovviamente declinata in maniera politica. Io non sarò mai contiguo e complice dell'amministrazione Landella". Così Giuseppe  Mainiero annuncia la sua espulsione dalle primarie del centrodestra in programma il prossimo 24 febbraio a Foggia in ragione della sua decisione di non firmare il Codice Etico, ribattezzato "Lodo Landella". Lui correrà lo stesso, all'uopo è stato messo su un think thank dal titolo "Foggia in testa". E si attendono le decisioni del partito di Mainiero, Fratelli d'Italia. A livello regionale porte chiuse (Congedo, segretario regionale, ha firmato quel codice), il caso Foggia è ora all'attenzione di Giorgia Meloni. Nessun cenno al momento dal segretario provinciale, Giandonato La Salandra. Fratelli d'Italia romperà col centrodestra o correrà comunque alle primarie (a quel punto appoggiando un altro candidato sindaco?). Si capirà nelle prossime ore.

Nella conferenza stampa convocata in mattinata Mainiero spiega perchè non ha firmato quel Codice che impone di non "denigrare" l'amministrazione uscente in campagna elettorale. Primo tema di rottura, dice, la legalità e la trasparenza. "La forza politica nella quale sono stato eletto ritirò la propria delegazione assessorile nel 2015 in ragione di un tema importante quale la legalità, la trasparenza. L'ingresso nella coalizione nel 2014 accanto a Landella, che ritenevamo inadeguato, era frutto di un gioco democratico, l'accettazione delle ragioni della maggioranza. Ma noi eravamo contrari e avevamo visto lontano.  A partire dalla mancata adesione alla stazione unica appaltante, che era il primo punto del programma, da noi richiesto.  Proprio ieri ho ricordato al presidente del consiglio (Luigi Miranda, ndr) di come il consiglio comunale respinse la mia mozione finalizzata ad una selezione trasparente delle imprese dagli uffici della Prefettura. Disatteso, dunque, il tema della legalità e della trasparenza. Landella ci aveva anche promesso col suo fido Cangelli di redigere un protocollo di intesa con la Prefettura per selezionare in maniera trasparente le imprese, a che non si verificasse più ciò che era accaduto alla vigilia delle elezioni del 2014. Nulla di tutto ciò. Ebbene, io ho ritirato la delegazione assessorile". E giù con l'excursus di quello che è stato il percorso politico del governo e della maggioranza Landella, a spiegare come lui, Mainiero, quel Codice proprio non potesse firmarlo. Affondo durissimo contro la Lega rappresentata da Andrea Caroppo, diventata la succursale di "Manifesto per Foggia". 

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