Rigenerazione urbana, prima valutazione del Piano di Foggia

Fiore: “”Stiamo incalzando nella definizione delle azioni di rigenerazione urbana che trovano una sinergica ma non esclusiva sponda nei finanziamenti pubblici, dovendo piuttosto riuscire a catalizzare interessi del privato economico e sociale»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Il Servizio Assetto del Territorio della Regione Puglia ha confermato l’ammissione del Piano integrato “Rigenerare lungo la memoria” alla fase negoziale sulle risorse dell’Asse VII del P.O. FESR 2007-2013, con la riserva determinata dai riscontri oggettivi alle circostanze e alle motivazioni giustificative fornite per il ritardo nella presentazione delle candidature.
Il Piano del Comune di Foggia è stato oggetto di una prima valutazione in base alla quale è stato attribuito un punteggio di 12,53, per un importo finanziabile di 5 milioni e 450.000 euro. luigi-fiore_original

Mentre continua il lavoro di elaborazione definitiva delle progettazioni del Piano integrato, i prossimi passi dell’Amministrazione comunale riguarderanno tanto la produzione degli elementi oggettivi a riscontro della presentazione nei termini della candidatura, quanto le osservazioni rispetto alla valutazione in punteggi.

Tale valutazione del Piano del Comune di Foggia, infatti, è stata formalizzata per la prima volta con la determina dirigenziale del 20 settembre scorso, pubblicata stamane. Già ad agosto, le prime valutazioni fatte dal Servizio regionale sono state oggetto di numerosi rilievi da parte di diciannove altre Amministrazioni pugliesi, che hanno indotto alcune rivalutazioni dei punteggi nella determina di due giorni fa.

«Proseguiremo fiduciosi a tutelare le nostre buone ragioni amministrative – commenta l’assessore all’Urbanistica, Luigi Fiorema, nel frattempo, stiamo incalzando nella definizione delle azioni di rigenerazione urbana che, voglio tornare a ricordarlo, trovano una sinergica ma non esclusiva sponda nei finanziamenti pubblici, dovendo piuttosto riuscire a catalizzare interessi del privato economico e sociale».

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