Parco del Gargano, ambientalisti sulla presidenza: “Periodo deludente ma no a soluzioni avventuristiche”

In scadenza il mandato del presidente Pecorella al Parco Nazionale del Gargano. “E’ arrivato il momento di fare le scelte giuste, alzando il profilo di una figura che deve guidare una delle più importanti Aree Protette del mediterraneo”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Le associazioni ambientaliste hanno tracciato con pacatezza, ma anche con determinazione, un bilancio dello stato dell’arte del Parco nazionale del Gargano che è deludente perché si è ancora lontani dal realizzare quello per cui il parco è stato istituito. Dal Gargano emergono voci diverse che denunciano la distanza del Parco dai bisogni del territorio.

Soprattutto le nuove generazioni non hanno trovato in esso quell’agenzia pubblica dello sviluppo sostenibile capace di creare con la sua azione le premesse per la crescita di nuove forme di economia verde. Occorre cambiare passo e riportare il Parco nazionale fuori dalla portata del provincialismo della politica locale, in gran parte schierata nel passato contro il Parco e che oggi si è stabilmente insediata al suo interno, facendo con più efficacia da dentro quello che prima non riusciva a fare da fuori: annullare la portata di un progetto che da motore di conservazione di valori e creatore di nuovi valori, anche economici, è diventato uno sgabello delle dinamiche della politica locale.

Detto questo, ci sembra assolutamente fuori luogo la corsa alla presidenza da parte di persone che non cambierebbero di una virgola la situazione esistente, il cui profilo professionale, di competenze e la cui storia personale sono completamente inadeguati a ricoprire un ruolo così importante, soprattutto a dare risposte all’altezza dei problemi che nel dibattito dalle ultime settimane sono stati sviscerati. I nomi che sono in campo, che si autopropongono alla guida del Parco sostenuti da alcuni amici non ci convincono affatto, perché lontani dai requisiti di competenza che si richiedono a un presidente di un’area protetta e perché non ci sembrano in discontinuità con quel sottobosco politico locale che ha di fatto bloccato per decenni l’attività del Parco.

E’ arrivato il momento di fare le scelte giuste, alzando il profilo di una figura che deve guidare una delle più importanti Aree Protette del mediterraneo. Il Ministro Galletti e il Presidente Emiliano non dovranno trovare solo un nome per la presidenza, ma una persona adeguata ad affrontare i gravi ritardi che si riscontrano in questa area protetta e nel territorio del parco. Chiediamo alla politica locale, ai sindaci, alle associazioni di assumersi fino in fondo la responsabilità di contribuire a una scelta di alto profilo, senza fermarsi alla denuncia della necessità del cambio e senza cedere alla tentazione di soluzioni facili.

Torna su
FoggiaToday è in caricamento