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Asi, Mainiero dà la sveglia al centrodestra (e ai civici): "Non siamo il Pd, puntiamo sul merito"

Alla vigilia delle nomine Asi, in programma domani, il capogruppo Fdi rimprovera il Comune di Foggia e civici, e lancia Pasquale Pazienza alla direzione generale

“La Capitanata è chiamata al rinnovo dei vertici ASI, ed in questi giorni è un susseguirsi di incontri, indiscrezioni sui nomi che andranno a riempire le due caselle vacanti nell’organigramma, ovvero quella del Presidente e quella del Direttore. Una discussione che vede la politica impegnata esclusivamente ad occupare militarmente gli spazi al solo scopo di collocare personale politico ascrivibile a questo o a quell’altro personaggio o ad un gruppo di potere”. Non usa giri di parole Giuseppe Mainiero, capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale al consiglio comunale di Foggia, sul rinnovo gli organismi di vertice del Consorzio Asi, dopo l’uscita di Franco Mastroluca.

Secondo il consigliere comunale “Nessuna riflessione sullo sviluppo dell’area è stata fatta, su quale tipo di sviluppo si vuole per questo nostro territorio. Una forma di sviluppo basato sulla cultura, sull’ambiente ed il turismo, e su quale turismo, quello sostenibile e responsabile per il quale si richiede una conservazione del territorio, o meglio una preservazione del contesto ambientale? Oppure, se questo territorio è alla ricerca anche di alcune forme di sviluppo industriale, non certamente quello pesante, che si possono conciliare con altre forme di sviluppo prima richiamate?”

“Questo è l’interrogativo da porsi ed è la risposta che diventa il cammino da intraprendersi, di riflesso il discorso della “gestione” diventa funzionale agli obiettivi che una comunità locale si pone, o meglio si dovrebbe porre”, fa presente Mainiero.

Insomma, per il consigliere comunale di minoranza l’assenza sistematica di decisioni da parte della politica locale finisce con il penalizzare il territorio, perché “molto spesso entra in gioco un altro livello di governo, ovvero quello Regionale che, osservando l’evidenza dei fatti, ha escluso la provincia di Foggia da tutte le traiettorie di sviluppo, uno spazio politico che la nostra politica non ha occupato, impegnata, come è stata in questi anni, esclusivamente alla lottizzazione per il mero controllo del territorio. Basti guardare alla politica infrastrutturale, all’assenza dell’aeroporto, sia esso dedicato al trasporto delle persone o delle merci, l’assenza di interventi portuali, si pensi al porto alti fondali a Manfredonia, l’assenza di interventi sulle arterie stradali, i ritardi o la inesistenza si interventi sulla regionale uno tirrenica-adriatica. Scelte regionali che hanno segnato lo “spegnimento del dinamismo economico” di un territorio come il nostro che certamente avrebbe potuto esprimere”.

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Potenzialità inespresse, e di fatto represse dalla assoluta assenza infrastrutturale su cui poggiano da sempre le più elementari dinamiche economiche. Il forte ritardo con cui il nostro territorio si affaccia a questo tipo di scelte, ossia di individuazione strategica degli obiettivi, imporrebbe inoltre una riflessione sulla competitività interterritoriale, in una provincia, come la nostra che arriva a ragionare con un così forte ritardo su infrastrutturazione, per potersi rendere più appetibile rispetto ad altri territori, e tentare di colmare il “ritardo di Sviluppo” deve aprire una riflessione forte sulla istituzione di aree franche”.

Mainiero prosegue: “Una discussione che evidenzi non solo la utilità, ma la necessità altresì di affrontare un discorso sistemico tra la piattaforma logistica Lotras, il porto alti fondali a Manfredonia e l'aeroporto foggiano (che potrebbe essere particolarmente - anche se non esclusivamente - calibrato su un'aviosuperficie per trasporto merci). Tutto ciò nella logica di creare una piattaforma logistica integrata nel Mediterraneo che vede la nostra Provincia come la più naturale protagonista di questa direttrice di sviluppo”.

E qui entra in gioco il Comune di Foggia, chiamato a recitare un ruolo centrale: “Il Comune, nella sua compagine politica, il centrodestra, in un quadro Istituzionale che vede di fatto soppresse le Province, deve recitare un ruolo assolutamente protagonista, rilanciando una discussione nel merito delle scelte da fare, offrendo al dibattito gli argomenti, ed alla gestione un Personale culturalmente attrezzato alla sfida, avulso da una logica di esclusiva “lottizzazione politica” marcando, nei fatti, la differenza dal Partito Democratico”.

Conclude Mainiero: “Nella tradizionale “spartizione” tra Provincia e Comune capoluogo, il centrodestra lasci la lottizzazione politica dell’ASI al Partito Democratico, il Comune riscopra lo stile e la lungimiranza che, ad esempio, espresse il Presidente Antonio Pepe quando, attraverso la bussola del merito e della competenza, individuò “personale” il cui “profilo culturale” restituì dignità alla Politica ed alle Istituzioni Penso a quando la guida del Consorzio per l’Università si affidò al Professor Davide Leccese, o le Attività Produttive ed Energetiche al Professor Pasquale Pazienza, docente di Politica Economica, che oggi con merito e competenza ben ricoprirebbe questo ruolo, dando all’ASI, ed alla Capitanata tutta, la possibilità di cogliere questa ultima opportunità di agganciarsi ad una locomotiva dello sviluppo che rischiamo di perdere per sempre”.

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